Andrea Boyer / Dettaglio evento

Nato a: Milano Italia



Comunicato stampa evento: Animalia

FORNI
Galleria d'arte



Esposizione: ANIMALIA

Durata: 6 marzo - 1 aprile 2004
Luogo: BOLOGNA Galleria Forni
Via Farini, 26 - Bologna
Orari di apertura: 9,30-13 e 16-19,30
chiuso lunedì mattina e festivi
ingresso libero

Inaugurazione: sabato 6 marzo 2004, ore 18


ANIMALIA, una rassenga ironica e divertente che raccoglie opere di artisti contemporanei italiani e stranieri chiamati a rappresentare l’animale. Un soggetto decisamente singolare anche se di primario interesse per molti artisti, visto che ne fanno il tema centrale della propria poetica.
E’ il caso di Abel Herrero (L’Avana, 1971), artista visionario e ironico che ritrae un mondo dove protagonisti sono pinguini, orsi polari, foche e trichechi ai quali vengono spesso conferiti atteggiamenti che appartengono alla specie umana, creando così situazioni irreali, decisamente ironiche. Queste le opere dal titolo Circolo Sociale Artico. Ma anche animali della Savana come giraffe, zebre e ghepardi popolano le tele di Herrero, e moltitudini di piccoli gechi, rane e salamandre arrampicati sui bordi di grandi vasche da bagno sono protagoniste della serie Casablanca.
Anche nell’opera di Quentin Garel (Parigi, 1975) uniche protagoniste sono le creature animali ed in particolare quelle più bistrattate, più banali, eppure per noi vitali: gli animali d’allevamento. L’opera di Garel è quindi una sorta di commemorazione dell’animale “di consumo” con l’intenzione di glorificare colui del quale ci nutriamo e quindi grazie al quale sopravviviamo. Sculture in legno, gesso e plexiglass divengono quindi monumenti a mucche, maiali e polli; piccoli e grandi totem prendono la forma di papere e conigli realizzati con quell’avvincente ironia che percorre tutta l’opera di Garel.

Esposte nella stessa sala si trovano due tempere di Nicola Nannini (Bologna, 1972) e, nella sala accanto, una fotografia di Jean-Baptiste Huynh (Chateauroux, 1966), Buckley, un delizioso yorkshire che assume sembianze quasi umane in quella sua posa a mezzo busto, fiero ed elegante. Forse appartenente alla stessa razza è anche il dolcissimo cagnolino raffigurato in uno dei due disegni di Andrea Boyer (Milano, 1956) (l’altro disegno rappresenta un toro) e sempre uno yorkshire è il simpatico vaso portafiori in ceramica del provocatorio Jeff Koons (York, Pennsylvania, 1955). Il cane è anche protagonista di due opere di Miguel Macaya (Biarritz 1964), giovane emergente spagnolo e di tre olii di Agim Sulay (Tirana, Albania, 1960), nonché di un’opera su carta di Ana Kapor (presto a Bologna con una personale insieme al marito Vladimir Pajevic).

Non possono certo passare inosservati i grandi totem in “peluche” di Patrizia Medail (Bologna, 1950), fra cui un gigantesco orso bianco e un ruggente leone protagonista dell’opera Africa - Il safari di Mr. Lion. A completamento della sala dedicata agli animali della savana c’è una grande zebra di Miguel Macaya e un enorme Coccodrillo in bronzo di Girolamo Ciulla (Caltanissetta, 1953) in tutta la sua imponenza (3 metri di lunghezza),

Fra gli animali da cortile non potevano certo mancare Mucca e Maiale di Maurizio Bottoni (Milano, 1950) due grandi dipinti eseguiti con la tecnica impeccabile di sempre che sembra “elevarli a monumenti della Natura”. Il maiale è anche protagonista di una delle quattro grandi tele di Saverio Polloni (Milano, 1957) che, insieme a quattro piccoli quadri, vanta il maggior numero di opere presenti in mostra . In esposizione anche due sculture e un grande dipinto di Enzo Fiore (Milano, 1968), tre opere su carta di Graziella Marchi (Milano, 1932) e due tecniche miste di Stefano Faravelli (Torino, 1959).

Nata nel ’66 a Kobe in Giappone, vissuta a Milano e ora residente a Londra, Benedetta Mori Ubaldini espone, al centro di una delle 5 sale dedicate alla mostra, una scultura installazione raffigurante un grande coniglio in rete metallica accompagnato da un gruppo di 13 piccoli sorci viola che sembrano scappare correndo lungo una parete della sala. Insolite anche le sculture in cristallo e metallo di Nicola Bolla (Saluzzo, 1963), piccoli trofei da appendere alle pareti.
Uno struzzo quasi sospeso al di sopra di un paesaggio surreale di Agostino Arrivabene
Raffinatissime le due incisioni dell’artista ormai scomparso Richard Müller (Tschirnitz 1874 - Dresda 1954), come raffinatissime sono quelle del noto artista francese Gilles Aillaud (Parigi, 1928). Un’opera di Gèrard Berthélémy e una di Bard (Parigi, 1959), completano le numerose presenza straniere.

Molti gli artisti, svariate le tecniche e dei più disparati i contenuti: sicuramente un percorso vario, interessante e soprattutto divertente, che si sviluppa su oltre 1000 metri quadri di superficie espositiva.

Rif. per ulteriori informazioni : Galleria Forni - Silvia Mainardi T. 051 231589 - silvia.mainardi@galleriaforni.it