“MADE IN BRASIL – Tre decenni di video in Brasile”
a cura di Arlindo Machado e Instituto Itau Cultural
che avrá luogo Giovedì 31 Marzo alle ore 18.00
presso l’Auditorium del Centro Studi Brasiliani
Interventi di
Ministro Raul De Taunay (Ambasciata del Brasile a Roma)
Irma Arestizabal (Segretario Culturale Istituto Italo-Latino Americano e commissario/curatore del Padiglione America Latina 51. Biennale di Venezia) Simonetta Lux (Direttrice del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea all’Università La Sapienza e docente di Arte Contemporanea)
César Meneghetti (artista e filmmaker che opera tra Brasile e Italia, uno degli artisti inclusi nella rassegna MADE IN BRASIL).
Per la prima volta in Europa la rassegna MADE IN BRASIL – TRE DECENNI DI VIDEO IN BRASILE. La mostra antologica ha riunito i più rappresentativi artisti, autori, cineasti e videoartisti brasiliani degli ultimi 30 anni in un unico evento curato da Arlindo Machado, e prodotto dall’Istituto Itaú Cultural São Paulo e dal Ministero della Cultura. L’evento ha esordito nell’agosto 2003, data quest’ultima prescelta tenendo in considerazione come avvenimento iniziale la prima registrazione in video che si è mantenuta ed è ancora proiettabile, il video M 3x3. Ideato dalla ballerina Analívia Cordeiro e registrato dalla TV Cultura (SP) nel 1973, il video presenta una coreografia programmata per la cinepresa ed è incluso in “Made in Brasil”. Il titolo della programmazione rende omaggio a uno dei personaggi precursori in questo tipo di media, Letícia Parente, che nel suo video “Marca Registrada” (Rio de Janeiro, 10 min., 1974-75), con ago e filo si ricama sulla suola del piede la frase Made in Brasil. La mostra itinerante è stata proiettata nelle principali capitali del Brasile e dell’America del Sud. La mostra completa (10 programmi video di circa 90 minuti ciascuno) sarà visibile in proiezioni quotidiane nell’Auditorium del CEB (Centro de Estudos Brasileiros) dal 4 al 19 aprile, dal lunedí al venerdí alle ore 19.00.
Fra i registi inclusi nella mostra, si segnalano artisti plastici, videoartisti e registi come José Roberto Aguilar, Paulo Bruscky e Rosângela Rennó; Tadeu Jungle, César Meneghetti e Adriana Varella; Fernando Meirelles, Glauber Rocha e Andréa Tonacci; Guel Arraes e Marcelo Masagão.
In mostra
MONTAGE N.1-8 dell’artista e cineasta César Meneghetti
“Montage”, che è stata incluso nel MADE IN BRASIL – PROGRAMMA 2, è una serie di video sperimentali che, attraverso le potenzialità della terza fase fondamentale dell’elaborazione filmica, esplorano realtà di frontiera, lungo un tragitto multiculturale, tra Brasile ed Europa, tra Nord e Sud del mondo.
Le proiezioni
A cura di Arlindo Machado, la mostra “Made in Brasil” è costituita da dieci programmi tematici in cui si raggruppano video con le piú diverse e ampie caratteristiche. Sono rappresentate opere di videoartisti e artisti plastici, di cineasti che hanno trovato nel video un sistema più rapido ed economico di divulgare idee brevi e di emittenti televisive, per mezzo di produzioni che hanno raggiunto livelli di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo.
I programmi sono:
1 – Il corpo e la cinepresa
Il dispositivo piú basilare del video brasiliano è il confronto della cinepresa con il corpo del regista. Questo ricorso minimo permette all’artista di concentrare tutto lo sforzo creativo del proprio operato sulla cinepresa, creando videoperformances originali.
2 - La Verità 30 volte al secondo, in 525 righe
L’ordito mosaicato dell’immagine del video, cosí come la sua bassa definizione e le sue proprietà anamorfiche sono state direttamente invocate dai registi per proporre, come forme significanti, i rumori stessi del dispositivo elettronico.
3 – Ex figurativo, Ex narrativo, Sperimentale
Nell’universo delle immagini tecniche, la videoarte è stata la forma di espressione che ha assunto con maggiore radicalità il compito di produrre una iconografia risolutamente contemporanea, basata sulla disintegrazione delle forme, sulla instabilità degli enunciati e sull’astrazione come risorsa formale.
4 – Decostruzione del Brasile
Arte del rapporto e del senso, piú che semplicemente dello sguardo o dell’illusione, il video ha contribuito ad una lettura critica del Brasile, attraverso il rifiuto delle rappresentazioni totalizzanti, della coscienza dei limiti e della parzialità del loro intervento, e l’indagine sulla propria capacità di conoscere realmente l’altro.
5 – Dentro e Fuori la TV
Trattare di immagine e suono elettronici significa affrontare la sfida e la resistenza di un oggetto ibrido, in espansione, fondamentalmente impuro, dalle identità multiple, che tende a dissolversi camaleonticamente in altri oggetti o ad incorporare propri modi di costituzione.
6 – Video-Installazioni, Video-Performances: Making Of
Se per il video è stato difficile conquistarsi uno spazio nella televisione, esso ha funzionato, comunque, come una televisione di avanguardia: ha investito nell’approfondimento della funzione culturale dei media elettronici, ha progredito nella sperimentazione delle possibilità del linguaggio elettronico e ha dato risonanza ai gravi problemi sociali del paese.
7 – Macro e Micropolitiche
Definiamo macro e micropolitiche le esperienze radicali in cui il media elettronico è stato utilizzato al di fuori della sua espressione industriale egemonica, da soggetti sociali mossi da progetti di intervento critico, che esprimevano posizioni alternative alle politiche dominanti.
8 – Città Invisibili
La città potrebbe essere intesa come il lato di fuori, il lato pubblico del nostro corpo? Il nostro corpo sarebbe il lato privato, l’interiorizzazione della città? Invece di tentare di discernere fra il pubblico e il privato, il video ha optato per esperienze piú ambigue, per gli stadi intermedi e di contaminazione fra il dentro e il fuori.
9 – Affetti e Disaffetti
Il piccolo schermo si è rivelato il piú adatto per esplorare questioni legate ai sentimenti umani, agli affetti e disaffetti, a tutta un’intimità che si può leggere sul volto o nei dettagli piú segreti. Un video è l’opera in tono minore, fatta di passioni segrete, sussurri inarticolati ed angosce ancora non formulate.
10 – The Bit Generation
Negli ultimi anni, gran parte delle opere nel campo del video sono state realizzate mescolando le alternative analogica e digitale, facendone scaturire un dialogo teso e fertile fra le espressioni piú avanzate dell’immagine tecnica e, nello stesso tempo, puntando sulla natura necessariamente ibrida del media elettronico.
Dal 4 al 19 aprile 2005 - Ambasciata del Brasile a Roma
31 marzo 2005, alle ore 18:00, conferenza stampa con Ministro Raul de Taunay, Irma Arestizabal, Simonetta Lux e César Meneghetti.
Il giorno 4 aprile, alle ore 19.00, apertura della mostra antologica “Made in Brasil” al Centro de Estudos Brasileiros (CEB)
In esposizione MONTAGE dell’artista brasiliano César Meneghetti
Proiezione di 10 programmi video dal lunedí al venerdí, alle ore 19.00
Dal 4 al 19 Aprile presso l’Auditorium del CEB – Ambasciata del Brasile a Roma
Piazza Navona, 18 - info tel. 06 68398284
informazioni specifiche (meneghetti) 3296182083
All’evento è dedicata una pagina esclusiva nel sito dell’Itaú Cultural,
www.itaucultural.org.br/madeinbrasil, dove è possibile visionare spezzoni dei video, la programmazione completa, la biografia dei registi e informazioni sul catalogo.
Arlindo Machado – Curatore
Dottore in Comunicazioni e docente del Programma di post-laurea in Comunicazione e Semiotica della PUC – SP e del Dipartimento di Cinema, Radio e Televisione dell’Universitá di São Paulo. Il suo campo di ricerca abbraccia l’universo della cosiddette “immagini tecniche”, quelle, cioè, prodotte attraverso mediazioni tecnologiche diverse. Su questi temi, ha pubblicato i libri: A Ilusão Especular (Brasiliense), A Arte do Video (Brasiliense), Máquina e Imaginário: o Desafio das Poéticas Tecnológicas (EDUSP).
César Meneghetti, nato a São Paulo nel 1964. Laureato in Comunicazione Visiva presso l’università di San Paolo, in Mixed Medias alla City of London Polytechnic, diplomato al CSC di Roma, pittore, videoartista, lavora come autore, regista per cinema, televisione. Vive e lavora tra Italia e Brasile.
Auditorium del Centro Studi Brasiliani
Palazzo Pamphilj
Piazza Navona, 18, tel.: 06-68998408