Alberto Garutti / Dettaglio evento

Nato a: Italia



Comunicato stampa evento: Arte all'Arte

inaugurazione ore 19.00

a cura di
Elio Grazioli, Hou Hanru

Giunta alla sua ottava edizione, Arte all’Arte Arte Architettura Paesaggio è un progetto ideato e organizzato da Associazione Arte Continua che, sotto la cura di Elio Grazioli e Hou Hanrou, prosegue la sua proposta di intervento “nelle Terre di Siena” sulle possibili relazioni tra arte, architettura e paesaggio, tra città e campagna, passato e contemporaneità.

I curatori e gli artisti della manifestazione sono invitati a farsi carico del rapporto che intercorre fra le comunità e il patrimonio artistico di cui sono custodi, in un’ottica di sviluppo autocentrato che tenga conto delle specificità del luogo e che allo stesso tempo sia capace di attrarre risorse dall’esterno, per fare di Arte all’Arte il terreno sperimentale di un progetto “glocale”, in equilibrio tra realtà locale e globale.

In particolare, sei artisti affermati sulla scena internazionale dell’arte contemporanea sono stati chiamati a pensare un’opera da realizzare specificatamente per una delle sei città d’arte della provincia di Siena inserite nel circuito di Arte all’Arte. Il progetto, così, si configura come la realizzazione di sei personali che legano idealmente il territorio senese e che mirano ad esaltarne le comunità e le campagne circostanti, la memoria dei luoghi e la sua proiezione nel futuro.

Gli artisti coinvolti in questa edizione sono: Eko Prawoto a Buonconvento, Emilo Prini a Montalcino, Wang Du a San Gimignano, Sarkis a Poggibonsi, Marjeta Potrc a Siena e Jimmie Durham a Colle di Val d’Elsa. Tutti condividono la volontà di interagire con il contesto in cui sono chiamati ad intervenire con uno sguardo rivolto al presente ma anche alla storia che non intendono cancellare.

Sono gli sguardi di artisti extraeuropei, lontani dalla più nota tradizione occidentale, scelti dai curatori anche alla luce del problematico attuale scenario mondiale, con l’obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e di pensiero, nella convinzione che la differenza sia un valore e una fonte di potenzialità, non certo una minaccia.
L’edizione 2003 di Arte all’Arte riserva inoltre, nell’Anno mondiale dell’acqua, un’attenzione particolare a questo elemento tanto prezioso quanto indispensabile, convinti che non ci si possa permettere di abbassare la soglia di cura e di attenzione per l’ambiente.

“Arte + Vino = acqua” è, infatti, un progetto che si muove in tale direzione con una vendita di beneficenza, che si terrà il 22 novembre nel polo museale del Santa Maria della Scala, in cui verranno battuti sei vini della provincia di Siena, selezionati da Antonello Colonna - curatore per il 2003 della Guida del viaggiatore - le cui etichette saranno realizzate da sei artisti internazionali selezionati da Vicente Todolì, direttore della Tate Modern di Londra. In omaggio all’Anno mondiale dell’acqua, la somma di denaro raccolta dalla vendita delle pregiate casse d’autore sarà devoluta ad un progetto legato al valore dell’acqua (ad esempio per la realizzazione di pozzi, di impianti di canalizzazione o di depurazione).

Non mancherà poi la Guida del viaggiatore di Arte all’Arte, affidata per il 2003 allo chef Antonello Colonna, che ci porterà tra i sapori e le bellezze della Toscana, anche con il contributo dell’artista Erminia De Luca. La giovane fotografa milanese è stata infatti selezionata da Elio Grazioli e Hou Hanru per collaborare al progetto speciale di quest’anno con due iniziative: la realizzazione delle immagini per la Guida e una serie di fotografie sul mondo rurale di oggi nella provincia di Siena. Queste ultime verranno presentate il 13 settembre, in occasione dell’inaugurazione di Arte all’Arte, al Museo del Paesaggio e della Mezzadria di Buonconvento (Siena) e andranno a far parte della collezione permanente del Museo.
Rientra sempre all’interno del progetto speciale la co-produzione di Arte all’Arte a TRANSART 2003 della nuova performance del videoartista Kendell Geers con il musicista Patrick Codenys, che si terrà a Borgo Valsugana (TN) il 27 settembre e che sviluppa il progetto interdisciplinare “Red Sniper”, nato recentemente a Bruxelles dall’incontro dei due artisti.

Sempre al Santa Maria della Scala di Siena, il 23 novembre verrà presentato il catalogo dell’ottava edizione di Arte all’Arte. Arte Architettura Paesaggio, contenente i saggi critici dei curatori Elio Grazioli e Hou Hanru. A ciascun artista sarà dedicata una sezione che ripercorrerà il suo iter, con immagini di opere precedenti, fotografie dei sopralluoghi e delle opere realizzate espressamente per Arte all’Arte, documentate nella loro collocazione originale.

L’articolato progetto di Arte all’Arte sarà inoltre presentato a New York nell’ambito della manifestazione “Ottobre toscano a New York” il 7 ottobre 2003 presso lo spazio Art in General.


Gli artisti e le opere

Nuove installazioni


WANG DU

Nato in Cina nel 1956, vive e lavora a Parigi dal 1990.

Wang Du, osservatore della società contemporanea e del mondo dell’informazione, è considerato il maestro indiscusso della manipolazione di immagini legate ai mezzi di comunicazione di massa; un eroe iconoclasta per il suo riappropriarsi e distruggere immagini prodotte dall’attuale mondo dei media, fondato sulla logica del consumo e della manipolazione dell’informazione. Nelle sue opere, sculture e installazioni di forte impatto percettivo, l’artista trasforma gli aspetti più diffusi del sistema egemonico dei mezzi di comunicazione di massa in forme ironiche ed assurde, dove il virtuale va oltre la realtà per tradurla in iperrealtà.
Tra le esposizioni internazionali a cui ha recentemente partecipato figurano nel 1999 la Biennale di Venezia, nella sezione dAPERTutto (APERTO over ALL); nel 2000 la Biennale di Taibei (Taiwan) e Art 31 Basel (Svizzera) nello Stand de Galerie Art & Public; nel 2001 FRI-ART di Friburgo (Svizzera) con Mon kiosque, 15 juillet e FIAC 2001 di Parigi e nel 2002 No comment e TOKYOTV al Palais de Tokyo di Parigi.

Per Arte all’Arte Wang Du si è concentrato sul fenomeno del turismo, che tanta parte ha nella vita culturale, economica e politica della regione Toscana che, come ogni anno, ospita la manifestazione; ma anziché lavorare su quegli aspetti del turismo che in prima battuta risultano positivi, ha cercato di indagarne i risvolti più intrinseci e nascosti.
La fascinazione ossessiva del mito dell’immagine, non poteva lasciare l’artista indifferente di fronte all’eccezionalità del panorama di San Gimignano, che ha ispirato il suo intervento giocando non tanto sulle suggestioni storiche e concrete del luogo, quanto su quelle più immaginarie e ‘fittizie.
Da qualche parte della città, che ha per sfondo la spettacolare visione delle torri di San Gimignano, Wan Du scava il suolo in modo discreto e svela un grande oggetto che si presume appartenga al passato remoto. Il suo aspetto anomalo ci ricorda un disco volante proveniente dallo spazio e al tempo stesso somiglia, a grande scala, ad un oggetto per la casa che si vende nei supermercati…Con questa operazione, Wang Du vuole creare una nuova attrazione turistica per San Gimignano, un luogo ambiguo, che susciti interesse ma anche diffidenza verso un turismo che si auspica sempre più consapevole. E’ una parodia del turismo e del sistema economico-sociale contemporanei, che vedono in San Gimignano una “città del cliché turistico”.


JIMMIE DURHAM

Nato in Arkansas (USA) nel 1940, vive e lavora a Berlino.

Artista visivo, ma anche saggista e attivista politico dell’American Indian Movement in qualità di indiano Cherokee, Jimmie Durham si dedica negli anni ‘60 e ’70 per lo più al teatro e alla performance, per realizzare poi dagli anni ‘80 strani oggetti, assemblages e installazioni che trovano la loro maggiore fonte d’ispirazione nella cultura indiana, impiegata dall’artista per decostruire gli stereotipi e i pregiudizi della cultura occidentale. Figura di riferimento della corrente internazionale che vede nell’antropologia e nelle tematiche del cosiddetto postcolonialismo due momenti centrali di ispirazione, Jimmie Durham ha esposto al Whitney Museum di New York e ha partecipato a diverse mostre internazionali fra le quali Documenta IX del 1992 e la 50a Biennale di Venezia.
La sua opera, ironica e sagace, risponde allo scetticismo della cultura occidentale nei confronti delle credenze e dei modi di vita diversi con il recupero di materiali e di oggetti di riciclo: un tubo di plastica o un bastone non sono certo un serpente, ma possono evocarne la forma, assumerne la funzione, tanto da animare la realtà in cui vengono posti, dove l’uomo è sentito come parte della natura che comprende il tutto.
Ma, postmodernamente, l’artificialità di certi materiali utilizzati dall’artista per i propri oggetti, il flirt con l’idea kitsch che comunemente si ha degli indiani e della loro cultura, il ricorso all’assemblage e al primitivismo per il ruolo che hanno ricoperto nella storia dell’arte del Novecento, non sono forse una spia dell’ironia con cui Durham guarda anche a se stesso? E non capovolgono così la prospettiva della sua arte in un’indicazione per il futuro piuttosto che in una ricerca difficile di radici troppo sepolte dal tempo?

Per Arte all’Arte l’artista ha realizzato la scultura dello spirito del fiume Elsa, ricorrendo a materiali vari e ad una tecnica che vuole richiamare la tradizione degli antichi santi scolpiti in legno, simili alle figure preistoriche. Lo spirito, con lunghi capelli da Gorgone e un grosso martello in mano, spunta alla fine di un lungo tubo industriale in pvc rassomigliante a un serpente per riemergere dalle acque del fiume e adagiarvisi sul letto. Che cos’è uno spirito? Che cos’è un fiume?
Scrive Jimmie Durham: “Non il monumento, non la pittura, non la scultura, bensì l’arte che si pone eccentricamente domande su cos’è arte all’interno del contesto politico del proprio tempo”. Ed eccentricità è la parola chiave per leggere il suo lavoro fuori dalle etichette ma dentro al proprio tempo.
EKO PRAWOTO

Nato nel 1958 a Purworejo (Java Centrale, Indonesia), vive e lavora a Yogyakarta (Indonesia).

Rappresentante della nuova generazione di architetti che si impegnano nei paesi in via di sviluppo per migliorarne le condizioni di vita, Eko Prawoto indaga nel suo lavoro le relazioni esistenti tra le condizioni geografiche - la tropicalità, la tradizione architettonica e la realtà urbana - e gli interessi della comunità, progettando costruzioni adatte alla vita di tutti i giorni e alle attività culturali e spirituali della regione. Collabora anche con la comunità di sperimentazione artistica locale, venendo coinvolto nella realizzazione di mostre e spazi artistici.
Ha partecipato a numerose rassegne internazionali d’architettura e arte contemporanea, tra cui si ricorda la mostra itinerante Cities on the Move, tenuta prima alla Galleria Hayward a Londra nel 1999 e poi al KIASMA di Helsinki nel 2000; Città: Less Aesthetics, More Ethics alla VII Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia 2001; Art of Bamboo, a collaboration of Danish-Indonesian Artist a Yogyakarta e Pause Pavillion, Korea alla Biennale di Gwangju, nel 2002. Nel 2003 ha esposto alla Triennale di Echigo Tsumari Art, Niigata, Giappone.

E’ stato il paesaggio di Buonconvento a suggerire ad Eko Prawoto l’idea di creare una porta sul confine del paese che facesse da filtro al passaggio e coniugasse la città alla natura circostante. Per la sua realizzazione dell’opera l’artista si è servito di balle di paglia - la stessa che ricopre i campi della regione caratterizzandone indelebilmente i tratti e impressionando il nostro immaginario – che ha modellato secondo l’architettura tipica dei portali toscani. Il progetto esprime con coerenza l’interesse sensibile e concreto di Prawoto per le relazioni esistenti tra architettura e ambiente e rappresenta per l’artista, e per coloro che visitano e vivono il luogo, un passaggio obbligato tra natura e cultura. Il chiaro portato economico ed ecologico dell’intervento si sposa pienamente con l’obiettivo di Arte all’Arte di riattivare l’armonia tra la creazione artistica contemporanea e il nostro ambiente naturale.


EMILIO PRINI

Nasce a Stresa nel 1943. Vive e lavora a Roma.

Protagonista dell’Arte Povera dal suo inizio, Emilio Prini è uno degli artisti più enigmatici del momento, non solo in Italia. Le presenze “raro-rapide” dell’artista hanno esasperato questo aspetto della sua immagine, ma sono la conseguenza necessaria del suo “angolo” nei confronti di se stesso e della storia. When attitudes become form è il famoso titolo di una delle mostre-manifesto (tenutasi a Berna nel 1969) a cui ha partecipato. Non è l’arte una scelta di modalità di vita, quella appunto che ogni volta deve fare i conti con l’esposizione, l’esporsi, l’opera?
Un testo di Germano Celant scandisce: “Il mondo dell’operatività artistica si riduce al modo dell’essere e dell’agire”. Prini svuota il rapporto dell’artista-persona con l’oggetto-opera, schiacciato quanto possibile sullo standard, sul “carattere empirico e non speculativo della ricerca”, sul “lato di vita chiave biologica”. La sua opera traspone i dati materiali-quantitativi della realtà in altro, in un gioco di “standard” che intrappola il pensiero “tra i denti” identico e pur diverso, anzi “alieno”.
Dopo aver partecipato a tutte le più importanti mostre internazionali degli anni tra il 1967 e il 1971, Prini ha diradato al minimo la partecipazione a mostre: una personale intitolata Fermi in dogana all’Ancienne Douane di Strasburgo nel 1995, Documenta X a Kassel nel 1997, Arte Povera alla Tate Gallery di Londra nel 2001 e il suo “tour” americano.

Fedele alla materia degli inizi, Prini ripete per Arte all’Arte come ha già fatto in diverse altre occasioni, ricombinando le opere di quegli anni, anch’esse uguali ma insieme del tutto diverse. In una stanza di Montalcino realizza “2003 variazione da Fermacarte 1968”, composta di stampe fotografiche e piombi.
Come ha dichiarato sinteticamente a suo tempo: NON HO PROGRAMMI, VADO A TENTONI, NON VEDO TRACCIA DI NASCITA DELL’ARTE (NÉ DELLA TRAGEDIA) PERCHÉ LA C.S. NON È IL FRUTTO DEL PURO LAVORO UMANO (PERCHÉ NON HO FATTO IO LA SEDIA IL TAVOLO IL FOGLIO LA PENNA CON LA QUALE SCRIVO) NON CREO, SE È POSSIBILE.


MARJETA POTRČ

Nata nel 1953 a Lubiana (Slovenia) dove vive e lavora

Il suo impegno è volto ad indagare le condizioni di vita attuale in rapporto alla continua espansione urbana, e, in particolare, i risvolti tra il sistema contemporaneo di sviluppo delle città e la tensione sociale da esso generata a causa della crescente povertà e della crisi ecologica. Marjeta Potrč ha visitato alcuni “luoghi difficili” del mondo, come l’Africa e il Sud America, e ha cercato di darne testimonianza nella sua arte con progetti che proponessero soluzioni alternative finalizzate a migliorare le condizioni di vita nelle città, attraverso l’introduzione di sistemi eco-compatibili ed economicamente sostenibili. Ultimamente si sta dedicando all’agricoltura urbana per cercare di recuperare il contatto tra gli abitanti della città e la natura. L’iniziativa ha suscitato l’interesse internazionale, sta facendo sentire la sua eco in molte città in via di espansione ed è stata suggerita dalla Banca Mondiale per lo sviluppo di città come il Cairo; non solo, un primo esperimento è già in corso a Caracas, dove la stessa Potrč si reca spesso e lavora.

L’artista ha deciso di partecipare ad Arte all’Arte con un progetto di agricoltura urbana che tenesse conto del contesto economico e geografico della regione e dell’assunto che “le guerre future saranno combattute per l’acqua, e non per il petrolio, e si svolgeranno nelle città”. La sua proposta è quella di creare un vero e proprio orto sul tetto di una casa privata di Siena, dove poter coltivare le verdure. L’esperimento consiste nel predisporre dei dispositivi di raccolta e riciclo dell’acqua piovana, in modo da poter provvedere alle risorse di acqua necessarie per coltivare gli ortaggi e per gli usi domestici quotidiani e pone l’accento su un possibile futuro ecologico delle città. Questo sistema rievoca l’antica tradizione del riciclo dell’acqua nella regione mediterranea, richiama alla mente la bellezza delle città e dei paesaggi toscani, la loro storia.
Nel cuore dell’occidente Marjeta Potrč applica un modello nato per il mondo non occidentale e dà prova di un processo irreversibile della globalizzazione: la migrazione umana non è l’unico fenomeno che sta cambiando il nostro mondo; forme alternative di sviluppo e di stili di vita sono stati pensati e sperimentati nell’altra fetta di mondo e sono oggi studiati ed applicati per migliorare il mondo occidentale. E Siena è uno di questi laboratori.


SARKIS

Nato a Istanbul nel 1938 vive a Parigi dal 1964.

Presente nel 1969 a Berna a When attitudes become form, da allora ha partecipato ai maggiori appuntamenti internazionali, tra cui Documenta a Kassel (due edizioni) e la Biennale di Venezia (tre edizioni), esponendo un po’ in tutto il mondo.
Nelle sue opere si assiste ad una perfetta integrazione della cultura d’origine con la tradizione occidentale e con le realtà locali in cui è chiamato ad intervenire, nel rispetto delle tecniche del passato e con un occhio teso verso quelle del presente, con precisi rimandi agli archetipi dell’arte e altrettanti ammiccamenti agli esperimenti più recenti.
Per tutte queste caratteristiche Sarkis oggi si colloca tra l’arte che vede nell’antropologia un nucleo importante della propria ricerca e la cosiddetta arte “relazionale” che trova nel coinvolgimento attivo degli spettatori una modalità intrinseca dell’opera.

Il progetto per Arte all’Arte riprende uno dei temi che recentemente più lo appassionano: il rapporto tra il colore e la trasparenza, in relazione anche ad altri concetti quali la luce, la profondità, l’immaterialità, il passaggio, la trasformazione. Da qualche tempo infatti Sarkis sta affrontando la tecnica dell’acquerello e la materia del vetro, tradizioni antichissime che egli ripropone nella contemporaneità interpretandole nelle forme più diverse, come testimonia la serie di brevi video 25 films de Saché (1997-98): una piccola summa delle possibilità del suo lavoro.
Ed è così che in una piazza di Poggibonsi, luogo di incontro cittadino, l’artista ha disposto una fontana sui generis, composta da dodici bacinelle che vengono utilizzate da chiunque lo desideri come recipienti di colori e di acqua per realizzare degli acquerelli originali. Un rito, un gioco, un gesto creativo che trova in Sarkis l’iniziatore, il maestro, ma che potrà ripetersi ogni volta che la gente vorrà diventando un’installazione permanente.

Progetti speciali


ERMINIA DE LUCA

Giovane fotografa di origine pugliese si è trasferita da qualche anno a Milano

Dalla natura morta all’autoritratto, al nudo, al paesaggio, l’artista lavora sul delicato rapporto tra la fisicità degli oggetti e i loro portato simbolico ricorrendo all’uso del negativo e di trattamenti speciali in fase di stampa: forme e corpi in suggestivo bilico tra la leggerezza e la quasi-astrazione che finiscono per assumere.
L’artista ha scritto di sé: “Nasco in un paese sopra sotto la montagna nel cuore del Gargano in un giorno terso di rose. Il mio paesaggio ha tinte forti. Nella luce nette linee di separazione. Contrasti nell’aria. La pietra, con i suoi tagli duri, ferma il tempo in un istante di leggerezza”.

Per la sensibilità e il taglio del suo lavoro, Erminia De Luca è stata chiamata a collaborare ad Arte all’Arte con due iniziative legate al progetto speciale:

§ un reportage sul territorio senese che ne documenti i cambiamenti del paesaggio rispetto al delicato rapporto tra vita urbana e attività rurale. Le fotografie saranno esposte al Museo del Paesaggio e della Mezzadria di Buonconvento per tutta la durata della manifestazione e al suo termine diventeranno parte della collezione permanente;
§ la realizzazione delle immagini della Guida del viaggiatore, la pubblicazione sui sapori e le bellezze della Toscana che ogni anno accompagna Arte all’Arte e che per questa edizione è affidata alla cura dello chef Antonello Colonna.


KENDELL GEERS *

Nato nel 1968 a Johannesburg, vive e lavora a Bruxelles

Artista concettuale conosciuto come “ideatore d’oggetti” che presenta sotto forma di installazioni, Geers crea attraverso gli elementi più svariati - nastri colorati, maschere, megafoni, il suono di una risata inaspettata - situazioni curiose che obbligano lo spettatore ad interrogarsi.
Nelle sue opere l’artista è solito incorporare elementi musicali pop: come è accaduto al London's Delphina Project Space dove una sua installazione interagiva con brani dei Sex Pistols.


PATRICK CODENYS *

Figura di riferimento dell’Industrial Music dei tardi anni ’80, Codenys è il fondatore del gruppo Front 242, diventato famoso nella cerchia dell’avanguardia per le sue sperimentazioni sonore. Influenzato dal movimento anti-rock (Can, Neu, Faust), dal cinema e dall’architettura, la band è ora un duo (Codenys and Daniel Bressanutti) che guida anche l’etichetta Art & Strategy.

* Dalla collaborazione dei due artisti nasce Red Sniper un progetto interdisciplinare che mira a sviluppare una nuova filosofia di interazione audio-visuale dove musica e videoarte si muovano in completa autonomia per poi ricomporsi sotto nuova forma. In Prototype, la performance presentata al Centre Pompidou di Parigi nell’aprile del 2003, l’immagine in movimento è stata trattata attraverso il suono, per essere poi riadattata dal punto visivo e viceversa i suoni sono stati decostruiti attraverso le immagini, in una continua oscillazione tra citazioni televisive e del proprio lavoro, white noise e body music.

Rhytm and Chaos è una performance coprodotta da TRANSART 2003 ed Arte all’Arte che nasce come naturale evoluzione del primo lavoro e che verrà presentata il 27 settembre a Borgo Valsugana (TN) all’interno della manifestazione. Rispetto a Prototype il numero degli schermi aumenta a tre e oltre alle videoproiezioni entra in gioco l’elemento luce: dietro gli schermi si nascondono, infatti, abbaglianti luci bianche che si alternano alle videoproiezioni. L’elemento visivo si arricchisce di immagini live tratte dai canali satellitari e di clips cinematografiche: parla la storia, parla il presente, si passa da temi come la pornografia al dramma della guerra, citando anche divertenti gags.
Attraente e repulsivo al tempo stesso, Rhytm and Chaos gioca sulla volontà di decodificare il virus del linguaggio visivo della televisione e del cinema per riproporlo in forma nuova in tutta la sua crudezza. L’elemento visuale e quello sonoro competono tra loro in una battaglia mediatica. Lo spirito dell’hacker si combina con l’energia del Dj, il senso dell’ironia dei fratelli Marx, la corruzione morale di William Burroughs e la volontà sovversiva di Deleuze e Guattari.

Scheda Tecnica:

Nuove installazioni

Eko Prawoto, Poesia di paglia
Inaugurazione: sabato 13 settembre ore 13.00
BuonconventoArgine di Porta Senese, Viale della Libertà
Dal 15 settembre: visitabile 24/24 h

Emilio Prini, 2003 variazione da Fermacarte 1968Inaugurazione: sabato 13 settembre ore 16.00 MontalcinoTeatro degli Astrusi, Via Scalebandi, 1
Dal 15 settembre: aperto su appuntamento
Rivolgersi alla Pro Loco: tel.: 0577-849331 (dal lunedì al sabato: 10.00 – 13.00; 14.00 – 17.40)

Wang Du, Mamma mia!Inaugurazione: sabato 13 settembre ore 19.00 San Gimignano La Rocca
Dal 15 settembre: visitabile 24/24 h

Sarkis, La fontana all’acquerelloInaugurazione : domenica 14 settembre ore 11.00 Poggibonsi Piazza Matteotti 19
Dal 15 settembre: visitabile 24/24 h

Marjetica Potrc, Siena: Urban Agriculture
Inaugurazione: domenica 14 settembre ore 13.15 Siena
Via Fontebranda, 95: sede del Corriere di SienaVista dell’opera dall’esterno e dalla discesa di San Domenico: 24/24 h
Si ringraziano il Corriere di Siena e gli inquilini del palazzo per la disponibilità a concedere lo spazio

Jimmie Durham, Elsa
Inaugurazione: domenica 14 settembre ore 16.00 Colle di Val d’Elsa (due interventi) - Ponte di San Marziale - Vecchia Cartiera, Località La Buca, Via XXV AprileDal 15 settembre: visitabile 24/24 h

Curatori
Elio Grazioli e Hou Hanru

Progetti Speciali
§ Mostra fotografica di Erminia De Luca
13 settembre – 8 dicembre 2003. Museo del Paesaggio e della Mezzadria, Buonconvento (SI)
Aperto dal giovedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 (tel. 0577 809075)

§ “Red Sniper” – Performance di Kendell Geers & Patrick Codenys
27 settembre 2003 ore 20.30. TRANSART 2003, Borgo Valsugana (TN), Finstral (via Fossa, 16)

§ “Arte + Vino = Acqua”, a cura di Vicente Todolì e Antonello Colonna
22 novembre 2003. Santa Maria della Scala, Siena
Vendita di beneficenza con degustazione di prodotti tipici enogastronomici selezionati per la Guida.

§ Guida del viaggiatore di Arte all’Arte, testo a cura di Antonello Colonna e immagini di Erminia De Luca
22 novembre 2003. Santa Maria della Scala, Siena

§ Catalogo dell’ottava edizione di Arte all’Arte
23 novembre 2003. Santa Maria della Scala, Siena
Installazioni permanenti

Cildo Meireles
Viagem ao centro do ceu e da terra, 2002
SienaOrto de’ PecciAperto dal lunedì al sabato: dalle 8.00 alle 17.00
Vista da Piazza Mercato 24/24 h

Mario Airò
Nuovo Foyer del Teatro de’ Leggeri, 2002
San Gimignano Teatro de’ Leggeri
Su appuntamento: rivolgersi alla Segreteria del Sindaco del Comune di San Gimignano(segreteria@comune.sangimignano.si.it; tel.:0577 990306)

Marisa Merz
Senza titolo, 2002 Colle di Val d’ElsaCisterna di Porta Nuova
Visitabile 24/24 h

Nari Ward
Illuminated Santuary of Empty Sins, 2001
Poggibonsi Termoutilizzatore – Loc. FosciSu appuntamento: rivolgersi all’Ufficio Comunicazione di Sienambiente (tel.: 0577 24 80 11)

Jannis Kounellis
Senza titolo, 2001 MontalcinoPiazza Santa Caterina
Visitabile 24/24 h

Loris Cecchini
Casa della Musica – Sonar, 2001 Colle di Val d’ElsaLoc. Molinuzzo 3, Gracciano Visitabile durante l’orario dei concerti
Info: www.sonarlive.it

Alberto Garutti
Premiata società corale V. Bellini, 2000 Colle di Val d’ElsaVia Garibaldi 130 e Via Meoni 9/II
Visitabile 24/24 h

Sislej Xhafa
Gatti, 2000 Casole d’Elsa
Non ancora visitabile

Mimmo Paladino
I Dormienti, 1998 PoggibonsiFonte delle FateVisitabile 24/24 h

Ilya Kabakov
La voce che si indebolisce, 1998(The weakeing voice)Colle di Val d’Elsa Bastione della Sapia
Visitabile 24/24 h

Sol Lewitt
Senza Titolo, 1997 Colle di Val d’Elsa
Non ancora visitabile

Pubblicazioni
§ Catalogo dell’ottava edizione di Arte all’Arte, a cura di Elio Grazioli e Hou Hanru
(disponibile dal 23 novembre 2003)
§ Guida del Viaggiatore di Arte all’Arte, testo a cura di Antonello Colonna e immagini di Erminia De Luca
(disponibile dal 22 novembre 2003)



ARTE ALL’ARTE
A r t e A r c h i t e t t u r a P a e s a g g i o


PROGETTO SPECIALE

Arte + Vino = Acqua
Vendita di beneficenza di vini della provincia di Siena,
con etichette d’artista appositamente realizzate.

Santa Maria della Scala, Siena
Sabato 22 novembre 2003, ore 10.30


L’Associazione Arte Continua, che dal 1990 opera prevalentemente in Toscana senza fini di lucro, con il progetto Arte all’Arte. Arte Architettura Paesaggio cerca attraverso gli stimoli dell’arte contemporanea di creare un nuovo punto di equilibrio tra città e campagna, tra locale e globale. A partire da quest’anno l’Associazione ha allargato il fronte della ricerca alle tematiche proposte annualmente dall’ONU nell’ambito della difesa delle risorse fondamentali del pianeta.
Nel perseguire questo obiettivo, l’ottava edizione di Arte all’Arte ha incluso tra i propri progetti speciali Arte + Vino = Acqua, una iniziativa che si collega alla campagna ONU indetta per il 2003, anno mondiale dell’acqua.

La finalità del progetto è la realizzazione di impianti idrici per rendere potabile l’acqua in aree del pianeta particolarmente problematiche. I siti individuati si trovano in Burkina Faso, Palestina, Brasile, Indonesia dove l’Associazione ha contattato direttamente e personalmente i beneficiari degli impianti.

Sabato 22 novembre alle 10.30, presso il polo museale di Santa Maria della Scala di Siena, avrà luogo una vendita di beneficenza, in cui saranno battuti sei vini della provincia di Siena, scelti dallo chef Antonello Colonna, le cui etichette sono realizzate da sei artisti invitati da Vicente Todolì, direttore della Tate Modern di Londra.
Gli artisti chiamati a realizzare le etichette sono Lothar Baumgarten, Richard Hamilton, Roni Horn, Cildo Meireles, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio.
I produttori coinvolti nel progetto hanno messo a disposizione 500 bottiglie di vino pregiato: il Nobile di Montepulciano di Avignonesi, il Sumus di Banfi, il Brunello de Il Poggione, il Chianti Classico di Castello di Ama, il Luenzo di Cesani, la Vernaccia Riserva di San Gimignano di Panizzi.
Ogni cassa conterrà i sei vini con le etichette d’artista numerate e firmate e verrà venduta al prezzo simbolico di € 1000.

Trecento casse saranno vendute dall’Associazione Arte Continua e il loro ricavato sarà totalmente devoluto al finanziamento degli impianti per l’acqua. Le restanti altre saranno destinate ai produttori, agli artisti ed ai curatori che, donandole in prima persona, faranno da tramite per sensibilizzare verso il problema. I risultati della campagna saranno trasmessi sul sito www.artecontinua.org.

Le casse sono prenotabili presso l’Associazione Arte Continuna al numero 0577 907157, o attraverso fax 0577 907291, o per posta elettronica scrivendo ad info@artecontinua.org.




Nei giorni di inaugurazione sarà disponibile un servizio gratuito di pullman ad esaurimento posti, da prenotare telefonando all’Associazione Arte Continua, con partenza da San Gimignano, presso Porta San Giovanni: sabato 13 settembre alle ore 11.30; domenica 14 settembre alle ore 10.30.
Per soggiornare nelle città di Arte all’Arte rivolgersi a: Associazione Strutture Extralberghiere (tel. e fax: 0577 943190 - email: maurizio@temainf.it)
Sul sito http://www.arteallarte.org è possibile scaricare le piantine delle città coinvolte nella manifestazione con l’esatta collocazione delle opere e gli orari di visita.







Nei giorni di inaugurazione sarà disponibile un servizio gratuito di pullman ad esaurimento posti, da prenotare telefonando all’Associazione Arte Continua, con partenza da San Gimignano, presso Porta San Giovanni: sabato 13 settembre alle ore 11.30; domenica 14 settembre alle ore 10.30.

Per soggiornare nelle città di Arte all'Arte rivolgersi a: Associazione Strutture Extralberghiere
(tel. e fax: 0577 943190 - email: maurizio@temainf.it)

Sul sito www.arteallarte.org è possibile scaricare le piantine delle città coinvolte nella manifestazione con l'esatta collocazione delle opere e gli orari di visita.


biglietti: ingresso libero
Per i giorni dell'inaugurazione sarà disponibile un servizio gratuito di pullman (100 posti) prenotando al
+390577907157; fax +390577907291
e-mail info@artecontinua.org

Partenza da San Gimignano, Porta San Giovanni, sabato alle ore 11.30, domenica alle ore 10.30.

ufficio stampa: Bondardo Comunicazione - Milano
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