A cura di Alberto Zanchetta
L’artista è il solo e unico testimone – oculare! – delle proprie opere; egli può riferire informazioni in modo attendibile oppure mentire impunemente, generando un’assenza di prove su cui il critico può speculare a piacimento. Premesso che nelle arti visive ogni commento è di per sé superfluo (più che mai nell’ordine dell’arte astratto-analitica che percorre i territori dell’indicibile e dell’indeterminatezza), in ambito letterario è invece cagione di meta-testi, di uno sfibrante tergiversare, in cui le spiegazioni delle parole avvengono proprio con l’uso di altre parole. Ma niente più che il lapis e il lapsus tradiscono la natura o gli intenti dell’artista e del critico. Come un sistema binario, il segno e la parola si fiancheggiano all’infinito, sollevando problemi di tipo nominale oppure riconducendosi all’annosa querelle del comune denominatore. Entrambi fanno però perno al linguaggio, ora verbale, ora visivo.
Un libro-catalogo edito dalla Vanilla edizioni, che include il saggio “Humpty Dumpty Encomion” scritto da Alberto Zanchetta, verterà sulle discrepanze e sulle affinità esistenti tra i due differenti emisferi: parola-segno / artista-critico. Bartolomeo Migliore, Andrea Renzini e Debora Romei saranno viceversa i “testimoni” della mostra, ciascuno rappresentato da una sola opera: tre proposizioni-progressioni che si mantengono in bilico tra il significante e il significato, tra ciò che è visibile e ciò che è esistente.
Bartolomeo Migliore è nato a Santena (TO) nel 1960, vive e lavora a Torino.
Andrea Renzini è nato a Venezia nel 1963, vive e lavora a Bologna.
Debora Romei è nata a Castelnovo ne’ Monti (RE) nel 1970, vive e lavora a Reggio Emilia.
Inaugurazione venerdì 20 aprile ore 18,00
21 aprile – 26 maggio 2007
nt art gallery
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