Adriano Persiani
Dal giovedì 13 marzo 2003
al venerdì 14 marzo 2003
Comunicato stampa evento: Adriano Persiani
Artista: Adriano Persiani
Testo: Alberto Zanchetta
Inaugurazione: 13 Marzo 2003 - ore 21
Volgiti, volgiti, guarda:
c'è sangue nella scarpa.
Strettina è la scarpetta.
La vera sposa è ancor nella casetta.
Jacob e Wilhelm Grimm
Nella notte c'era una volta
Una realtà che soffriva d'insonnia
Allora la fata matrigna veniva
E realmente la prese per mano
La re la re la realtà
Louis Aragon
Per una sua PERSONALE capacità di rivelazione di qualcosa d'altro di notturno, micidiale e inquietante di quel perduto mondo tenero d'orsetti e di balocchi, di animalucci imbalsamati e di lenzuolini infantili, Adriano Persiani si dedica alla creazione di suppellettili tragicamente buffe, nelle quali, se da un lato si evidenzia una disarmante innocenza e dolcezza di bambino cresciuto in fretta e furia, dall'altro si comprende una sorta di psicopatologia come di chi ha prematuramente acquisito la percezione feticista del suo interno molle (feci, urina, budella, intestini, lacrime, sangue, vomito e saliva). Il lavoro di Adriano Persiani è volto alla ricontestualizzazione artistica dell'ingenuo e sereno mondo infantile in termini tali da esaltarne le valenze ironiche e sadomasochistiche, grazie alle quali arriva a metterne in risalto l'irrimediabile assenza di vita. L'assenza di vita, o meglio, la vita disidratata di vari animali, viene per così dire enfatizzata e immessa di calore attraverso collezioni haute couture memori dell'arte sartoriale del mondo piccino di fate e gnomi. Così, a svelare il melanconico sense of humor del quale si serve l'artista, si dispiega tutto un repertorio neo-oggettuale estremamente chiassoso, pittoresco e kitsch che si rivela affine alle surreali naturalia delle wunderkammer secentesche. Meticoloso microchirurgo, giocattolaio barocco e sospetto sarto delle favole, Adriano Persiani tenta l'iconismo artistico di due tematiche "semplici". Il gioco e la morte. Il loro confondersi a vicenda. Il dolce annientarsi l'un l'altro. E' quindi possibile ravvisare un ribaltamento percettivo per il quale, allo spontaneo timore e disgusto per le "cose della morte", si sostituisce candidamente un sorriso amaro e una vaga, nostalgica allegrezza quasi circense.
Giuliano Gavioli: direttore artistico interno&dumdum bologna