Fotografie, documenti, video
Museo Cantonale d’Arte Lugano Svizzera
Nell’ambito della mostra Che c’è di nuovo?
“La scena artistica emergente in Ticino”
Durante l’estate 2005 Al Fadhil da Berlino , nell’ambito di un progetto specifico, ha chiesto a suo fratello Ahmed di fotografare la casa dei genitori in Iraq in quanto nell’abitazione sono riflesse le condizioni di vita delle persone che vi vivono. Con questa operazione, l’artista conferma il suo impegno, iniziato con la performance I’m the Iraq Pavilion alla Biennale di Venezia 2003, nell’affrontare creativamente alcuni aspetti nella complessa questione irachena. Per assicurarsi una reale trasmissione dei fatti, l’artista fa ricorso al supporto di persone non professioniste. Così è stato con la casa nativa, dove le fotografie narrano in una sequenza drammatica le condizioni esistenziali di una famiglia ( la sua ) che potrebbe essere prototipo di una società che ha subito le conseguenze delle infinite guerre. Le stesse immagini sono divenute l’oggetto del video home sweet home.
Dalla frequente corrispondenza via internet tra l’artista e suo fratello è stata sviluppata l’idea di Talking with Ahmed, fino a divenire il progetto di questa mostra, e che egli avrebbe voluto essere presente all’apertura come diretto testimone dei fatti, ma il crudele destino nascondeva una dolorosa sorpresa: il 27 marzo 2006 Ahmed è stato ucciso in un attentato a Baghdad.
La prematura scomparsa di questo giovane di talento è la conferma diretta di ciò che l’artista voleva mostrare e denunciare.
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21 maggio - 2 luglio 2006
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