Ideazione ed organizzazione: Fondazione Davide Halevim
Date mostra: 21 novembre-20 dicembre 2003
Orari: martedì-sabato ore 11.00-19.00; ingresso libero
Inaugurazione: giovedì 20 novembre 2003 ore 18.30; conferenza stampa: ore 16.30
Spazio espositivo: Fondazione Davide Halevim - via Lomazzo, 28 – 20154 Milano
La mostra intitolata “Something More Than Five Revolutionary Seconds” inaugura l’attività della Fondazione Davide Halevim. Le cinque artiste-donne invitate sono Amy Adler, Anna Gaskell, Tracey Moffatt, Liza May Post e Sam Taylor-Wood.
Il concetto principale della mostra è quello di presentare opere fotografiche caratterizzate da una forte componente narrativa, tendente a stimolare il visitatore ad intuire o a ricrearsi una sequenza logico-narrativa (soggettiva o obbiettiva) partendo dall’analisi visiva dei dettagli delle immagini. Queste raffigurano situazioni non risolte e giocano spesso su un ambiguo dualismo fra innocenza e dramma, nel quale i soggetti diverranno protagonisti di un ipotetico cortometraggio mentale sviluppato dal visitatore in relazione non solo all’immagine fotografica ma anche ai propri ricordi, alle proprie emozioni e suggestioni.
Il testo del catalogo farà riferimento a diversi brani letterari, in particolare al libro “Il Pendolo di Foucault” scritto da Umberto Eco nel 1988.
Il primo anno di attività della Fondazione Davide Halevim sarà dedicato al tema della donna, intesa come soggetto. In quest’ottica la mostra “Something More Than Five Revolutionary Seconds” sarà seguita da eventi e mostre personali di artiste italiane o internazionali. Inoltre si alterneranno eventi caratterizzati dalla presenza di opere d’arte già prodotte nel recente passato, ritenute fondamentali per la comprensione dell’attuale panorama artistico internazionale, ad eventi nel quale la Fondazione finanzierà nuovi progetti di giovani artisti al fine di promuoverne e valorizzarne l’attività.
Il giorno dell’inaugurazione sarà disponibile il catalogo con testi del curatore, Edoardo Gnemmi.
FONDAZIONE DAVIDE HALEVIM
Via Lomazzo, 28 -20154 – MILANO
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BIOGRAFIE:
Amy Adler, nata nel 1966 a New York, vive e lavora a Los Angeles. Partendo, come fonte di ispirazione, da fotografie scattate da lei o da terzi, Adler esegue disegni, spesso autoritratti, affrontando i temi dell’identità, della condizione femminile, dell’adolescenza, della celebrità, della sessualità e del desiderio. I disegni, che saranno in seguito distrutti, vengono fotografati; le cibachrome finali, sempre in edizione unica, sono la vera e propria opera conclusiva dell’artista. Adler ha esposto in istituzioni quali il Moca di Los Angeles (personale), il Barbican Center di Londra, la Biennale di Kwanju, il Contemporary Arts Museum di Houston, The Photographer’s Gallery di Londra (personale). In Italia si sono viste le sue opere nella personale alla No Limits gallery nel gennaio 2001, curata da E.Gnemmi e successivamente nella mostra “Form Follows Fiction” curata da J.Deitch al Castello di Rivoli.
Anna Gaskell, nata nel 1969 a Des Moines, Iowa, vive e lavora a New York. Traendo ispirazione da libri e films come “Alice in Wonderland”,“Frankestein”,“Lolita”, “The Exorcist” realizza fotografie, con tagli cinematografici particolari, e video installazioni raffiguranti scenari in equilibrio fra immaginario e realtà, nel quale le adolescenti protagoniste degli scatti impersonano le contraddizioni, le fobie, i desideri della psiche umana; il concetto di tempo viene manipolato secondo una logica non lineare, rendendo labile il confine fra il possibile e l’impossibile. Ha vinto nel 2000 il prestigioso Cibybank Private Bank Photography Prize. Ha esposto in importanti gallerie come Casey Kaplan a New York e White Cube a Londra ed in musei come il Museum of Contemporary Art di Miami, l’Hasselblad Center di Goteborg, il Kolnischer Kunstverien di Colonia ed il Castello di Rivoli.
Tracey Moffatt, nata nel 1960 a Sidney, vive e lavora a Sidney. Nele sue opere fotografiche, spesso presentate in serie, la trama narrativa si sviluppa facendo scorrere lo sguardo da un’immagine alla successiva. Identità, origini sociali e razziali, oppressioni psicologiche e fisiche sono alcuni dei temi trattati nei suoi scatti e anche nei suoi video. L’artista ha esposto al Guggenheim di New York, alla Biennale di Kwanju, alla Biennale di Venezia, alla galleria Matthew Marks di New York e alla galleria Victoria Miro di Londra.
Liza May Post, nata nel 1965 ad Amsterdam, vive e lavora ad Amsterdam. I suoi video e le sue opere fotografiche appaiono come “mise en scene” dal sapore surreale, fino a sfiorare il “nonsense”, dove le debolezze, le frustrazioni, la solitudine, l’alienazione ed il disagio dei suoi personaggi sono palesemente evidenti in immagini memori della tradizione ritrattistica fiamminga. Nella sua carriera ha esposto in gallerie come Anthony D’Offay di Londra e Marian Goodman di New York ed in spazi pubblici come il Museè d’Art Moderne de la Ville de Paris, l’ICA di Londra, il PS1 di New York, lo Stedelijk di Amsterdam e la Biennale di Venezia.
Sam Taylor-Wood, nata nel 1967 a Londra, vive e lavora a Londra. Protagonista indiscussa della “New British Art” ha realizzato negli ultimi anni prevalentemente fotografie e video incentrati su stati emozionali quali la solitudine, l’isteria, l’euforia e su tematiche come la sessualità, la provocazione ed i rapporti interpersonali. Diplomata al famoso Goldsmith’s College, ha esposto dal 1994 nei più importanti musei e spazi pubblici del mondo tra i quali la Fondaciò “La Caixa” di Barcellona, la Kunsthalle di Zurigo, Walker Art Center di Minneapolis, al Centre Pompidou di Parigi, allo Stadelijk Museum di Amsterdam, alla Biennale di Venezia, al Moma di New York, alla Fondazione Prada di Milano, alla Tate Gallery ed alla Royal Accademy di Londra.
Edoardo Gnemmi vive e lavora a Milano. Prima di assumere l’incarico di curatore e direttore artistico della Fondazione Davide Halevim ha lavorato presso alcune delle più importanti gallerie d’arte contemporanea italiane. Nel triennio tra il 1999 ed il 2001 è stato direttore della No Limits Gallery di Milano nel quale ha curatore personalmente le prime mostre personali in Italia di artisti affermati come Jeff Koons, Ashley Bickerton, Carroll Dunham e di emergenti come Amy Adler e Elger Esser.
Consolo produzioni&consulenza
Fondazione Davide Halevim
Per anni punto di riferimento a livello mondiale nel settore dell’antiquariato di tappeti ed arazzi antichi e d’arte, l’eclettico Davide Halevim, attore conosciuto ed importante collezionista di arte contemporanea, torna in campo con un’impresa grandiosa: la creazione della FONDAZIONE DAVIDE HALEVIM.
Accanto alla carriera di attore che lo ha visto protagonista di numerosi film di successo - dopo aver partecipato a “Come quando fuori piove” di Mario Monicelli partecipa alla fiction di Canale 5 “Gli occhi dell’amore” di Giulio Base, a “Rocco”, prodotto dalla Buongiorno Productions e a “Millefleurs” di Bob Balchus dove è sia produttore che attore – decide di dedicarsi alla sua seconda grande passione: l’arte contemporanea. Nasce così questa nuova realtà culturale di grande prestigio: la Fondazione Davide Halevim.
Riconosciuta sul territorio nazionale nel 2001 l’attività della Fondazione si focalizza sulla promozione dell’arte e della cultura contemporanee.
Emanuela Palazzo, direttore generale della Fondazione ed Edoardo Gnemmi, responsabile per l’arte contemporanea, coordineranno la nutrita serie di progetti in programma.
Incontri diretti con gli artisti o esponenti della cultura basati su un percorso di tematiche annuali, all’interno di una più ampia chiave triennale, rappresentano la strategia proposta per il programma d’arte contemporanea. Mostre collettive di artisti noti, alternate alla proposta di giovanissimi emergenti (di cui si coprono i costi di produzione delle opere), laboratori integrati con i vari percorsi previsti e curati da professori universitari o dagli artisti stessi sono alcuni degli appuntamenti in programma. Ogni scelta sarà effettuata con l’intento di offrire una più chiara visione delle tendenze attuali dell’arte contemporanea.
Artisti, critici e curatori importanti saranno invitati a sostenere conferenze e workshop al fine di chiarire i meccanismi che regolano il mondo dell’arte contemporanea. Scopo ultimo sarà comprendere quanto l’arte sta cambiando, e soprattutto quanto l’arte è in grado di cambiare la nostra vita di tutti i giorni.
La sede operativa della Fondazione, uno spazio piacevole ed accogliente in via Lomazzo 28 a Milano, è stata scelta perché già vantava una storia: si tratta di un luogo che ha già ospitato eventi d’arte. Un architetto importante a livello internazionale, Giacomo Angelucci, curerà l’organizzazione dello spazio, relazionandosi ad esso come ad un’opera d’arte.
Un giovane artista figurativo si occuperà invece del sito. L’artista ha suddiviso in moduli la propria opera per trasferirla sul web, associando a ogni modulo una pagina che permette di accedere ad una serie di servizi. Uno di questi è la possibilità di accedere alla galleria virtuale che accoglierà parte della collezione privata che il fondatore, Davide Halevim, ha prestato all’ente.
Il primo anno di attività della Fondazione Davide Halevim sarà dedicato al tema della donna.
Giovedì 20 novembre 2003 la Fondazione Davide Halevim inaugura l’attività espositiva con la mostra “Something more than five revolutionary seconds”, il cui nome deriva dal titolo di alcune opere in mostra. Verranno esposte le opere fotografiche provenienti da importanti musei e collezioni private di tutto il mondo di cinque artiste che rivestono un ruolo fondamentale nell’attuale panorama dell’arte internazionale: Amy Adler, Anna Gaskell, Tracey Moffatt, Liza May Post e Sam Taylor-Wood.
Sede: Via Lomazzo, 28 -20154 – Milano
Tel. 0039-02-315906 - Fax 0039-02-34935288 - e-mail:
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Orari: martedì-sabato ore 11.00-19.00; ingresso libero
Consolo produzioni & consulenza, P.zza Sempione, 5 – 20145 Milano - tel. 02/ 34938090– 34938326 - fax 02/ 34932551 email:
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