Allan Mccollum / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: Ironia domestica

Uno sguardo curioso tra collezioni private italiane

a cura di Letizia Ragaglia

Sbircia nelle case dei collezionisti italiani l’ultima mostra nella sede storica di Museion, Museion di arte moderna e contemporanea di Bolzano, prima del trasferimento, in primavera 2008, nella nuova costruzione progettata dagli architetti berlinesi Krüger Schuberth e Vandreike.

Qui Museion potrà rivolgersi alla propria originaria funzione, quella museale, e quindi dedicarsi con rinnovata energia all’attività scientifica e collezionistica.

Anche in virtù di questa prospettiva futura, la mostra si dedica allo spazio del collezionista e intende aprire una riflessione sul dialogo e sullo scambio che possono instaurarsi tra collezionismo pubblico e privato. Con l’aiuto del principio dell’ironia, l’esposizione metterà in luce alcuni meccanismi imprescindibili che accomunano il mondo del collezionismo privato e museale, per addentrarsi nell’affascinante mondo del collezionismo e, per esteso, nel limbo che può rappresentare lo spazio dell’arte.

Un primo aspetto interessante è il dialogo tra museo - raccolta pubblica – e collezionista – raccolta privata.
Nei musei gli spazi dedicati all’arte sono da sempre i depositi e le sale espositive. Il museo d’arte contemporanea, moderno white cube, pretende di garantire, con la sua neutra asetticità, l’autonomia delle opere esposte.
Nel caso delle raccolte private i luoghi dedicati all’arte sono invece le case, dove le opere convivono con gli arredi del soggiorno e della sala da pranzo, ma anche con la stanza da bagno e la camera da letto. Nello spazio abitato dal collezionista convivono quindi gomito a gomito la quotidianità, la normalità e il mondo “altro” dell’arte.
Il confronto con la casa del collezionista e con le condizioni di fruizione della stessa può rappresentare il ritrovamento di possibilità di sovversione nei confronti dell’apparente autonomia e imparzialità dello spazio espositivo.

L’ironia è di per sé una possibilità di sovversione, uno di quegli approcci diversi alla nostra vita, invocati da Calvino nelle Lezioni americane, quando identifica, tra l’altro, nella leggerezza una modalità per affrontare la pesantezza dell’essere. L’ironia è una dissimulazione più o meno derisoria delle cose messa in atto proprio per giungere al nocciolo delle cose stesse, della questione in sé. Tra i mezzi impiegati dall’ironia si trova il mascheramento, l’esagerazione, lo slittamento di senso, tutti per lo più accompagnati da uno spirito dissacrante. L’atteggiamento ironico aiuta a sdrammatizzare il mito romantico dell’artista detentore di verità assolute, che concepisce opere monovalenti e definitive.

La mostra "Ironia domestica" presenta lavori di artisti che abitualmente tentano di indicarci diverse possibilitá di lettura di un oggetto.
Nella scelta delle opere esposte, provenienti da importanti collezioni italiane, una particolare attenzione è dedicata agli elementi d’arredo, ovvero ad oggetti che, in senso traslato, “arredano” la casa del collezionista, ma diversamente da un pezzo di design, ed al di là della loro apparenza, sono assolutamente privi di funzionalità.
Lavori che, ad un primo sguardo, sono associabili al mondo delle convenzioni quotidiane, ma in cui, grazie alla dimensione ironica, si rivela la possibilità di un altro ordine, di una struttura diversa. Le sculture “finte” di Pino Pascali, che con il suo baco da setola ha additato l’affascinante ambiguità di un comune prodotto industriale, sono perfettamente rappresentative di questo concetto.
L’oggetto ironico e solo apparentemente funzionale nella casa del collezionista contrappone la sua ambiguità all’univocità dell’oggetto funzionale. Sradicato dalla collezione e immesso nelle sale di Museion, può stimolare una necessaria riflessione sul rapporto tra spazio museale e fruizione artistica.
Scopriamo così uno spazio museale che non garantisce neutralità né certezze: nel percorso di mostra proposto la dimensione ironica, che contraddistingue le opere esposte, ha bisogno della complicità del visitatore, della sua disponibilità a non ricorrere ad astratti ed assoluti criteri di valutazione, bensì a relativizzare e a mettere in gioco la sua vita quotidiana.

Artisti in mostra
Mario Airò, John Armleder, Charles Avery, Luciano Bartolini, Massimo Bartolini, John Bock, Lorenza Boisi, Tom Burr, Massimiliano Buvoli, Maurizio Cattelan, Nemanja Cvijanović, Wim Delvoye, Simone Denny, Jimmie Durham, Spencer Finch, Urs Fischer, Stefania Galegati, Tue Greenfort, , Valerie Hegarty, Diango Hernández, Gareth Jones, Thorsten Kirchhoff, Gabriel Kuri, Jim Lambie, Eva Marisaldi, Allan McCollum, Pino Pascali, Perino e Vele, Vincenzo Rusciano, Tom Sachs, Natascha Sadr Haghighian, Michael Sailstorfer, Hans Schabus, Gregor Schneider, Lorenzo Scotto di Luzio, Nedko Solakov, Throbbing Gristle, Jan Van Oost, Costa Vece, vedovamazzei, Johannes Wohnseifer.

Il coordinamento esterno della mostra è a cura di Giuliana Picarelli.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo trilingue (it., ted., ingl) con un testo curatoriale di Letizia Ragaglia, un testo di Ludovico Pratesi e brevi interviste ai collezionisti.

25 maggio – 2 settembre 2007

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Immagine Urs Fischer, "Cutting a Cake With a Hammer", 2000
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