Candida Hofer / Dettaglio evento





Candida Höfer fotografa l’opera di Carlo Scarpa

Dal lunedì 28 novembre 2005
al domenica 08 gennaio 2006

Orari:
dalle 10.00 alle 18.00. Il venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.00. Chiuso il lunedì
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Comunicato stampa evento: Candida Höfer fotografa l’opera di Carlo Scarpa

Nell’ambito delle tradizionali giornate dedicate all’opera di Carlo Scarpa e alla sua conservazione, che si svolgono in Fondazione Querini Stampalia ogni anno il 28 novembre, a ricordo della scomparsa del grande architetto, è stata invitata la nota artista Candida Höfer, ad esporre per la prima volta in Italia il suo lavoro fotografico sull’architettura di Carlo Scarpa.

Il progetto, a cura di Chiara Bertola, ha ottenuto il patrocinio del GoetheInstitut Mailand.


La mostra di Candida Höfer sembra essere perfettamente in sintonia con lo spirito che negli ultimi anni ha caratterizzato la linea progettuale della Fondazione: invitare gli artisti più significativi sulla scena nazionale ed internazionale a confrontarsi con gli spazi “storici” della Querini Stampalia – la casa museo e l’area Scarpa. Tutto questo nella convinzione che gli artisti, con la loro sensibilità e la loro capacità di uno sguardo altro sulle cose, siano in grado di approdare ad una visione inedita della realtà già conosciuta.
L’area restaurata da Carlo Scarpa alla Fondazione è già di per sè un’opera d’arte di altissimo livello, densa di dettagli e di raffinatissimi materiali, con la quale un artista può confrontarsi offrendone prospettive diverse che altrimenti rischieremmo di perdere. Dopo Margherita Andreu, fotografa catalana che ha esposto i suoi lavori lo scorso anno con la mostra Entrambi luoghi, ora è la volta dello sguardo di Candida Höfer.
L‘artista tedesca, che vive e lavora a Colonia, fin dagli anni Settanta ha scelto come soggetto delle sue opere fotografiche gli spazi e i luoghi, più concretamente spazi pubblici e interni. Sono quasi sempre immagini di luoghi culturali e istituzionali: biblioteche, musei, università, ma anche anonime sale d’aspetto, banche, … luoghi impersonali e freddi di cui Candida Höfer rappresenta le architetture senza eliminarne la storia e conservandone l’aura del contesto temporale e culturale in cui sono nate.
E’ in questo modo e con questo sguardo che l’artista coglie gli spazi della Fondazione Querini, nel momento stesso in cui sono predisposti ad accogliere gente e un attimo prima di essere riempiti da un’abituale quotidianità e frequentazione.
“Architettura di assenze” è il titolo di una sua monografia e in molti hanno sottolineato questo aspetto di attesa e di vuoto che si avverte nei suoi scatti. Luoghi sempre deserti come palcoscenici in attesa degli attori, luminosi e tirati a lucido; le inquadrature sono sobrie, naturali e volutamente banali, capaci di mantenere sempre lo sguardo di chi entra per la prima volta in quello spazio.
La Höfer tende a non alterare mai le luci proprie del luogo in cui si trova, siano esse naturali o artificiali.
Nelle sue inquadrature spicca la totale assenza della figura umana, ma più che un’assenza è una “non presenza”. I luoghi sembrano sospesi in un’attesa, pronti ad accogliere l’uomo, il reale attore di quegli spazi, il proprietario di quelle stanze, il fruitore di quei musei, il lettore di quei libri. Prova ne sono gli strumenti di lavoro, gli arredi, gli oggetti, l’ordine o il disordine…Quasi un catalogo etnografico sull’uso degli spazi culturali, una riflessione su come lo spazio pubblico dell’uomo serva a rappresentarlo e fino a che livello sia importante per lui.
Saranno esposte in mostra anche le fotografie che l’artista ha scattato al Cimitero Brion, realizzato da Carlo Scarpa a San Vito d’Altivole, nei pressi di Treviso, dove lo stesso architetto è sepolto.

La realizzazione di questo progetto è stata possibile anche grazie al supporto tecnico di Michele Tosetto s.r.l.


Breve biografia dell’artista

Candida Höfer, nata nel 1944 a Eberswalde nei pressi di Berlino, vive e lavora a Colonia.
Dal 1973 al 1982 frequenta l’Accademia d’Arte di Düsseldorf.
Con Thomas Ruff, Thomas Struth, Andreas Gursky è tra I più famosi allievi di Becher e fa parte di quell ache ormai è internazionalmente nota come “Scuola di Düsseldorf”.
Dopo un’importante presenza a Documenta XI di Kassel nel 2002, ha rappresentato la Germania alla 50. Esposizione Internazionale d’arte de La Biennale di Venezia nel 2003.



L’inaugurazione avverrà lunedì 28 novembre alle 18.30.
Dal 29 novembre 2005 all’8 gennaio 2006

Ingresso: intero 6 €, ridotto 4 €



Fondazione Querini Stampalia
Campo Santa Maria Formosa
Castello 5252 Venezia