A cura di Valerio Dehò
In mostra lavori realizzati nel 2008 in acrilici su M.D.F., pannello in legno industriale di fibra a media densità, tecnica e materiale da sempre usato dall’artista milanese.
La mostra è dedicata al rapporto simbolico tra il mondo animale e l’uomo. Riprendendo la lezione di Esopo gli animali diventano metafora del comportamento umano e ironica rappresentazione del mondo dell’arte, degli atteggiamenti degli artisti, del ruolo di galleristi, di collezionisti, di critici d’arte, ecc…
Per esempio nell’opera “La volpe ci arriva prima” la volpe è la figura allegorica del gallerista talent-scout che prime di altri intuisce e sa leggere il lavoro del giovane artista, così come l’opera “Vita da cani” diventa metafora della faticosa vita di gran parte degli artisti.
Dario Brevi nato a Limbiate in provincia di Milano, nel 1955 dove vive e lavora. Si è diplomato nel 1973 al liceo artistico di Brera e si è laureato in architettura al Politecnico di Milano. Viene subito segnalato fra gli artisti più interessanti della sua generazione con esposizioni a carattere internazionale, personale nel 1982 a Basilea, e mostre a Tokyo e Barcellona.
Ha fatto parte, negli anni 80, del movimento artistico “Nuovo Futurismo”, formatosi presso la galleria Diagramma/Luciano Inga-Pin di Milano e teorizzato dal critico bolognese Renato Barilli. ”, movimento caratterizzato per un ritorno deciso al “fare arte”, cioè, in contrasto con le premesse dell’arte concettuale, a una idea dell’arte che punti alla realizzazione di “oggetti artistici” utilizzando particolarmente materiali di derivazione industriale. Per Brevi il materiale di elezione è il medium density, utilizzato nell’industria del mobile, con il quale realizza opere tridimensionali giocate con ironia tra pittura e scultura in linea con la tendenza alla contaminazione di immagini presente nella realtà dei mass-media.
Ha tenuto mostre personali e collettive in Italia ed all’estero in gallerie private, spazi pubblici e musei.
Del suo lavoro si sono occupati numerosi critici d’arte con saggi e scritti pubblicati sui maggiori quotidiani e periodici di settore e non, italiani e stranieri.
(d.brevi@libero.it –
www.dariobrevi.net)
Antonella Mazzoni
Nasce nel 1957 a Fiorenzuola d’Arda, Piacenza. Cresce nell'ambiente artistico bolognese, dedicandosi fin dall'inizio ad una pittura fortemente concettuale. Nei suoi quadri l'immagine viene accostata a parole o a frammenti di frase che creano dei depistamenti di senso, in onore alla tradizione surrealista rivisitata in chiave ironica e contemporanea. Calembour, gioco e leggerezza sono le chiavi interpretative per affrontare il suo lavoro, che negli ultimi anni approfondisce una tensione verso la simmetria e l'ordine.
Durante il suo ventennio di attività ha esposto in gallerie private di diverse città italiane e straniere: Milano, Torino, Roma, Trento, Napoli, Mannheim, Kiel, Copenaghen, Minneapolis; e in alcuni musei: Galleria d'Arte Moderna di Bologna, Pac di Milano, Museion di Bolzano, Kunstverein di Friburgo.
L'idea che motiva il suo percorso è realizzata attraverso la pittura acrilica con aerografo su tela. Questo perchè la pittura è un linguaggio universale, che non ha bisogno di traduzione: un'esperienza che tutti hanno vissuto in prima persona. L'immagine è realizzata in modo figurativo, per rendere espliciti i riferimenti simbolici. La sua ricerca è tra il non detto dell'immagine e il non detto della parola. Ogni progetto è composto da un numero chiuso di opere, da un testo scritto sulle opere stesse e dal titolo. Questo offre una visione complessa, leggibile a vari livelli. La necessità è quella di condividere con lo spettatore l'intuizione dell'arte perchè le cose possano continuare ad accadere.
Wal
Wal (Walter Guidobaldi) nasce nel 1949 a Quattro Castella, Reggio Emilia. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna, seguendo il corso di Umberto Mastroianni. Negli anni Settanta si trasferisce a Milano, frequenta l’Accademia di Brera, dove ha tra i docenti Alik Cavaliere e Luciano Minguzzi, ed entra in contatto con l’ambiente artistico di quel periodo, realizzando opere concettuali. Alla fine del decennio, rientra nell’alveo della pittura e viene reclutato da Renato Barilli nel gruppo dei “Nuovi-nuovi”, partecipando a tutte le esposizioni. Ha tenuto mostre personali e preso parte a esposizioni collettive in Italia e all’estero, va ricordata, anche per l’influenza che avrà sul suo lavoro successivo, la commissione che nel 1984 la Isaf di Quattro Castella, ditta specializzata in giochi per bambini e arredi per le scuole dell’infanzia, gli affida per la realizzazione di un grande parco giochi, che in seguito verrà esposto in importanti mostre a Parigi, Genova e Milano. Nel 1987, quelle opere vengono utilizzate come scenografia di un programma per bambini che la Rai trasmette dall’Antoniano di Bologna. Ha partecipato alle seguenti mostre: 1978, Metafisica del quotidiano, Galleria d’Arte Moderna di Bologna – Mona Lisa: Wilhem Lehmbruck Museum, Duinsburg poi Museo di Stoccarda e Faculty of Art and Design, Coventry – 1979, Mona Lisa: Musei d’Arte Moderna di Tokyo, Osaka, Sapporo, Ohita e Chiba – 1980, I Nuovi-nuovi, Galleria d’Arte Moderna di Bologna – 1981, Nuovi-nuovi, Padiglione d’Arte Moderna, Ferrara e Galleria d’Arte Moderna, Gallarate – 1982, Una generazione postmoderna, Teatro del Falcone, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Genova e Sale delle Esposizioni, Roma – 1983, Una generazione postmoderna: iconici, aniconici, immagine elettronica, Musei Civici, Reggio Emilia – 1987, Immagine elettronica, Rotonda della Besana, Milano –1992, Centro Gemmologico di A. C. Guadalajara, Jalisco, Messico, l’Istituto culturale Cabañas gli dedica un’ampia personale - 1995, I nuovi-nuovi, Galleria Civica d’Arte contemporanea, Torino – 1999, Mitomoto, Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia – 2006, Controvento, Palazzo Ducale, Castelnuovo Monti, Castello di Sarzana, Museo del mare, Genova.
Nel 2005, la Costa Crociere gli commissiona due sculture in bronzo di grandi dimensioni che vengono collocate sulle navi Costa Concordia e Costa Serena.
Nel 2007 la Kunsthalle di Darmstadt lo invita a partecipare alla mostra Baby Body.
Testo critico di Valerio Dehò
Gli animali sono da sempre i protagonisti della letteratura, dell’arte, dell’universo simbolico attraverso cui l’uomo ama esprimersi. Sono loro i protagonisti di romanzi, racconti, fiabe morali, apologhi, bibbie e altri testi religiosi soprattutto perché sono stati visti non solo come compagni di viaggio degli esseri umani nel viaggio esistenziale, ma anche perché hanno sempre personificato delle caratteristiche morali, di carattere, aspetti della personalità o della vita etica, in modo tale che la loro rappresentazione significasse sempre qualcos’altro. Basti pensare all’aquila, al leone, alla tigre e alla loro presenza negli stemmi araldici così come negli scudi dei guerrieri di ogni cultura o latitudine. Fin dal mondo mitologico gli dei si sono trasformati in animali per compiere imprese che richiedessero coraggio, forza o violenza, ma anche animali come la civetta, l’orso, l’oca e tantissimi altri sono diventati simboli complessi e spesso molto difficili da decifrare.Gli animali portano con sé millenni di civiltà e questo gli artisti lo sanno. Gli artisti di Animalia hanno in comune soprattutto il fatto che hanno iniziato a lavorare negli anni ‘80 quando il concettuale e le sue freddezze, lasciavano spazio alla pittura, al colore, al movimento ad una concettualità che si assumeva il rischio della rappresentazione e anche una certa gioia del fare arte. Nelle opere di Dario Brevi si vedono distintamente le forme di citazioni da celebri apologhi, cioè fiabe morali, come per esempio nella volpe che si arrampica su di un albero, ma in genere lo stile fluido ed estremamente curato e brillante nei colori, lo ha spesso portato a confrontarsi con la figura degli animali e in alcuni casi sono diventati dei topos del suo lavoro. Basti pensare ai cavalli. In questo non solo riemerge la sua matrice neofuturista, ma è anche chiaro che proprio la forma-immagine del cavallo con la sua idea di velocità e forza, diventa perfetta per rappresentare la sua poetica. Brevi lavora sul materiale, l’MDF, alternando il vuoto al pieno, facendo interagire le sue stilizzazzione con lo spazio. Tutti i suoi lavori sono sculture in cui la tridimensionalità può essere solo più o meno accentuata. Antonella Mazzoni ha iniziato con un’intensa ( quanto tecnicamente importante) attività pittorica il suo lavoro artistico, miscelando la parola con l’immagine, ma da una decina d’anni si esprime anche attraverso una combinazione di tecnologia digitale, oggetti, mixed media oltre alla pittura stessa. Ironica da sempre, anche il suo mondo animale esprime i non sense e i calambour che contraddistinguono il suo lavoro. Stilisticamente affronta sempre il tema con un realismo molto forte che serve spesso per creare degli spiazzamenti, delle sorprese, delle interazioni paradossali con i materiali o gli altri elementi dell’opera. Gli animali della Mazzoni vivono lo spazio dell’arte , ma sono in permanente collegamento con quello che accade nella società e nel mondo. Sono dei catalizzatori d’ idee e di sguardi critici su quanto accade attorno. L’artista predilige una posizione di dialogo contestuale, così come tende sempre a realizzare dei progetti all’interno dei quali vengono realizzati i singoli lavori. Vivendo e creando costantemente un mondo fantastico, Wal ha affrontato più volte il tema degli animali fin dalle sue splendide api, super ronzanti e super futuriste degli anni ’80, quando era stato inserito nel gruppo dei Nuovi Nuovi da Renato Barilli. Ma se allora si trattava di pittura, di disegno, negli ultimi anni Wal si è spinto sempre di più in direzione della scultura. Si è trattato di una scelta verso la terza dimensione che ne ha fatto un artista sempre alla ricerca di giochi tra le forme e i colori spesso dolci nei loro contrasti. Del resto per i puttini, paffuti bambinelli che giocano e si divertono come sanno, i loro compagni non possono che essere degli animali, i quali con i bambini vanno perfettamente d’accordo. E gli animali delle sculture di Wal sono spesso i gatti, anche imponenti e imperiali come i persiani oppure animali che fanno parte della sua vita domestica. Ma i puttini cavalcano di tutto dagli ippopotami fino ai classici maiali, ma su tutto vi è un’atmosfera leggera e circense: come al solito gli uomini fanno i fenomeni con il popolo muto degli animali e questi si vede che sopportano le ludiche intemperanze con la loro consueta serietà. Si capisce bene perché hanno riempito la cultura occidentale dall’Antelami a King Kong.
Inaugurazione 19 aprile 2008 alle 17.00
Durante il venissage FRANCO MUSSIDA presentera’ il racconto in musica “Cammino al contrario”
Fino al 20 luglio 2008
GALLERIA CENTRO STECCATA
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