Cesare Viel / Documentazione

Nato a: Italia



Cesare Viel è un artista che può essere inserito, come un antesignano, in quella corrente oggi attualissima definita Arte Relazionale (cfr. Nicolas Bourriaud, Esthétique relationnelle, le presse du réel, Paris 2001). Il suo lavoro, fin dagli esordi nei primi anni '90 a Genova, è incentrato sul rapporto tra l'opera d'arte e il suo fruitore. Molti ancora ricordano quando Viel a Torino nel 1999 aveva tentato di leggere alcune pagine di Natalia Ginzburg dedicate a Cesare Pavese, nella stanza dell'Hotel Roma, dove lo scrittore torinese si era suicidato nell'estate del 1950. Quella performance non fu poi realizzata così come era stata pensata perché sorsero degli ostacoli sollevati, tra l'altro, da alcuni eredi di Pavese. Ci fu però una lettura in strada, davanti all'hotel, con grande partecipazione e coinvolgimento del pubblico. Invitato a ideare un lavoro nuovo, intitolato Tu che mi hai disegnato, per il ciclo espositivo Outside, che ha come sede il cortile antistante e la facciata di Palazzo Bricherasio, Cesare Viel ha collocato dieci grandi poster (210x285 cm) sotto le finestre e lungo tutta la balconata al piano nobile del settecentesco palazzo. Lavorando in sintonia con la storia della cultura torinese, Cesare Viel ha fatto trasferire su quei manifesti, con un plotter, dieci disegni, ricavati da foto apparse su libri, riviste e giornali, che raffigurano celebri scrittori e intellettuali che hanno pubblicato per la Casa Editrice Einaudi: Cesare Pavese, Italo Calvino, Primo Levi, Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg.
In mezzo a questi cinque ritratti, Viel ha collocato anche una veduta dell'edificio di via Biancamano 2, dove era ubicata la sede storica della Casa Editrice fondata da Giulio Einaudi. Sui due lati estremi troviamo altri due "soggetti" emblematici a Torino nel Novecento. Sono due auto, la Topolino e la Cinquecento, le prime utilitarie, economiche, belle, comode e per tutti. Sotto ogni immagine si legge una lunga didascalia. Sono frasi estrapolate dai romanzi di Calvino o della Ginzburg, scritte a mano, in bella calligrafia, e poi stampate ingrandite sempre col plotter.
Con questo intervento di Cesare Viel, la facciata di Palazzo Bricherasio diventa una parete-album, da sfogliare e da leggere, che racconta quello straordinario momento della cultura torinese, segnato dalla presenza di grandi intellettuali e di una grande Casa Editrice. Senza però dimenticare il contesto in cui tutto questo avvenne, una città dove il motore economico è stato la FIAT che proprio qui a Palazzo Bricherasio era nata nel 1889.
Guido Curto

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