Il bello oltre lo stile si tiene a Genova a bordo del veliero Varuna e del rimorchiatore Catriel nell’area del Porto Antico.
L’evento vuole coniugare ciò che è bello al di là di qualsiasi distinzione: la presentazione della collezione di occhiali Arte di Zanotti Fragonara è occasione di una raffinata mostra con artisti di arte contemporanea e di una degustazione di vini della prestigiosa azienda La Giustiniana (Gavi – Italy).
Il veliero storico, Varuna, e il rimorchiatore Catriel, completamente ristrutturato, ospiteranno le tre giornate dedicate al bello.
La collezione Arte di Zanotti Fragonara è nata dall’idea di far diventare logo e simbolo, un particolare, un’icona, un gesto di grandi artisti di arte contemporanea. Gli occhiali così si trasformano da oggetti in opere d’arte.
Piero Manzoni, su insegnamento duschampiano, sosteneva che è sufficiente il tocco dell’artista a trasformare l’oggetto in opera d’arte, e Zanotti Fragonara ha preso il suggerimento alla lettera. Ma questa volta il tocco è qualcosa di più, un vero e proprio segno permanente che l’artista ha scelto ed estrapolato dal suo fare per cederlo all’oggetto.
Dunque vestire l’arte, indossando il bello.
La mostra presenta opere di Corrado Bonomi, Giorgio Laveri, Vincenzo Marsiglia, Aldo Mondino, Bruno Munari e Mario Reggiani, artisti appunto che hanno elaborato una simbologia ormai diventata icona.
Durante l’evento si brinderà con il Gavi dell’azienda La Giustiniana.
Si ringraziano l’azienda vinicola La Giustiniana – Gavi (AL), Hoya super vision– Garbagnate Milanese (MI), il dott. Luigi Donna, l’azienda il Mongetto – Vignale Monferrato (AL), Valente arte contemporanea – Finale Ligure (SV).
Il bello_oltre_lo stile
Collezione Arte
Zanotti Fragonara presenta una nuova ed esclusiva collezione di occhiali dedicati all’arte. L’idea nasce dalla volontà di collaborare con artisti di arte contemporanea emergenti, utilizzando le loro opere ed i loro elementi distintivi per inserirli e trasformarli in occhiali da indossare. Ogni occhiale diventa così una vera opera d’arte da portare “in vista”. Un concetto nuovo ed unico nel suo genere che vuole avvicinare l’arte alla portata di tutti ma soprattutto desidera allargarne lo spettro
e provare a vederla come mezzo per nuove applicazioni.
La prima linea “Arte” nasce dalla collaborazione con l’artista Vincenzo Marsiglia, le cui opere ruotano attorno ad un dato visivo di immediata riconoscibilità, elemento fondamentale del linguaggio astratto, con una stella a quattro punte che assume la funzione di un vero e proprio
logo. Ed è proprio questa stella riprodotta su tessuto in diverse colorazioni che diventa elemento caratterizzante di tre modelli diversi di occhiale da portare.
Il progetto estetico di Vincenzo Marsiglia dimostra come il linguaggio dell’astrazione, asse portante della contemporaneità, sia in grado di rinnovarsi e di tornare di attualità nella scena italiana di questo primo scorcio del XXI secolo.
Egli infatti si sbizzarrisce grazie al suo logo in operazioni in cui il ritmo geometrico si sposa alla fantasia dell’ideazione, dando vita a composizioni in tecnica mista dove l’acrilico si abbina a tessuti,
feltri, pailettes, ceramiche, con un risultato in cui il rigore e la coerenza di stile si coniugano ad un impatto visivo spesso sfarzoso, che evidenzia la capacità dell’artista di gettare uno sguardo lucido
ed ironico sulla realtà.
Il risultato sono occhiali di diverse colorazioni, uno diverso dall’altro, che acquistano luci, colorazioni ed effetti speciali al cambiare della luce.
Un risultato che non potrà passare inosservato!
Zanotti Fragonara produce anche la linea Gold in oro 18 carati e pietre preziose e la linea Horn in
corno di bufalo d’acqua.
Corrado Bonomi
È nato a Novara nel 1956. Terminati gli studi artistici si dedica alla propria formazione culturale e professionale fino al 1982, anno della sua prima esposizione. Da allora, partecipando a molte mostre, elabora un proprio linguaggio. Del 1995 la sua partecipazione al gruppo “Concettualismo Ironico Italiano” formatosi intorno alla galleria Falzone di Mannheim. Nel 1998 esegue un’opera per il Museo di Scultura Contemporanea di Tortoli.
Parallelamente all’attività artistica dagli anni ’90 ha inizio la sua esperienza di insegnamento, dal 1995 collabora come operatore culturale con il Dipartimento Educazione del Museo d’arte contemporanea del Castello di Rivoli, per il quale ha realizzato diversi progetti, alcuni dei quali sono nella mostra didattica-personale del 1999, ospitata dall’associazione culturale “La casa della tigre” di Torino.
Dal 1997 collabora attivamente con il Museo “Erre Come” di Torino con il quale ha pubblicato recentemente un manuale-catalogo “Animali e fiori nascono da...”un percorso didattico - creativo al riutilizzo alternativo dei materiali di scarto.
Per l’anno scolastico 2000-2001 ha tenuto un corso presso la scuola di Arte e Design “Futurarium” di Milano, diretta da A.Guerriero.
Nel 2003 è stato invitato a partecipare alla mostra-concorso della Fondazione VAF presso il Palazzo delle esposizioni della Mathildedenhòle di Darmstadt. Tra le mostre collettive ricordiamo “Una babele post-moderna” a cura di E. Di Mauro, Parma 2002.
“Kids are us” a cura di M. Sciaccaluga - galleria Civica Trento nel 2003.
Tra le personali “Spielzeeugweit” – galleria Falzone di Mannheim e “Castelli in aria” galleria Peccolo di Livorno nel 2003.
(da
www.corradobonomi.com)
Giorgio Laveri
È nato a Savona. Ha maturato esperienze artistiche dedicandosi professionalmente dai prima anni ’70 alla cinematografia e al teatro. Parallelamente ha portato avanti un ciclo di ricerca pittorica su tela e ceramica, tesa a sviluppare correlazioni tra le differenti discipline artistiche. Dopo le prime mostre personali, Genova 1973, nascono le mostre “a soggetto”, proposte di espressione artistica che perfezionano e completano gli allestimenti teatrali e cinematografici presentati con notevole frequenza nel periodo 1973-1983. Nel 1986 nasce cineceramica – fotogrammi fissati sull’argilla e oggetti riproducenti grandi miti della celluloide – mostra itinerante che tocca molte città italiane: Festival della Titanus (Isole Eolie), galleria del Duomo, a cura del Comune di Milano in occasione della premiazione del film della rassegna d’arte cinematografica di Venezia, Palazzo di Santa Maria di Colonna (Trani).
Nel 1990 perfeziona il suo ciclo di ricerca con le prime rappresentazioni teatrali di ceramica – luce – movimento e nel 1991 con una nuova
sperimentazione, presentata in anteprima nazionale al Festival di Borgio Verezzi, porta in tournèe una mostra di grandi opere in ceramica legate allo spettacolo rappresentato.
Nel frattempo partecipa a numerosi allestimenti, tra cui: Museo Giardino Pacetti (Albisola Superiore), Arte Fiera (Bologna), Unione Banche Svizzere (Lugano).
Nel 1996 fonda, in collaborazione con il dipartimento Salute Mentale di Genova, “Il giardino del mago”, gruppo con il quale da vita a una serie
nutritissima di lavori sperimentali in Italia e in Francia. Negli ultimi anni ha legato la sua attività ad eventi promossi da Enti pubblici e a
manifestazioni in Italia e all’estero curate da spazi privati.
(da
www.giorgiolaveri.com)
Vincenzo Marsiglia
(Belvedere Marittimo 1972 – vive e lavora ad Alassio). Maestro d’arte, poi diplomato all’Accademia di Brera.
Il suo approccio con l’arte è rigoroso, geometrico e minimalista, non allude mai alla figurazione.
Componente costante del suo lavoro è il tentativo di domare i contrasti e stabilire un equilibrio tra forma e colore. In una continua ricerca di nuovi materiali è passato dall’acrilico al feltro, dai tessuti glitterati alle paillettes, contemplando la possibilità di usare “qualsiasi cosa” purché abbia una capacità espressiva. Anche nei quadri cerca di ottenere una forte profondità, realizzata attraverso la creazione di più piani otticamente possibili grazie alla luce.
Dalla rotazione su se stesse di due bande parallele che erano il suo primo simbolo, con gli anni ha creato una nuova forma modulare, un logo “stellato”, oggi elemento costante in tutti i suoi lavori.
Collabora continuativamente con prestigiose gallerie tre le quali Rotta – Farinelli (Genova), Valente artecontemporanea (Finale Ligure), Cavenaghi (Milano).
Presente da numerose edizioni a: Arte Fiera, Miart, Kunstart, Artissima, Expo Arte.
Nel 2002 ha realizzato l’affresco murale per il Museo d’Arte Contemporanea M.A.C.A.M. di Maglione (TO).
Ha partecipato a innumerevoli mostre in Italia e all’estero. Tra le personali si ricorda in particolare nel 2003 “Il paradosso astratto” a cura di Luca Beatrice presso la Casa del Console Museo d’arte contemporanea a Calice Ligure (SV), tra le collettive “Pittura italiana aniconica (1968-2007) percorsi tra arte e critica in Italia” a cura di Claudio Cerritelli – Casa del Mantenga Mantova (2008), “Profilo d’Arte 2007” Progetto Banca Profilo – Museo della Permanente Milano e “FIL BLANC” – a cura di Giorgio Bonomi, Fondazione Zappettini Milano (2006).
Aldo Mondino
(Torino 1938 – Torino 2005). Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta per due anni l'Atelier 17 di William Heyter. Studia mosaico con Severini. In questi anni, viene in contatto con giovani pittori surrealisti - esperienza che lascerà le tracce nelle opere ludiche degli anni Sessanta. Nel 1960, torna in Italia, a Torino, per il servizio militare. L'incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, si rivela fondamentale.
Proprio da lui, infatti, allestisce la prima mostra personale.
I quadri, sono aperte citazioni di pittori, da Casorati a Dine, con riferimenti al mondo pop, alla segnaletica stradale e all'universo infantile (Donna con le uova di Casorati, 1964). Nel 1964, tiene una personale alla Galleria La Salita. Nel 1969, all'Arco d'Alibert a Roma, presenta Ittiometro. Da questo momento in poi, comincia ad utilizzare scritte, parole e a sperimentare materiali inusuali, come lo zucchero (Rosa di zucchero, 1972). Nel 1970, nasce la serie dei King. Partendo da un fantoccio del tutto somigliante al pittore, Mondino lo ritrae disposto come su un quadrante di un orologio.
Un'operazione del tutto concettuale, legata alla magia della scansione del tempo. Questo sarà ricordato dall'artista, come il primo incontro con se stesso e con la pittura.
Nel 1976, partecipa alla XXXVIII Biennale di Venezia, in cui si impegna in un parallelismo filologico tra la sua arte e la composizione di Schonberg.
Nel 1983, allo Studio De Ambrogi di Milano, allestisce una mostra sul tema degli Angeli. Marco Menguzzo lo invita, nel 1988, a partecipare alla manifestazione Verso l'arte povera, al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano.
A Partire dagli anni Novanta, il suo interesse si focalizza su temi orientaleggianti. Alla Galleria Sperone di Roma, realizza nel 1990, una mostra con opere in cioccolata e zucchero. Compie un viaggio in Marocco, Palestina, Turchia. Nel 1993, alla Biennale veneziana, espone una serie di quadri di grandi dimensioni, rappresentanti i Dervisci nell'atto di danzare. In questi anni, l'oriente, coi suoi volti e i suoi colori, sarà l'elemento dominante della sua poetica ( Schekitah, 1994; La siesta, 1997). Nel 1996, Alessandro Bagnai organizza a Siena una mostra, in cui espone opere sul tema della Corrida e del Palio. La passione nel realizzare lavori tridimensionali, lo porta ad utilizzare materiali particolari, come la cioccolata (Scultura un corno).
Caratteristica comune alle due mostre intitolate The Bizantine World di Milano (Galleria Milleventi) e di Roma ( Galleria Lo Sperone) del 1999, è infatti l'utilizzo esclusivo di cioccolatini.
Nel 2000, compie il primo viaggio in India e realizza la mostra dal titolo Flovers, alla Birla Accademy di Calcutta. Seguiranno mostre in innumerevoli gallerie tra cui: Marconi, Astuni, Susanna Orlando, Santo Ficara, Carlina, Ermanno Tedeschi, PoleshiArte. Nel novembre 2003 ha luogo a Ravenna (Loggetta lombardesca) la mostra antologica Aldologica nella quale si rivedono per la prima volta insieme i lavori degli ultimi quarant’anni. Aldo Mondino muore a Torino a causa di un infarto il 10 marzo 2005. Nel 2007 il Museo di Arte Moderna di Bologna allestisce presso la sua sede di Villa delle Rose la prima antologica dedicata all'artista dopo la sua scomparsa. La mostra si intitolava “Mondo Mondino”.
(da
www.it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Mondino)
Bruno Munari
(Milano 1907 – Milano 1998) è stato un artista e designer italiano.
È stato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi
dell'espressività visiva (pittura, scultura, cinematografia, design industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del gioco, dell'infanzia e della creatività. Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano. Assieme allo spaziale Lucio Fontana, Bruno Munari il perfettissimo domina la scena milanese degli anni cinquanta - sessanta; sono gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra. Munari partecipa giovanissimo al movimento futurista, dal quale si distacca con senso di levità ed umorismo, inventando le
macchine aeree (1930) e le macchine inutili (1933). Verso la fine degli anni ‘40 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) che funge da catalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. È considerato uno dei principali protagonisti dell’arte programmata e cinetica, ma sfugge per la molteplicità delle sue attività e per la sua grande ed intensa creatività ad ogni definizione, ad ogni catalogazione.
(da
www.it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Munari)
Mauro Reggiani
(Nonantola 1897 – Milano 1980) è stato un pittore italiano.
Subito dopo la prima guerra mondiale si lega in amicizia con i pittori Carlo Dalmazzo Carrà, Achille Funi e Pietro Marussig. A Parigi, dove si reca nel 1926 e nel 1930, conosce Vassilij Kandinsky, Alberto Magnelli, Jean Arp e Max Ernst.
Partecipa alla prima mostra dell'astrattismo italiano organizzata nel 1934 alla Galleria del Milione a Milano. È tra i firmatari del primo manifesto dell'Astrattismo e fautore appassionato di nuove aperture dell'arte e di nuovi rapporti più coerenti con la cultura straniera di avanguardia.
A Torino, nel 1935, espone nella galleria di Casorati e di Paulucci. Partecipa alle maggiori rassegne nazionali ed estere fino alla forzata parentesi di inattività a causa del secondo conflitto bellico. A guerra finita ritorna a Milano ed espone con il gruppo di Gillo Dorfles, Bruno Munari, Mario Radice, Manlio Rho e Atanasio Soldati.
Nel 1960 partecipa alla Mostra storica dell'Astrattismo Construction and Geometry in Painting tenutasi a New York. Viene premiato alla Biennale di Venezia e quindi, nel 1965, vince il primo premio della Quadriennale d'Arte di Roma.
Reggiani è una delle figure più significative di un momento ben preciso della cultura italiana, quando ebbero origine quelle aspirazioni e quelle
tendenze di rinnovamento che misero in agitazione la cultura italiana imbrigliata dal pesante giogo del momento storico.
(da
www.it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Reggiani
Inaugurazione 25 aprile 2008 ore 11.00
Dal 25 aprile al 27 aprile 2008
Veliero Veruna e rimorchiatore Catriel, Porto Antico - Genova
Come arrivare
Area Porto Antico - Magazzino Del Cotone - GENOVA
Come arrivare
Uscita autostradale
Barriera Genova - Ovest
prendere la sopraelevata ed uscire in p.za Cavour (Porto Antico)
All’interno del Porto Antico seguire indicazioni Magazzini del Cotone.
La zona è servita di parcheggi.
Uscita autostradale
Genova - Nervi
C.so Europa, via Gastaldi, via Tolemaide, svolta sx per v.le Brigate
giunti sul lungomare prendere la sopraelevata ed uscire p.za Cavour (Porto Antico)
Ufficio Stampa
villaggiodellacomunicazione
Traversa dei Ceramisti 8r
17012 Albissola Marina (SV)
Cinzia Compalati
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