Nella mostra, che occuperà il piano terra della galleria, André Butzer esporrà dieci tele di grandi dimensioni che propongono un significativo percorso tra astratto e figurativo, ben reso dalla sua pittura densa, materica e stratificata.
Alcune di queste opere presentano un fondo monocromo, per lo più fatto da diverse tonalità di grigio, sul quale si incrociano segni e forme geometriche dai colori vivi e forti. In altre tele, invece, i colori intensi si mescolano per dare vita a figure appena accennate, geometrie nascoste, che si confondono in un caos di pennellate.
Non mancheranno i suoi fantastici personaggi in stile cartoon, i "Friedens Siemense", che si muovono in scenari immaginari dai colori esuberanti e che non si discostano dai nuovi lavori astratti perché, come dice lo stesso artista: "I cosiddetti quadri astratti e figurativi sono per me solo diventati intercambiabili, poiché di volta in volta si conoscono l'un l'altro e si legittimano a vicenda".
Espressione violenta, stile crudo, nessuna formazione: André Butzer ricorda lontanamente i grandi artisti dell’ Outsider-Art. Tuttavia egli respinge il concetto come stigmatizzazione, affronta la cultura di massa simulando la produzione industriale e gioca la carta della serialità contro la presunta spontaneità e originalità dell’ Espressionismo. André Butzer parla solo di idee associate all’ Art Brut, definendo il suo lavoro caratterizzato da colori stesi in maniera grossolana e da una violenza espressionista liberata attraverso il colore, come “Belle Arti”.
In bilico tra cultura americana e tedesca avendo vissuto nei territori occupati dalle Forze Americane, André Butzer, quasi volendo mantenere un legame con la Storia, trasferisce il suo studio a Rangsdorf, a Sud di Berlino, in quella che fu una fabbrica di aerei utilizzati sia dall’ aeronautica tedesca prima che da quella sovietica poi.
Nel 2006, la galleria ha ospitato per la prima volta in Italia una personale di André Butzer dal titolo N-Leben. Il percorso della mostra presentava la vita di una città immaginaria dal nome Nasaheim, dove Butzer ha voluto raffigurare, gli aspetti più oscuri e luminosi della storia tedesca e americana.
Erano infatti riconoscibili, anche se trasformati in pupazzi, quei personaggi che durante l'epoca del nazismo facevano parte della "corte" di Hitler come anche grandi nomi dell'industria non solo tedesca ma anche americana.
Lo scorso marzo invece, la galleria Giò Marconi è stata sede dell’ ultima tappa della collettiva “Kommando Giotto di Bondone”, voluta e curata dallo stesso Butzer, dove un gruppo di artisti usando stili diversi, si è ispirato a Giotto di Bondone come precursore delle teorie rinascimentali.
Inaugurazione mercoledì 12 novembre 2008 ore 19.00
Dal 13 novembre al 10 gennaio 2009
Giò Marconi
Via Tadino 15
Milano 20124
Tel +39 02 29404373
info@giomarconi.com
http://www.giomarconi.com/