mercoledì 18 maggio dalle ore 18:30
aurelio andrighetto
Y PSILON presentazione del libro d'arte "la coincidenza è solubile" con esposizione "animata" di due opere fotografiche di Constantin Brancusi.
Le due fotografie appartenute al gruppo di immagini raccolte dal poeta Ezra Pound per la pubblicazione nella Little Review del 1921 e accostate tra loro in forma di dittico, saranno esposte al pubblico per la sola durata della serata. Una di queste è un oggetto e un documento raro, poiché nel Fondo Brancusi al Mnam (Musée National d'Art Moderne) di Parigi si conserva solo il negativo.
Il libro a tiratura limitata, pubblicato dall'editore Scalpendi di Milano, è una risposta di Paola Mola (curatore della mostra sull'opera fotografica di Brancusi in corso alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia) alle questioni che Aurelio Andrighetto ha posto con l'accostamento fotografico.
Una di queste riguarda la distorsione dello spazio e del tempo provocata da una particolare forma di percezione fotopica della parola che l'autore suggerirà con l'esposizione "animata" progettata per l'occasione.
A partire dalle 18.30 Aurelio Andrighetto guiderà la visita di piccoli gruppi di due-tre persone.
Le due fotografie di Constantin Brancusi appartengono al gruppo di immagini raccolte da Ezra Pound per la pubblicazione nella Little Review del 1921.
Mettendo in successione le due fotografie, in base alla direzione e all’intensità della luce, ho visto che qualcosa iniziava a girare e muoversi tutt’intorno.
Le due immagini si distinguono per una piccola, quasi impercettibile variazione del punto di vista fotografico. Nella storia della fotografia, coppie fotografiche di questo tipo trovano esclusivo impiego nel gioco del vedere attraverso lo stereoscopio. In visione stereoscopica, la variazione del punto di vista aggiunge una ulteriore dimensione a quella fotografica con suggestivi effetti di tridimensionalità, ma non è questo l’effetto ricercato da Brancusi. Nella seconda fotografia, oltre a modificare leggermente il punto di vista, sostituisce una scultura con un’altra: L’Uccello d’Oro con una versione in marmo di Mademoiselle Pogany. Il risultato di questa sostituzione è sorprendente. Con un leggero arretramento del punto di vista fotografico, Brancusi allinea le due Pogany, la prima di marmo e la seconda di bronzo, ottenendo una costruzione speculare che unifica le due fotografie in una sola immagine. L’inversione speculare della Pogany rinforza la percezione della doppia e incrociata prospettiva fotografica in fuga verso destra per il rimpicciolimento dell’Atelier e verso sinistra per la diminuzione delle altezze rispetto alla linea d’orizzonte. L’inversione mette così in moto tutti i piani e l’occhio, costretto a spostarsi continuamente da un piano all’altro di questa ambigua struttura visiva non trova appiglio.
Il dittico è un oggetto destinato alla meditazione visiva su ulteriori dimensioni aggiunte a quelle conosciute e questa potrebbe essere una interpretazione, tutto sommato coerente con la quarta dimensione che negli stessi anni l’amico Marcel Duchamp andava cercando con il “semigiro”. Il dittico potrebbe altresì essere un oggetto destinato alla meditazione visiva sull’assenza di dimensioni, in questo caso Brancusi non avrebbe aggiunto ma tolto passando dalla tridimensionalità della scultura alla bidimensionalità della fotografia e da lì all’unidimensionalità dell’asse contenuto nel piano di simmetria che inverte specularmente la Pogany. Questo Asse o Pilastro che Brancusi ha dimensionato fotograficamente dopo averlo dimensionato plasticamente con l’acciaio della Colonna senza fine e il gesso della Colonna del bacio, punta idealmente verso la stella Polare, verso un punto di luce e il punto non ha dimensione. Nel punto senza dimensione sono altresì contenute tutte le possibili dimensioni. L’origine e la fine qui coincidono annullando il tempo che separa il primo scatto fotografico dal secondo. Nel dittico, dominato dalla conturbante e ambigua bellezza delle simmetrie che si rompono formando altre simmetrie, dal misterioso ordine dei cristalli che hanno assistito all’origine, si avverte il moto della Terra intorno al suo Asse e il pulsare di una stella lontana.
Il libro è una risposta di Paola Mola alle questioni che ho posto con l’accostamento fotografico.
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