Carlo Bernardini

Carlo Bernardini
Nato a: Viterbo Italia

Carlo Bernardini / Dettaglio evento

Nato a: Viterbo Italia

Carlo Bernardini, Trasformazione dello Spazio

Galleria Teknè

Sede Via Due Torri 36/38, Potenza 85100
Altre informazioni Tel +39 0971 34142 | info@galleriatekne.it | http://www.galleriatekne.it/

Data di apertura sabato 19 gennaio 2008
Data di chiusura venerdì 29 febbraio 2008

Orari:
Orari d’apertura: il lunedì dalle ore 17.00 alle ore 20.30
Dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.30 e dalle ore 17.00 alle ore 20.30
Domenica su appuntamento. Ingresso: libero
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Comunicato della mostra : Carlo Bernardini, Trasformazione dello Spazio

Inaugurazione: sabato 19 gennaio 2008 alle ore 19.30

Catalogo ed. Galleria Teknè: testo di Silvia Pegoraro



Si apre il 19 Gennaio 2008 presso la Galleria Teknè a Potenza la mostra personale di Carlo Bernardini dal titolo “Trasformazione dello Spazio” recentemente tenutasi a Matera, nei locali del Complesso Le Monacelle. Il linguaggio di Carlo Bernardini tendendo a modificare la struttura dell’ambiente e la percezione visiva dell’osservatore, spazia tra installazioni ambientali e sculture realizzate con fibre ottiche, acciaio inox, superfici elettro-luminescenti e light boxes.
Nel testo in catalogo “la luce come spazio del possibile” Silvia Pegoraro scrive: “il lavoro di Bernardini costruisce uno stimolante e problematico equilibrio tra l’idea classica di scultura e il movimento grafico della luce - bianca e rettilinea - che disegna le sue strutture.
Linee di materia riflettente e linee di energia luminosa danno vita a ritmi spaziali con possibilità di variazioni illimitate: architetture di luce impalpabili ma visualmente incisive, virtuali e nello stesso tempo imperativamente presenti, portatrici di un senso antico del rigore classico e insieme di uno slancio curioso e stupito verso la scoperta del “nuovo” . Lavori essenziali, strutturalmente rigorosi, eppure profondamente evocativi e poetici. Grafemi di acciaio lucente e nitide scie di luce ci raccontano le vicende di una “scultura” fatta di slanci ascensionali e di dinamismi obliqui, di sospensioni, di pause quasi musicali . Forme che accendono d’infinite vibrazioni il silenzio del vuoto, svettano e s’impennano, puntando sempre oltre. Strumenti di tensione verso l’ignoto, verso l’inconoscibile, esili presenze capaci di trascinare nella loro sete d’infinito quanto più spazio possibile . Armi acuminate e antenne in grado di captare energie fisiche e mentali…
Lo scultore è un manipolatore di realtà spaziali : manipola la materia, lo spazio che la contiene e al quale, d’altra parte, essa stessa concede di esistere. La forma è sempre il frutto di una lotta accesa tra lo spazio empirico e lo spazio mentale dell’artista.
Quello del rapporto con lo spazio circostante, con il luogo, soprattutto con lo spazio architettonico (interno o esterno), è uno dei punti cardine della poetica di Carlo Bernardini, tanto che ogni sua opera deve essere considerata opera-ambiente. Bernardini affonda le sue lame di luce nella materia e nella forma delle architetture con cui interagiscono le sue sculture-installazioni, dando luogo ad un evento illimitato che trasforma l’intera immagine dello spazio reale. Il mondo ci ri-appare allora come forma tagliata nello spazio e proposizione di un’alternanza ritmica che ferisce la continuità lineare e planare del mondo che conoscevamo. In qualche modo, il buio da cui emergono le sue strutture di luce fa nascere in noi una nuova possibilità di vedere.
Bernardini usa il linguaggio di un’elegante e penetrante geometria non euclidea per inabissarsi nel linguaggio dell’emozione poetica : stringe i nodi di un sottile gioco di equilibri precari e magnetismi, un gioco a cui è sottesa una concezione dell’energia come respiro dell’apparenza fragile e leggera delle forme, ma capace di esistere come valore persistente e aggregante delle componenti spaziali. Nel vibrato inquieto delle linee e nell’inattaccabile nitore dei vuoti, lo spazio riceve la sottile, insinuante e irreversibile ferita di queste forme di luce: dovrà sconfessare le sue abituali proporzioni e accettare di specchiarsi in una nuova immagine di sé, enigmatica, fascinosamente irrisolta.
L’artista trasmuta la tradizionale consistenza materica degli oggetti scultorei in essenza fragile di apparizione. Gestisce magicamente il gioco dell’opera facendo apparire nell’opera solo dei phantasmata : esilità e trasparenze, verticalismi e sospensioni.
Ri-narrato, lo spazio diviene un micro-teatro del mondo che custodisce l’utopia dello sguardo e consente al possibile e al nascosto di sopravvivere.
L’architettura reale, teatro di tutto ciò, si fa architettura possibile: l’architettura possibile abita l’architettura reale come il suo doppio fantastico e fantasmatico. L’architettura reale, insidiata da forme tanto impalpabili quanto sovvertitrici, diviene nicchia di inesauribili spazi possibili”.


Carlo Bernardini è nato a Viterbo nel 1966. Si è diplomato nel 1987 all'Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1997 ha pubblicato il saggio teorico sulla "Divisione dell'unità visiva" edito da Stampa Alternativa. Ha vinto per 2 volte nel 2000 e nel 2005 il premio Overseas Grantee della Pollock Krasner Foundation di New York e, nel 2002, il premio Targetti Art Light Collection White Sculpture. Ha realizzato nel 2003 le sculture in acciaio inox e fibre ottiche a Roma in Piazza del Campidoglio per il Semestre di presidenza italiana nell’UE, e grandi installazioni ambientali in fibre ottiche in esterno come a Reggio Emilia ai Chiostri di S. Domenico in occasione della mostra 2000 Anni Luce, a Padova al Palazzo della Ragione per Accordi di Luce e ad Ancona in Piazza Cavour per Luci di Ancona. Le sue mostre personali recenti sono state nel 2007 Event Horizon Swing Space, LMCC, New York; 2006 Light Sculptures Galleria Milly Pozzi Arte contemporanea, Como; 2005, Galleria Les Chances de l’Art, Bolzano; Il Sole Arte Contemporanea, Roma; Catalizzatori di Luce Velan Centro Arte Contemporanea, Torino; 2004, Espaço permeável, Museo Passo Imperiale, Rio De Janeiro; Galleria Milano, Milano; Galleria Bruna Soletti, Milano; Galleria Spazia, Bologna; 2003 Galleria del Naviglio, Milano; Galleria Spaziotemporaneo, Milano; 2002 Sculpture Space, Utica, New York; 2001 Spazio Permeabile Galleria Fioretto, Padova; nel 2000, Galleria L'Isola, Trento; nel 1999 Galleria Spaziotemporaneo, Milano; Divisione dell’unità visiva Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Università "La Sapienza" Roma; Light Galeria Arsenal, Bialystok (Poland). Fra le principali mostre collettive si ricordano: 2006 “Filophilo”, Comune di Montrouge, Parigi; Sculpture Now, “Sculpture in the Public Arena 2005/06”, Main Street, Great Barrington, (Massachusetts USA); 2005 “FiloLuce” Museo della Permanente, Milano; 2004 Barbara Behan Gallery, Londra; 2003 “Targetti Art Light Collection” Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle, Varsavia, Chelsea Art Museum, New York; XIV Quadriennale Nazionale d’Arte, Palazzo Reale, Napoli; 2002 “Light Accords-East of West” Nacional Gallery of Contemporary Art, Bangkok; XX Triennale di Milano, “Le città In/visibili”, Palazzo della Triennale, Milano; 1999 "Translacje" Collection De La Fin Du Siecle, Piotrkow Trybunalsky (Poland); "Glimmers" Inner Spaces Multimedia, Poznan (Poland); “InPressione” Bovisa, Officine del gas AEM, Milano; 1998 "Nuove Contaminazioni" Galleria d'Arte Moderna, Udine; 1997 "Arte a Roma" Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma; 1996 XII Quadriennale di Roma, Italia ‘50 – ‘90 "Ultime Generazioni" Palazzo delle Esposizioni, Roma; 1992 "Giovani Artisti a Roma 4" Palazzo delle Esposizioni, Roma.



Galleria: T E K N E’ arte contemporanea
Via Due Torri, 36 / 38 85100 Potenza [ITALY]
tel. e fax +39 0971.34142
www.galleriatekne.it
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