Amanda Sears / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: LAST PARADISE: without soul

Ad inaugurare il primo appuntamento del 2009 una mostra collettiva di artisti nazionali ed internazionali che affrontano con differenti metodologie linguistiche ed espressive uno dei fenomeni più complessi della vita sociale, seguendo comunque il filo del proprio percorso di ricerca di un mondo in cui la fragilità umana si tramuta in musa ispiratrice e diventa humus di un tessuto di ipotesi volte alla possibile rinascita da un mondo contaminato dall’oblìo delle guerre, delle crisi, delle conquiste. SENZ’ANIMA intende esplorare quelle dinamiche e simbologie emerse da una riflessione filosofica e visiva su quello che oggi è l’ultimo paradiso, cioè la nostra Terra, il nostro modo di vivere, sentire, partecipare agli eventi della storia, per iniziare a recuperare il senso della vita, dell’uomo e della sua ascesa verso l’essenza delle cose, verso quella sublime dimensione dell’anima che si materializza in un altrove sconosciuto ma che è capace di affascinare, incuriosire l’essere umano. Molti di noi si chiederanno, cosa ne sarà dell’uomo nell’era della sperimentazione illimitata e della manipolazione genetica… La mostra in corso non risponderà ai mille quesiti che assillano l’uomo e il suo habitat, ma dà degli imput che saranno approfonditi in seguito con altre tematiche più specifiche, cercando di delineare un pensiero collettivo intorno al problema, senza cadere in vittimistiche visioni ma cercando anche e attraverso l’Arte - come icona contemporanea del nostro tempo - di capire i meccanismi che ci sono intorno e cercare delle risposte che possano ancora farci sperare di poter risolvere qualcosa. Last Paradise.. è davvero il nostro ultimo paradiso? Possiamo ancora svegliarci da questo sonno profondo in cui la nostra mente cavalca pensieri futuristici e il nostro corpo è ancora legato alla terra e alle sue leggi? Saremo capaci di trattenere la nostra anima nel corpo e non farla fuggire via da noi? ai posteri larga sentenza…. Dopo la mitica caduta in volo di “Dedalo ed Icaro”, dell’artista belga Maggy Jacot (Bruxelles,1958) entriamo nelle “segrete cose ” di Paolo Consorti (San Benedetto del Tronto, 1964), presente con il video “Inside the secret things “, ispirato al terzo canto dell’inferno dantesco della Divina Commedia, in cui uomini e donne nude di diversa età corrono nei meandri infernali alla ricerca di se stessi, in un’atmosfera artificiale carica di plasticismo teatrale. Sulla stessa direttiva ma con una pittura espressionista post moderno Efrath Bouana (Israele,1986vive ed opera a Parigi), porta in scena la disperazione e la solitudine dell’uomo causata dalla perdita del proprio io, nella sanguinosa battaglia alla ricerca di sé, mentre Nathan Brusovani (Leningrado, 1956, vive ed opera in Israele) in fotografia porta “last Paradise” nel tentativo di riprendere gli ultimi istanti del paradiso, pegno, la perdita dell’innocenza. Debra Marie Drexler (Missouri,Usa,1958,) ha vissuto per alcuni anni a Tahiti nelle Hawai, studiando il contesto dove ha vissuto Gauguin,padre dell’arte moderna, esaminando l`influenza del colonialismo, che ha cambiato l’identità culturale della Polinesia. Debra nelle sue opere, della serie “Lo zombie di Gauguin” , allestendo una grande installazione pittorica composta da nove pezzi di cui tre qui in mostra e facente parte della serie “Gauguin’s Zombie Miniature Museum" in cui si perde il confine tra arte visiva, filmografia e romanzo ma anche tra l’artista, il museo e la cultura dell’arte postmoderna. Letizia Marabottini (Aquapendente,Vt,1974, vive ed opera a Roma), lavora sul paesaggio urbano, mixando, quasi fossero matrici xilografiche fotografia e pittura, intervenendo con solchi e materiali eterogenei sulle immagini urbane, sulle prospettive di palazzi, luoghi del nostro vivere ma anche del caos. Anche la leccese Maria Antonietta Scaringella (Campi Salentina,Lecce) gioca sul paesaggio e la sua trasfigurazione. Tagli trasversali propongono allo sguardo prospettive di fuga e angoli urbani, palazzi totemaitici dipinti tra realtà e lirismo, che sprigionano un senso di malinconia, di attesa, di tensione. Queste opere fanno parte della sua prima ricerca (anni’70) ma sono sempre attuali, e costituiscono per l’artista una vera e propria simbologia costantemente da decifrare. Nella serie fotografica “The Santora Session” di Dirk Petchull (California, 1959),c’è la rappresentazione della grazia e della quieta agonia, le emozioni di una donna, la sua vita, e la ricerca di se stessa. L’ANIMA INSEGUE IL CORPO.. L’arte si sa è un modo di esprimere i fenomeni universali della vita, della morte, della spiritualità, dell’amore. Ma molto spesso non è sufficiente e talvolta neanche le parole, soprattutto in quest’era di guerriglie e di sacrifici umani. Cornel Barsan (Transilvania,1965, vive ed opera a Parigi) utilizza il linguaggio della scrittura come espressione e simbolo di uno stato metafisico che precede il verbo, la parola. Crea un mix tra frasi, alfabeti, alchimie di colore che gli permettono di riflettere su esperienze personali e collettive. Nell’opera “Woman”rappresenta con 12 parole il concetto di donna oggi. Nelle opere di Daniel Balanescu (Romania,1967) l`artista prova l`esperimento di simulazione del ritratto ridotto a macchie in chiave di espressionista (da qui la tradizione di Pollock) ma anche quella dadaista di Duchamp, legata al ready made. L`identità del modello proposto risulta sacrificata e pronta ad espellere i sentimenti dell`anima: disperazione, sogno ed estasi. Sulla scia del “sogno” e della sua “trasfigurazione” le opere scultoree di Giorgio Carluccio (Tuturano,Br, 1948), che giocano su elementi onirici, composti da materiali eterogenei di grande impatto visivo. Anche qui, l’anima è prigioniera della materia che l’avvolge e della sua staticità plastica ma da cui emerge una verticalità che supera i confini della materia stessa ed entra in una dimensione sublimale di attraversamento e compenetramento. Più dissacrante Felipe Garcia (Chicago, Illinois), che con il dittico fotografico “Pray two” mette in dualità due mani, sulla sinistra il rosario e sulla destra un preservativo. Due mondi separati dalle regole del cristianesimo, religione e sesso fine a se stesso. Simbolicamente esiste una chiave per accedere nei meandri dell’anima, e molto spesso è la musica che aiuta l’artista Irma Hinghofer-Szalkay (Graz, Austria) ad entrare in comunione con l’altro di sé. Ella gioca su tematiche che uniscono filosofia, armonia, mito, per individuare anche aspetti dei sentimenti, dei sogni, delle visioni. La musica come la danza trasportano i nostri sensi in un dolce oblio e il nostro corpo si adagia in una dimensione spirituale e meditativa, nelle opere di Noella Roos (Olanda, 1969). Tra natura e industria, tra anima e oggetto, emergono i lavori grafici di Amanda Sears (Chicago, Il), una texture che ricorda l’uso antico del merletto e le varie forme geometriche che aggiungono un tocco di fluidità, capriccio, sensualità. Il suo background nel campo della moda e del teatro è stato importante per delineare il suo stile artistico. Rachel Silski (Bruxellel,1962) ha lavorato per anni come psicoanalista e terapista con pazienti psichiatrici. La sua opera si concentra su problemi delle relazioni umane e sulla memoria, mentre la giovane Mercedes Vandendorpe (nasce in Canada, vive ed opera in Spagna) è interessata alle dinamiche dell’inconscio nella psicoanalisi di Jung. Archetipi, ombre ed Ego sono miti e credenze di varie culture, simbologie importanti nella vita.

Gli artisti
LAST PARADISE
EFRATH BOUANA - Francia
NATHAN BRUSOVANI - Israele
PAOLO CONSORTI – Italia
DEBRA MARIE DREXLER – Usa
PIERS HENRIOT – Francia
MAGGY JACOT - Belgio
LETIZIA MARABOTTINI – Italia
MARIA ANTONIETTA SCARINGELLA - Italia
AMANDA SEARS - Usa
RACHEL SILSKI – Belgio
L’ANIMA E IL CORPO
CORNEL BARSAN - Francia
DANIEL BALANESCU – Romania
GIORGIO CARLUCCIO - Italia
FELIPE GARCIA – Usa
IRMA HINGHOFER-SZALKAY – Austria
DIRK PETCHULL - Usa
NOELLA ROOS – Olanda
MONICA SAMALUGI – Italia
MERCEDES VANDENDORPE – Spagna

10/1/2009 - 28/1/2009

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