Andrea Facco / Dettaglio evento





Me Without You

Dal Friday 21 May 2004
al Monday 21 June 2004

Comunicato stampa evento: Me Without You

A_CURA_DI__SERENA_BECAGLI__E__FEDERICA_MASCAGNI


ANDREA FACCO__ANDREA GALVANI
CHRISTIAN NICCOLI__TREUKA__LUCA TREVISANI

Me, without you indaga la complessa ed articolata relazione che si instaura tra il soggetto e ciò che si manifesta come l'altro da sé, interrogandosi su quanto sia necessaria e indispensabile la presenza dell'altro oggi, quanto siamo in grado di fare da soli, come siamo legati tra di noi. La separazione dall'altro, Me, without you, determina una mancanza, un'assenza, un vuoto da colmare emotivamente, una asincronia tra realtà e desiderio, ma definisce anche un contrasto, una negazione e, sempre, la presa di coscienza della sua necessità. E' la consapevolezza di questa assenza a marcare e definire l'unicità di una identità che postula un carattere espositivo e relazionale. Gli artisti che sono stati invitati a partecipare si avvalgono di mezzi diversi, dalla pittura al video, dalla fotografia all'installazione, ma in tutti i lavori si sentirà in modo più o meno scoperto la dichiarazione di una riflessione sul tema dell'alterità, passando da una reale e necessaria collaborazione di più individui ad una indagine più intima e soggettiva. Me without you, io senza di voi, io senza di te, tu che mi sei necessario, tu che mi manchi, tu che mi ostacoli, tu che voglio evitare, tu che sono costretto a sopportare, tu che combatto, tu che elimino, tu che mi lasci da solo. Meglio con te o senza di te?

Nelle opere di Luca Trevisani (Verona 1979, vive e lavora a Bologna) riconosciamo elementi mutuati dalla realtà, ma rielaborati in forme autonome legate a una personale re-interpretazione di certo design. I suoi lavori si astraggono dalla realtà per restituircene tracce e recuperare così una funzionalità inedita, che si pone tra gli obiettivi principali quello di creare delle relazioni e di funzionare, realmente o idealmente, soltanto attraverso la collaborazione di più persone. La presenza dell'altro, però, sottende sempre anche una vena di leggerissima, quasi impercettibile violenza, risultato di un rapporto ambiguamente sospeso tra uno stato di assoluta necessità ed una vaga sensazione di limitazione della propria sfera privata, di una invasione dei confini minimali del self. Per Me, without you Trevisani presenta un nuovo progetto: A pochi centimetri dalle luci della ribalta. L'altro diventa qui indispensabile per intraprendere il nostro personale e metaforico cammino verso le luci della ribalta, verso un'ideale esaltazione dell'individualità e il raggiungimento di una popolarità per la cui conquista ci scopriamo tutti, nello stesso tempo, complici e concorrenti.

Le immagini fotografiche di Andrea Galvani (Verona 1973, vive e lavora a Bologna) sono epifanie sospese in una dimensione a-temporale. Ogni immagine appartiene per l'artista a una sorta di universo parallelo caratterizzato dal proliferare di sistemi interconnessi, ma nello stesso tempo indipendenti l'uno dall'altro, ciascuno dei quali è congelato in una autonoma dimensione spaziale e temporale. Così immagini appartenenti alla realtà sono legate a un progetto quasi virtuale, una piattaforma, un mondo che visto dall'alto presenta contenitori d'immagini e di micro-mondi tra loro collegati da una sorta di corridoio spaziotemporale. Entrare in questi luoghi muti, rarefatti e misteriosi, significa abbandonare la condizione vigile della coscienza ed addentrarsi nella dimensione del sogno, dell'alterazione percettiva, in cui gli oggetti, vicini ma inafferrabili, sembrano non esistere mai del tutto, privi di una consistenza reale. Il mondo creato da Galvani è dominato da un'assenza dell'essere umano, da una sparizione, come se i canali di comunicazione avessero inghiottito le presenze e dato vita a nuovi personaggi, a un nuovo "altro", creato per incarnare tutte le nostre qualità e debolezze.

I frammenti di realtà su cui Andrea Facco (Verona 1973, vive e lavora a Bologna) conduce la nostra attenzione ci portano a viaggiare e costruire percorsi e riflessioni su ciò che sta accadendo, forse, in un altro posto in questo stesso istante, attraverso raddoppiamenti di immagini e aperture. Si innesca così un dialogo tra gli spazi che si svolge poi in un racconto fatto di storie, immagini dentro immagini, incastrature di storie, in relazione con l'insieme. Andrea Facco sollecita lo spettatore a immaginare il dialogo tra oggetti e immagini, a stabilire collegamenti e correlazioni. Sono poi quegli stessi frammenti a diventare i protagonisti dell'immagine successiva e non semplici elementi decorativi; le immagini si caricano in questo modo di una sottile ambiguità, perché pur potendo esistere singolarmente ed evocare ciascuna autonomi rimandi e suggestioni, solo in una lettura d'insieme rivelano il disegno di una story-board predefinita. Per Facco l'altro è ora l'avversario, il nemico da combattere in guerra, ora il clandestino e tutto quello che rimane fuori dal nostro spazio domestico e che viene distrattamente percepito davanti ad una televisione. Nella sua ricerca, a suggestioni tratte spesso dall'attualità, si affianca però anche un versante notturno e più intimista legato ad una sfera privata e fortemente emotiva. Me, without you sembra così rivelare un bisogno e desiderio di concentrazione e restituire, contemporaneamente, il senso di una perdita e di una separazione.

Le opere del trio berlinese Treuka (Felix Carl, Annette Stieger, Tamara Trölsch) sono il frutto di una collaborazione, all'interno della quale ogni artista mantiene, nello sviluppo del lavoro, tratti e stili riconoscibili. La loro prassi operativa prevede che uno dei tre inizi il progetto, che il secondo lo prosegua e che il terzo lo finisca, in una sequenza che loro stessi improvvisano di volta in volta. Si tratta spesso di disegni su muro, pensati per lo spazio che accoglie l'intervento, ma anche di realizzazioni in dimensioni più piccole, solitamente su legno e su carta. La presenza di un collettivo per Me, without you vuole essere uno sguardo sulla collaborazione, sull'altro come necessità, sulla sintonia all'interno di un gruppo. Nel lavoro di Treuka diventa interessante lo stratificarsi dell'opera, il suo amalgamarsi in un insieme sostanzialmente unitario e, paradossalmente, proprio l'autonomia che conservano le immagini, il loro distinguersi le une dalle altre. Sarà curioso andare ad analizzare i punti di congiunzione, il momento in cui avviene il passaggio di testimone, e capire come l'individualità del segno e della personalità possa restare integra anche all'interno di un progetto concepito da più persone.

Un'indagine di tipo sociologico e psicologico sui rapporti tra gli individui, sia in una sfera privata come quella della coppia che nell'ambito di una collettività anonima, è alla base della ricerca artistica di Christian Niccoli (Bolzano 1976, vive e lavora a Berlino). Come un vero e proprio scienziato l'artista ricostruisce "situazioni tipo" dando vita ad esperimenti in cui i soggetti coinvolti sono costretti a presenze forzate, in modo da poterne studiare, attraverso il video e la fotografia, casi e probabilità, reazioni ed eccezioni. Osservare le relazioni tra gli individui, in uno specifico contesto sociale e culturale, significa anche esplorare desideri, sogni e aspettative legati al vivere insieme.
Il video che Niccoli presenta per Me without you si ispira all'estetica dei video giochi e alla computer grafica anni '80 e riflette sulle dinamiche di aggregazione all'interno di una piccola comunità. Niccoli osserva cinicamente, quasi come un Grande Fratello che controlla tutto dall'alto, i movimenti di un gruppo di persone rappresentate da semplici punti luminosi che si muovono sullo schermo. Anche noi spettatori, momentaneamente complici dell'artista, seguiamo lo svolgersi degli eventi in attesa della fine, inesorabile, del gioco.

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