Carlo Maria Mariani / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: In pubblico. Azioni e idee degli anni Settanta in Italia

a cura di

Matteo Fochessati, Mario Piazza, Sandra Solimano

Memoria emozionale di larga parte di una generazione, gli anni Settanta sembrano aver trovato la loro sintesi storica quasi esclusivamente negli atti processuali e nelle sentenze che chiudono la lugubre stagione del terrore. Paradossalmente come la

“geometrica potenza” delle armi e la logica di morte avevano ridotto al silenzio le voci di una contraddittoria, ma straordinaria, epoca di partecipazione politica e civile, così il ricordo pubblico di un intero decennio sembra essersi coagulato soprattutto attraverso

le biografie, i diari e i racconti di chi scelse contemporaneamente la clandestinità e la fine della politica. Eppure gli anni Settanta sono anche molto altro. Alla grande ondata della contestazione operaia e studentesca della fine degli anni Sessanta ha fatto seguito un ciclo di riforme che ha mutato il volto del paese. Dalla legge sul divorzio allo statuto dei lavoratori, dal riconoscimento dell’obiezione di coscienza all’avvio del servizio sanitario nazionale e dei decreti delegati della scuola. Si riconosce il diritto di

voto ai diciottenni e, finalmente, con la riforma del diritto di famiglia del 1975, la parità tra uomo e donna. E poi ancora: la legge Basaglia e la 194 sull’ interruzione volontaria di gravidanza nel 1978. Insomma, in un clima di generale messa in discussione dei

modelli autoritari e delle gerarchie sociali tradizionali prende forma un nuovo sistema di diritti individuali e collettivi. Maturano istanze del tutto inedite di socialità e di libertà. L’aspirazione consapevole alla rottura delle convenzioni si intreccia spesso con

il recupero di rigidità ideologiche che producono noiosi e ambigui conformismi. Ma su questo pochi riflettono nell’ambito della generazione. Contano di più la modifica degli stili di vita, la scoperta della sessualità non legata alla procreazione o al

matrimonio, l’ottimismo per il futuro, il richiamo utopico e ingenuo a una dimensione alternativa dell’esistenza. Anche per questo appare comunque riduttivo consegnare tutta la “ricchezza e la povertà” degli anni Settanta alla cupa dimensione degli “anni di piombo”. Di fatto sul parziale oblio di quel decennio lontanissimo e insieme vicinissimo è possibile leggere anche la incapacità di una

generazione a fare i conti con un’età della propria vita, a confrontarsi non tanto, o soltanto, con un sentimento di illusione o di sconfitta o con una rivoluzione mancata ma con i processi di modernizzazione che hanno attraversato questo

paese. La generazione che si era messa in pubblico e che al pubblico aveva consegnato anche il proprio privato preferisce quasi la nostalgia alla storia.

La mostra si propone di cogliere, attraverso le suggestioni delle arti figurative, della fotografia, del design, della grafica e del cinema, lo spirito di un decennio complesso e contraddittorio. All’interno di tale situazione si manifestò, generalmente, nell’Italia di quegli anni una grande vivacità nel campo delle arti visive: da un lato vi fu una

totale adesione al fronte ideologico che si espresse attraverso l’uscita “pubblica” dai consueti circuiti espositivi e dalle convenzionali norme estetiche, dall’altro,

cominciò ad emergere un innovativo approccio al fare artistico che, in sintonia con la crescente riscoperta del privato, determinò una fuga verso le dimensioni dell’immaginario, della mitologia e delle radici culturali, in una pratica della citazione che sarà definita “differenziata”.

Inaugurazione giovedì 29 marzo 2007 ore 18

30 marzo - 2 settembre 2007

Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce
Via J. Ruffini 3
Genova
Tel. 010 580069 - 010 585772
Fax 010 532482
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