A cura di Valentina Tosoni
Giordano Curreri e Antonio Sorrentino riflettono sul tema della violenza, della carne e del sangue, perfino del cannibalismo, con una leggerezza che nulla toglie alla validità del messaggio, rendendolo al contempo facilmente digeribile.
I lavori si raccolgono sotto la celebre citazione Kubrickiana della parola “redrum”, inquietante lettura al contrario del termine “murder” (assassinio) mutuato dal regista del film “Shining”. Una valida strategia, per edulcorare un messaggio di sangue e di angoscia dietro a un gioco di parole denso di risvolti esoterici e sinistri.
Le opere in mostra – che abbracciano video, scultura, pittura, oggetti ready-made – presentano la stessa doppiezza:
- nella serie dei bavaglini da neonato ricamati a punto croce, l’oggetto più dolce e apparentemente innocuo si scopre in realtà macchiato di sangue, trafitto da proiettili, solcato da cicatrici che hanno visto scontri e delinquenza.
- nella serie di piatti in ceramica che rimandano a un primo sguardo a una serenità famigliare d’altri tempi e quasi stucchevole, ma che nascondono in sé rimandi a alla carne e al massacro del bestiame.
Ma è nel video e nelle fotografie che emerge il tema forte della carne.
Gli artisti hanno documentato con tutta la crudezza propria di questo rituale l’intero processo che porta al macello del bovino, ma di nuovo hanno scelto di rendere la sequenza di immagini quasi giocosa: una scelta che rende leggero il dolore, e contemporaneamente segna l’emergere dell’anima pop dei due artisti.
Inaugurazione mercoledì 1 ottobre dalle ore 19.00
Fino al 24 ottobre 2008
Testo critico di Barbara Meneghel
LittleItalyartgallery
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