Allen Ginsberg / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: Platinum

La galleria ab.Origena in Milano Corso Monforte, 39
inaugura mercoledì 7 aprile alle ore 18.00 la mostra fotografica
Platinum
a cura di Maria Cristina Didero

La galleria ab.Origena presenta, per la prima volta in Italia, una collezione di stampe fotografiche al platino realizzate nel 1990 dai fotografi Berenice Abbott, Horst P. Horst, Matt Mahurin, Mary Ellen Mark, Jerry Uelsmann, Mario Giacomelli, Annie Liebovitz, Kurt Markus, Sheila Metzner, Eve Arnold, David Bailey, William Clift, Ralph Gibson, Steven Meisel, Duane Michals, William Claxton, Allen Ginsberg, Herb Ritts, George Rodger. Il valore di queste immagini d’autore è ulteriormente sottolineato dall’uso del raffinato procedimento di stampa al platino, un metallo prezioso che usato in una particolare emulsione permette una densità di sfumature tonali unica.
Il platino scoperto nelle colonie spagnole a metà del Settecento fu poi utilizzato nel 1873 in fotografia grazie alle ricerche di uno scienziato inglese. Maestro riconosciuto di questa tecnica è il fotografo Frederick H. Evans, con i suoi scatti degli interni delle cattedrali inglesi, ma fu immediato l’uso della stampa al platino da parte di tutti i maggiori fotografi, soprattutto americani, come Alfred Stiegliz, Paul Strand e Edward Weston. Questa tecnica rendeva la stampa fotografica inalterabile, ma soprattutto si distingueva, dalla più diffusa stampa ai sali d’argento, per la ricchezza dei toni e la sua capacità di far emergere tutti i dettagli dell’immagine in armoniose gradazioni e innumerevoli ed inaspettate tonalità di grigio nascoste nel negativo. L’uso della stampa al platino è divenuto nel tempo sempre più raro, sia per i costi proibitivi del metallo, sia per il suo complesso procedimento, che necessita di molto tempo e soprattutto di una pazienza certosina, infatti la stampa al platino non può che essere realizzata manualmente.
Le immagini dei grandi maestri in mostra si distinguono proprio grazie a questa particolare tecnica di stampa, che arricchisce le immagini fotografiche di una rara preziosità e, grazie all’intervento manuale, sembrano trasformarsi quasi in pittura, acquistando una loro unicità.


Dall’8 aprile all’11 maggio 2004
dal lunedì al venerdì H 10-18 o su appuntamento
per informazioni tel. 02 782166 info@aborigena.it

Immagine:

Mary Ellen Mark, Ram Prakash Sing with his elephant Shyama at the golden circus. Ahmedabad, India, 1990, stampa al platino, 33x40cm


PLATINUM
-Biografie fotografi -

Mary Ellen Mark
(Philadelphia, Pennsylvania, 1942) Nasce a Philadelphia da una famiglia della middle class. Studia pittura e storia dell'arte presso l'Università della Pennsylvania e dopo la laurea frequenta un corso di fotogiornalismo alla Anneberg School of Communications. Decide di dedicarsi alla fotografia e grazie a una borsa di studio viaggia per due anni in Turchia, Grecia, Spagna e Italia. Tornata a New York passa al professionismo e in breve tempo apre un proprio studio. Inizialmente lavora come fotografa di scena per vari film, tra cui "Satyricon" di Federico Fellini e "Qualcuno volò sul nido del cuculo" nel 1973. In quest'occasione stringe amicizia con il direttore dell'ospedale psichiatrico dell'Oregon e nel 1976 ottiene il permesso di trascorrere un periodo di tempo all'interno del reparto femminile di massima sicurezza, realizzando così Ward 81 ,che viene pubblicato nel 1979. Mary Ellen Mark è una delle fotografe della sua generazione maggiormente premiate e riconosciute a livello internazionale.

Berenice Abbott
(Springfield, Ohio, 1898 - Monson, Maine, 1991) Berenice Abbott lavora come assistente fotografa di Man Ray a Parigi quando si imbatte casualmente nelle fotografie di un vecchio francese, Eugene Atget. Scopre che vive nel vicinato e decide di andare a trovarlo. Conosce quindi sia lui che il suo lavoro. Dopo la morte di Atget, la Abbott decide di acquistare stampe e negativi del fotografo, curando poi la pubblicazione di un volume a cui Atget deve la propria notorietà. Come fotografa, la Abbott ha realizzato memorabili ritratti (Cocteau, Joyce tra i tanti). La sua opera è influenzata sia da Atget che dalla 'new photography' che scopre in Europa. Il suo più importante progetto è uno studio di New York negli anni '30, dal titolo 'Changing New York'.

Mario Giacomelli
(Senigallia, 1925 - 2000) Inizia la carriera come tipografo, dopo la guerra si dedica alla fotografia. Il primo progetto lo realizza nell'ospizio dove lavora la madre - la prima serie si chiama infatti Vita d'ospizio e rivela i contrasti tipici della tipografia. Tra il 1957 e il 1958 viaggia per l'Italia e a Lourdes, dove fotografa alcune scene del pellegrinaggio e comincia a realizzare alcuni primi paesaggi. La fama internazionale arriva con la serie dei "pretini" che giocano sulla neve (Io non ho mani che accarezzino il volto) e le sue opere vengono esposte al M.o.M.A. di New York.

Horst P. Horst
Nasce nel 1906 in Germania e attraversa con disinvoltura il periodo delle avanguardie tedesche, in particolare la Bauhaus, per approdare con merito nella Parigi dell'alta moda e della bella società, che accoglie caldamente quest'uomo di bell'aspetto, legato sentimentalmente al suo mentore, il barone russo e apprezzato fotografo George Hoyningen-Huene. All'inizio degli anni Trenta inizia il suo lunghissimo rapporto con la Condé Nast, editrice della più importante rivista di moda: Vogue. Dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti, lavorerà per l'edizione americana della rivista e per molte altre testate di moda. Il suo stile è inconfondibile, fatto di pura eleganza, raffinatezza e classe.

Annie Leibovitz
(Waterbury, Connecticut, 1949) Fotografa di celebrità fin dagli esordi per la rivista Rolling Stone a San Francisco negli anni '70. Oggi lavora soprattutto per Vanity Fair. Nel 1992 il Palais de Tokyo di Parigi le dedica una retrospettiva e sono stati pubblicati numerosi suoi libri, tra cui On Women, uscito nel 2000 e firmato insieme a Susan Sontag.



Matt Mahurin
Creativo, fotografo e regista, ha diretto oltre un centinaio di video musicali, lavorando soprattutto per gli artisti di rock alternativo. Le sue immagini sono state pubblicate sulle più famose riviste e raccolte in vari volumi. Ha prodotto illustrazioni e opere di design. ha anche scritto e diretto il film Mugshot. Nel 1988 la Twelvetrees Press ha pubblicato il primo libro di Matt Mahurin, con le sue immagini uniche, tormentate e disorientanti. Dopo aver lavorato per molti anni con il digitale, e dopo aver scritto e diretto un film, Mahurin è tornato alla semplicità della macchina fotografica tradizionale e della camera oscura. Le fotografie riflettono l'umore e la visione della sua prima monografia e includono lavori realizzato in America, Francia, Nicaragua, Irlanda e Messico.
La visione di Mahurin è a cavallo di due mondi - gli occhi della mente scorgono il giorno, mentre ad occhi chiusi spiamo

Sheila Metzner
(New York, 1939)
Fotografa autodidatta (prima di diventare fotografa era art director di un'agenzia pubblicitaria), le sue immagini, che richiamano il lavoro dei pittorialisti, vengono scelte da Szarkovski per la mostra Mirrors and Windows al M.o.M.A. di New York nel 1978.
La Metzner lavora come ritrattista di celebrità del cinema, ingaggiata dalle più importanti riviste di tutto il mondo. Comincia usando solo il bianco e nero per poi passare al colore. Le sue fotografie appartengono alle collezioni dei più importanti musei.

Herb Ritts
(Los Angeles, California, 1952 - 2002)
Si afferma negli anni '70 nell'ambiente di Hollywood eseguendo ritratti ad amici e personaggi del cinema. In breve diventa il fotografo per eccellenza delle celebrità e della moda. Pubblica sulle più importanti riviste, creando numerose copertine anche per album musicali. Il nudo rimane uno dei suoi temi preferiti.

Jerry Uelsmann
(Detroit, Michigan, 1934)
Si diploma presso il Rochester Institute of Technology nel 1957, dove studia con Minor White e poi presso l'Università dell'Indiana nel 1960. Comincia a insegnare fotografia presso l'Università della Florida a Gainesville nel 1960, ma attualmente è in pensione e vive a Gainesville, Florida. Nel 1967 è borsista del Guggenheim e nel 1972 riceve il National Endowment for the Arts Fellowship. E' un membro della Royal Photographic Society inglese e uno dei fondatori della Society of Photographic Education. Le sue immagini sono state oggetto di oltre 100 esposizioni personali sia negli Stati Uniti che all'estero e appartengono alle collezioni permanenti dei più importanti musei.
Uelsmann ha messo a punto una particolare tecnica di stampa detta 'multipla', in cui combina in vari mosi diversi negativi o parti di negativi, lavorando sempre con elementi semplici e facilmente riconoscibili (corpi, fuoco, rocce, alberi, ecc), creando immagini oniriche.

Eve Arnold
(Philadelphia, Pennsylvania, 1913)
Figlia di immigrati russi, studia fotografia con Brodovitch e entra alla Magnum nel 1951. Firma vari reportage per le riviste più conosciute e gira vari paesi. E' una famosa ritrattista e fotografa soprattutto Marilyn, di cui è amica (Marilyn for Ever, 1987), ma anche Malcolm X, Richard Nixon, Marlene Dietrich e vari altri. Un viaggio in Cina nel 1979 è spunto di un reportage che darà vita a una mostra e a un volume (In China, 1981).

David Bailey
(Londra, 1938)
David Bailey è uno dei talenti provenienti dalla classe operaia che hanno dato nuova linfa alla città di Londra negli anni sessanta. Le sue fotografie per Vogue di modelle come Jean Shrimpton e i suoi ritratti dei personaggi di spicco hanno dato un volto alla 'swinging London'. Cresciuto a cinema e jazz, Bailey diventa l'incarnazione del fotografo-eroe. Nel 1967 è il modello a cui si ispira Antonioni per il film Blow Up. Le fotografie di Bailey sono molto influenzate dal cinema. Nel 1999 esce una sua grande monografia, David Bailey, Birth of the Cool.

Allen Ginsberg
(Newark, New Jersey, 1926 - New York, 1997)
Celebre poeta della beat generation, si è dedicato con successo anche alla fotografia, con uno stile diretto, documentario. I suoi soggetti sono soprattutto i protagonisti della beat generation oppure gli indiani d'America. Le sue opere sono state esposte in varie gallerie e musei e oggetto di diverse pubblicazioni. L'effetto delle immagini è spesso rafforzato dalle personali didascalie.

Ralph Gibson
(Los Angeles, 1939)
Ralph Gibson è nato a Los Angeles e si è avvicinato alla fotografia durante i quattro anni di servizio nella marina militare. In seguito frequenta il San Francisco Art Institute e poi lavora come assistente fotografo per artisti come Dorothea Lange e Robert Frank, per il quale ha anche lavorato come cameraman in un paio di film.
Gibson divenne famoso grazie a una serie di libri fotografici, prodotti dalla casa editrice che lui aprì a questo scopo, la Lustrum Press. La trilogia, The Somnambulist (1970), Déjà Vu (1973) e Days at Sea (1975) si distingue per la sequenza di immagini senza testo né didascalie. Le fotografie hanno un carattere fortemente surreale e la pura sequenza di immagini è estremamente 'narrativa'.
Da allora ha vissuto in Francia e a New York, e gran parte di ciò che ha pubblicato è stato realizzato in Francia, come L'Histoire de France (1991).

Steven Meisel
(New York, 1954)
Dopo gli studi presso l'Art and Design Institute di New York, si occupa di fotografia di moda, riscuotendo un enorme successo. Oltre a collaborare con le più prestigiose riviste, nel 1992 realizza il libro Sex di Madonna.

Duane Michals
(McKeesport, Pennsylvania, 1932)
Capisce di essere portato alla fotografia in occasione di un viaggio in URSS nel 1958, quando scatta le sue prime immagini. Già nel 1960 si guadagna da vivere fotografando, e lavorando soprattutto con i ritratti e la moda. Nel 1964, ispirandosi alle fotografie di Atget di Parigi vuota, fotografa New York, mostrando i negozi vuoti che gli sembrano scenografie in attesa di azione. Nel 1966 comincia a realizzare sequenze che descrivono enigmatici incontri in setting molto statici, quasi dei set cinematografici (Sequences, 1970), ispirate dalla tela di Balthus La strada. E' la staged photography. Per spiegare la storia che sottende alle sue immagini, sempre più complicata e spesso anche metafisica, Michals comincia a scrivere testi ai margini delle fotografie, come in Private Acts (1977), o a volte dipinge alcune parti delle immagini. Dal 1988 lavora a libri per l'infanzia.

William Claxton
(California, 1920)
Importanti le sue immagini di artisti del jazz, straordinaria la produzione di immagini grafico-fotografiche che sommano lo stile del genio della moda con la stretta empatia tra l'artista e la sua musa. Ha fotografato i più grandi artisti di Hollywood.

George Rodger
(Inghilterra,1908 -1995) Tra i fondatori della storica agenzia Magnum, creata nel 1947 da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymur, George Rodger è forse quello meno conosciuto al grande pubblico e solo avanti nella carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Inglese di nascita e portato fin da giovane a una vita avventurosa, prima di incontrare Capa in Italia e gettare con lui le fondamenta di quella che più tardi sarà l'agenzia, Rodger aveva lavorato come giornalista per la BBC ed era entrato a Life nel 1940. Durante la Seconda Guerra Mondiale, documentò i bombardamenti su Londra, fu uno dei fotografi accreditati per lo sbarco in Normandia, fu il primo a entrare nei campi di concentramento di Bergen-Belsen e seguì le truppe del generale Montgomery in Italia. In seguito abbandonò il fotogiornalismo di guerra e viaggiò in Medioriente e in Africa, dove realizzò uno dei reportages più famosi sui Nuba del Sudan, pubblicato nel libro Les Village del Noubas (1955). Dopo oltre 15 viaggi in Africa, dove fotografò la natura, gli animali, la vita e le tradizioni delle tribù Tuareg e dei Masai, Rodger tornò a stabilirsi in Inghilterra fino alla morte.

Kurt Markus
Nato a Roundup, Montana nel 1947, Markus inizia la sua carriera fotografando il west, i suoi paesaggi, i cawo boys, passando dalle praterie alla moda, ai viaggi, ai ritratti di grandi personaggi. Qualunque sia il soggetto, Markus è conosciuto per il suo realismo e approccio diretto nel fare fotografia. Ha esposto in tutto il mondo; tra i suoi libri After Barbed Wire, Buckaroo, Boxers and Cowpuncher. Nel 1999 vince il premio Alfred Eisenstaedt Photography per il Rollino Stone “Sports Hall of fame.”

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