Antonio Paciocco / Dettaglio evento





IN CARTIS - IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLA CARTA

Dal Saturday 31 March 2007
al Tuesday 10 April 2007

Orari:
Inaugurazione: sabato 31 marzo 2007, alle ore 18.00
Periodo: dal 31 marzo al 10 aprile 2007, alle ore 10.00-13.00 / 16.00-20.00
Gli artisti correlati Achille Pace, Ada Impallara, Addis Pugliese, Alba Balestra, Alberto Manzetti, Alessandro Carlini, Alessandro Perinelli, Alessandro Pierattini, Andrea P. Damiani, Angela Brignone Duckert, Angelo Manca, Anna Uncini, Antonio Farina, Antonio Paciocco, Antonio Pandolfelli, Arlindo Arez, Armando Sodano, Barbara Mignone, Bruno Conte, Carmine Cerbone, Carmine Di Ruggero, Cesare Iezzi, Claudio Cottiga, Daniela Quadraccia, Dominique Lomré, Donata Buccioli, Eduardo Palumbo, Elisa Montessori, Enrica Celli, Esperanza Romero, Ettore Le Donne, Ezio Colosimo, Fabrizio Campanella, Fabrizio Parachini, Fernando Veloso, Fiorella Diamantini, Francesca Avena, Francesca Cataldi, Franco Berdini, Gian Battista Morana, Gianluca Murasecchi, Giorgio Fiume, Giorgio Pahor, Giovanni Boldrini, Giovenale, Giuliano Giganti, Giuseppe Masciarelli, Giustina Prestento, Guido Pecci, Innocenzo Odescalchi, Ioana Craciun Dobrescu, Irma Costa, Isabella Ciaffi, Jonathan Janson, Kristina Pantelic, Leon Zakrajsek, Loredana Muller, Luca Pace, Luca Vernizzi, Luisa Bergamini, Marcello Scopelliti, Maria Luisa Ricciuti, Maria Pia Daidone, Mario Spigariol, Marzia Corteggiani, Massimo Luccioli, Massimo Palumbo, Massimo Pompeo, Maureen Lucil Booth Rea, Milan Jaksic, Mirella Bentivoglio, Monica Pennazzi, Nada Denic, Nicoletta Crocella, Normanno Soscia, Paolo Tesi, Placido Scandurra, Radia Tafat, Raffaele Iannone, Renato Barisani, Ricardo Alario, Salvatore Pepe, Sergio Ban, Silvio Giorcelli, Tomaso Binga, Umberto Esposti, Vasile Rata, Venera Finocchiaro, Vesna Pantelic, Yezid Vergara

Comunicato stampa evento: IN CARTIS - IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLA CARTA

A cura di Massimo Pompeo e Giuliano Giganti

Sabato 31 Marzo 2007 alle ore 18.00 si inaugura a Roma la Mostra Internazionale di Arte Contemporanea “IN CARTIS – Il meraviglioso mondo della carta”, presso la Galleria M.I.C.RO, in Via Monte Testaccio 34/a.

L’esposizione è stata organizzata dall’Associazione Culturale “Casa Arte Scuola Civica di Musica di Latina” e dal Movimento Internazionale Culturale Roma M.I.C.RO. in collaborazione con l’Archivio Luigi Faccioli di Roma, l’Archivio Synkronos di Anzio, l’Associazione Internazionale Incisori di Roma, l’Associazione Parrocchietta delle Gocce di Roma e le gallerie d’arte Studio Soligo di Roma e Ulisse Incontrare l’Arte di Bogliasco (GE).

La mostra, giunta alla seconda edizione, indaga e ricerca all’interno del mondo della CARTA: vi sono esposte opere fatte di carta o sulla carta da oltre 90 artisti: sculture, installazioni, dipinti, grafiche, disegni e tecniche miste. La prima edizione si è tenuta a Cisterna di Latina nel novembre scorso presso Palazzo Caetani, nell’ambito della rassegna Arte a Scuola, in cui insieme alle opere dei maestri erano esposti elaborati in carta degli alunni delle scuole elementari e dell’infanzia.

Gli artisti in mostra alla M.I.C.RO sono alcuni dei massimi esponenti del panorama nazionale ed internazionale con presenze dalla Spagna, Portogallo, Inghilterra, Svezia, Belgio, Svizzera, Slovenia, Serbia e Montenegro, Romania, Moldavia, Algeria, Stati Uniti e Colombia.

La mostra è curata da Massimo Pompeo e da Giuliano Giganti e corredata da un bellissimo catalogo con i testi di Adolfo Gente e di Carlo Melis, l’organizzazione è di Gian Battista Morana.

Sino al 10 Aprile dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,00 alle 20,00 si potranno ammirare le opere realizzate con le più svariate tecniche da: Ricardo Alario, Arlindo Arez, Francesca Avena, Alba Balestra, Sergio Ban, Renato Barisani, Mirella Bentivoglio, Franco Berdini, Luisa Bergamini, Tomaso Binga, Giovanni Boldrini, Maureen Lucil Booth Rea, Angela Brignone Duckert, Donata Buccioli, Fabrizio Campanella, Alessandro Carlini, Francesca Cataldi, Enrica Celli, Carmine Cerbone, Isabella Ciaffi, Ezio Colosimo, Bruno Conte, Marzia Corteggiani, Irma Costa, Claudio Cottiga, Ioana Craciun Dobrescu, Nicoletta Crocella, Maria Pia Daidone, Andrea P. Damiani, Nada Denic, Fiorella Diamantini,Carmine Di Ruggiero, Umberto Esposti, Antonio Farina, Venera Finocchiaro, Giorgio Fiume, Giuliano Giganti, Silvio Giorcelli, Giovenale, Raffaele Iannone, Cesare Iezzi, Ada Impallara, Milan Jaksic, Jonathan Janson, Ettore Le Donne, Dominique Lomre, Massimo Luccioli, Angelo Manca, Alberto Manzetti, Giuseppe Masciarelli, Barbara Mignone, Elisa Montessori, Gian Battista Morana, Loredana Muller, Gianluca MurasecchiI, Innocenzo Odescalchi, Achille Pace, Luca Pace, Antonio Paciocco, Eduardo Palumbo, Massimo Palumbo, Antonio Pandolfelli, Kristina Pantelic, Vesna Pantelic, Giorgio Pahor, Fabrizio Parachini, Guido Pecci, Monica Pennazzi, Salvatore Pepe, Alessandro Perinelli, Alessandro Pierattini, Massimo Pompeo, Giustina Prestento, Addis Pugliese, Daniela Quadraccia, Vasile Rata, Maria Luisa Ricciuti, Esperanza Romero, Placido Scandurra, Marcello Scopelliti, Armando Sodano, Normanno Soscia, Mario Spigariol, Radia Tafat, Paolo Tesi, Anna Uncini, Fernando Veloso, Yezid VERGARA, Luca Vernizzi Patrizio Veronese, Leon Zakrajsek.

CARTA
di Carlo Melis

L'epoca moderna è l'epoca dell'immagine, al di sotto di questa immagine c'è un doppio opaco: la carta. Questo supporto dell'immagine e della scrittura ci appare antico, anche se lo è soltanto relativamente, forse perché è naturalmente destinato a veicolare immagini. Immagini di tutti i tipi e nel senso più ampio: dalle miniature medioevali al "packaging" moderno, immagini religiose o laiche, estetizzanti o banali, incise, impresse su emulsioni fotografiche, con inchiostri di ogni sorta, e altrettanto numerosi tipi di scritture, a mano, impresse. Così ogni cosa che trasporti un'immagine viene ridotta all'archetipo della carta, anche ciò che non lo è, dalle pellicole alle pergamene, alle materie plastiche, ai tessuti. Ogni qual volta ci raggiunge un'informazione, il doppio silenzioso di questa informazione, almeno per quelli che hanno vissuto una discreta porzione del secolo scorso, è la carta.
Ci sono carte nobili e carte popolari, carte middle class e carte sottoproletarie, come naturalmente la carta igienica, forse l'unica che non evoca alcunché di sacrale, ma anch'essa destinata ad essere riempita di segni eloquenti, simile al rovescio "basso" di quegli "exultet" medievali che venivano srotolati dagli amboni durante le prediche.
Su ognuna di queste possibilità ha giocato l'arte contemporanea , compresa appunto la carta igienica d'artista da affiancare ai celeberrimi barattoli di Piero Manzoni. Come il tema del libro, che dai tempi del libro imbullonato di Depero ha ispirato agli artisti infinite variazioni, anche la carta ha stimolato fantasie più o meno poetiche. Bisognerebbe riflettere sul fatto che gli artisti che affrontano con maggiore costanza e coerenza il tema del libro, che è una sorta di perno della cultura occidentale soprattutto nella forma della bibbia il libro dei libri, sono spesso gli stessi che si sentono ispirati da tema della carta: suggerisco che tale tema sia in qualche modo il rovescio scatologico di quello del libro. Dopo la carta del libro, della parola, viene lo scarto , ciò che non è più utilizzabile: in alcuni casi si tratta, come nei decollages di Rotella, dei residui di una comunicazione nata già morta, merci che forse sono scomparse dalla nostra memoria prima ancora che le loro pubblicità si fossero degradate. Ma anche se pensiamo alla comunicazione come a qualcosa di nobile, come trasmissione di valori e di senso, il destino del supporto rischia di non essere felice, anche in questo caso è prevista una sorta di trasmutazione alchemica che prevede la distruzione del contenente per salvare il contenuto. I libri di scuola andranno prima o poi gettati via, per quanto siano stati causa di fatiche forse maggiori di ogni altra lettura, o forse proprio per tale eccesso di sofferenze, non sono più tollerabili quando si è imparato qualcosa. Come diceva Hegel riguardo ai giocattoli, l'unico uso intelligente che se ne può fare è romperli.
La nostra civiltà è una civiltà della carta e dell'immagine, dello scarto e dello spirito, e non poteva inventare un gioco raffinato come l'origami giapponese, dove la carta diventa qualcosa d'altro, pura forma artistica, senza annullarsi come materia. I giapponesi permettono alla carta di rinascere a nuova vita dentro un complesso linguaggio di squilibri ed equilibri formali e matematici. Naturalmente alcuni artisti occidentali sanno giocare con la leggerezza della carta, ma in buona parte, sono quelli che hanno imparato la lezione dell'origami, come Josef Albers che per vari anni lo insegnò alla Bauhaus.
Nell'arte del Novecento c'è stato un luogo privilegiato per la carta: il collage, che stranamente nel nome non evoca la carta come materiale, lo fa però nell'accezione meno comune di papier collée. La colla, insieme alle forbici, divenne così compagna della carta in un'avventura tra le più straordinarie dell'arte moderna, quella delle avanguardie del primo Novecento. Ma appunto colla e forbici ci introducono in una tecnica che ben esprime quei tempi, quella del montaggio, che troviamo nella pittura cubista come nello sviluppo del cinema di quegli anni. L'origami, almeno nella sua forma più pura, non prevede l'uso delle forbici ed ignora del tutto la colla, che serve a creare uno sviluppo piano del quadro, anche se accidentato dalle diverse texture. A differenza del collage l'origami non è un montaggio ma l'esplorazione delle possibilità interne di uno spazio che si sviluppa in senso topologico. Picasso e Braque invece fanno entrare la carta nel quadro per i suoi valori formali e tattili, ed anche come riflessione sullo shock visivo prodotto dalla pubblicità moderna utilizzando etichette di vini e cibi e del famoso dado per brodo "kub" che diventa una sorta di simbolo delle loro ricerche: se anche l'alimentazione era diventata cubista, perché non doveva esserlo la pittura?
Con la pop art questo elemento della pubblicità diventerà pervasivo e dal collage si passerà al decollage, dal montaggio alla pura icona della merce senza aggettivi. Anche la carta finirà per perdere quel poco di nobiltà e di aura, che le erano rimaste.

Dimenticavo un altro universo parallelo della carta, quello della cartapesta, un altro mondo solo apparentemente minore, che dal tempo del barocco, ha segnato infiniti eventi storici, con i grandi apparati in cartapesta che Bernini non disdegnava di progettare per le feste romane. Oggi ancora lavorata da artigiani del nostro meridione, più che altro per feste religiose, la cartapesta è anch'essa una reincarnazione della carta, che rinasce però ad una vita effimera, quella di un giorno di festa o di cerimonia, per poi morire per sempre. Non si può scriverne la storia, dai trionfi barocchi in cartapesta dei tempi di Bernini, passando per le feste rivoluzionarie giacobine fino alle sagre paesane ancora celebrate, per il semplice motivo che di tutto questo non è rimasto nulla. Questo mondo della cartapesta è il limbo della produzione artistica, evanescente ed inquietante come ogni limbo.
E forse questa idea del limbo mi può servire per concludere: il limbo della carta ancora non scritta, quello della carta cancellata o abrasa, il limbi della carta macerata per ridarle nuove impossibili vite, e tanti altri limbi, da esplorare.

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