A cura di Roberto Agnellini e Dominique Stella
Nasce una nuova galleria a Brescia
Agnellini Arte Moderna si presenta in anteprima al MiArt con la mostra personale Andy Warhol Show ’08 composta da numerosi pezzi unici fra cui spicca The Bomb, la prima delle uniche due sculture realizzate dal maestro, oltre a opere su tela e su carta, tutte rigorosamente certificate dalla Fondazione Andy Warhol.
La mostra di altissimo profilo ben rappresenta l’identità e la mission della galleria esordiente: Agnellini Arte Moderna intende infatti proporsi come canale culturale privilegiato per la promozione e la divulgazione dell’arte moderna internazionale.
A conferma del valore culturale delle proposte, la galleria Agnellini Arte Moderna inaugura nell’ottobre 2008 a Brescia con un’esposizione dedicata a Jacques Villeglé in concomitanza con la retrospettiva che il Centre Pompidou di Parigi riserva al grande maestro francese.
All’evento di apertura fa seguito un programma ricco di appuntamenti importanti che annoverano nomi di spicco del panorama artistico internazionale quali: Marc Tobey, Enrico Castellani, Sam Francis, Christo e Georges Mathieu. La galleria si avvale della direzione artistica di Dominique Stella da anni curatrice di mostre prestigiose in spazi pubblici e privati.
Roberto Agnellini, attento e infaticabile collezionista, trasforma così la sua passione per l’arte moderna nella sua unica attività dando vita ad una vera e propria “azienda creativa”, come lui stesso ama definirla. Grazie al suo passato da imprenditore, il gallerista unisce infatti efficienza manageriale, eclettismo artistico ed un’alta professionalità in una formula vincente.
Andy Warhol Show ’08, in mostra al MiArt dal 3 al 7 aprile presso lo stand C08, offre al pubblico un allestimento curato nei minimi dettagli che trasforma lo spazio fieristico in una vera e propria sala espositiva dove si possono ammirare opere accuratamente selezionate.
Di straordinario valore artistico The Bomb del 1967, l’unica scultura di grande formato mai realizzata da Warhol che ben sintetizza ciò che egli rappresentò per la storia dell’arte: una vera e propria bomba gettata sul panorama precedente e destinata a lasciare un segno indelebile sia nel milieu artistico che in quello sociale. Curioso l’aneddoto che l’accompagna: nel 1967 Ralph Schoenstein, giornalista del New York Magazine, invitò i lettori a partecipare al concorso per la progettazione di una bomba ad acqua e mise in palio una bomba U.S. Air Force “decorata personalmente da Andy Warhol”.
Di sicuro interesse è il ritratto di Mao, soggetto molto amato dal grande artista americano: la serigrafia, realizzata nel 1972, è colorata a mano ed è accompagnata da una lettera autografa di Julian Schnabel che certifica l’autenticità del ritocco effettuato da Warhol e della firma apposta sul retro. Il pezzo, che doveva far parte di una tiratura di 250 copie, è stato poi realizzato in un unico esemplare.
Flash, serigrafia realizzata tra il 1963 il 1968, si pone a metà strada tra l’arte e la storia. Oltre che opera singolare, essa diventa testimonianza storica di un evento che sconvolse gli Stati Uniti nella prima metà degli anni ’60: l’assassinio del Presidente Kennedy. Sullo sfondo della tela compare infatti un articolo che riporta la drammatica notizia dell’attentato e la fotografia di John Fitzgerald e Jacqueline Kennedy sulla strada verso Dallas.
Con due serigrafie, l’una su tela, l’altra su carta, Warhol celebra inoltre l’incontro con Joseph Beuys, grande personalità artistica che lo colpì profondamente. All’inizio e alla fine del percorso espositivo sono infatti poste Beuys L. Bag (1980) e Joseph Beuys in Memoriam (1986).
Di intenso significato politico è, invece, Electric Chair, del 1971, che si alterna ad opere più leggere ma sempre depositarie di una critica sociale, come Shoes del 1980 e i famosi ritratti Doda Voridis (1977) e Karen Lerner (1971-72).
Particolare attenzione merita Drag Queen, opera del 1975. Secondo Warhol le Drag Queens “sono archivi ambulanti e incarnano la radice mondana del gentil sesso. Paragonabili a un documentario, consacrano le loro esistenze a mantenere il rossetto brillante e sono disponibili a ispezioni non troppo ravvicinate”. Con queste parole e con i suoi ritratti l’artista eleva così la subcultura gay al rango di arte sconvolgendo la mentalità conservatrice dell’epoca.
La mostra è accompagnata da un catalogo con introduzione di Roberto Agnellini e testo critico di Dominique Stella.
Inaugurazione giovedì 3 aprile ore 18.00
4 aprile - 7 aprile 2008
Stand C08 - MiArt
Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Milano
Coordinate nuova galleria
Agnellini Arte Moderna s.p.a.
Apertura ottobre 2008
Via Aldo Moro 5
25124 Brescia
Tel 030 2944181
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