Giovedi 14 aprile, alle ore 19.00, Galleria S.A.L.E.S. è lieta di inaugurare la terza
personale romana di Charles Avery: New Drawings of Onomatopoeia.
Dal 2004 l’artista scozzese (Oban, 1973) si dedica alla rappresentazione e alla narrazione
di un mondo immaginario, caratterizzato da una sua specifica geografia e abitato da una
popolazione, una flora e una fauna che scaturiscono incessantemente ed esclusivamente
da una lucida visionarietà, da una chiara e metafisica razionalità. Concepito come un
arcipelago, circondato da un oceano nero, questo mondo (The Islanders) ha come nucleo
centrale un’Isola, identificata soltanto con il nome del suo capoluogo, la città portuale di
Onomatopoeia, una sorta di microcosmo che racchiude in sé l’idea di tutto il progetto e il
senso della metafora intorno alla quale ruotano il pensiero e il lavoro di Avery.
Attraverso un racconto che si sviluppa in capitoli (le diverse mostre), il narratore (l’artista)
mette in scena una riflessione sulla cosmologia e sulla geografia dei territori che lui stesso
va tracciando (inventando) e contemporaneamente scoprendo.
Personaggio chiave di questo Universo è il cacciatore (The Hunter), attraverso il quale
Avery fa scoprire progressivamente allo spettatore i luoghi, gli abitanti e gli esseri che li
popolano. Nel suo girovagare alla scoperta dell’Isola, il cacciatore si imbatte nella
moltitudine dei personaggi disegnati e inventati dall’artista. “È come se scoprisse un
territorio sconosciuto nel momento stesso in cui lo inventa”, afferma Avery.
E come un network che connette punti, il suo lavoro consiste in un processo di
disidentificazione. È come se Avery scrivesse un lungo diario, in cui racconta i suoi incontri
con strani abitanti: gli Alephs, Mr. Impossible, Stone-mice, i Noumeons, the Ghosts, le
gemelle Theodora e Dorothea... In un’epoca altamente tecnologica, caratterizzata da
satelliti e GPS, dove tutto è localizzabile e cronologicamente rintracciabile, Charles Avery
crea una dimensione epica, in cui la connotazione temporale esiste solo in quanto
tessitura di miti, leggende e racconti bizzarri e infiniti. E reinventa la figura dell’esploratore,
che si insinua nell’immobile mondo dei pensieri umani e conduce lo spettatore alla
scoperta dei segreti dell’isola, e delle leggi che la governano: il mondo ambiguo e
complesso immaginato da Avery, strutturato in modo da ammaliare e alienare lo
spettatore, condurlo in una sorta di eterotopia, in cui spazio e tempo si confondono,
sollecitarlo alla eterna dialettica tra “dovere” e “identità”. Ogni elemento raffigurato da
Avery – un serpente, una piramide, un triangolo – è un archetipo, un messaggio che,
seppur generato da una verità astratta, che ha origine soltanto nella mente dell’artista, può
essere rioggettivato e materialmente rappresentato, ma può e deve essere letto in chiave
metaforica e analitica. Dopo “The Islanders: An Introduction”, titolo della prima mostra
(Parsol Unit Foundation for Contemporary Art, Londra), nella quale Charles Avery ha
presentato al pubblico il suo Universo, con “Onomatopoeia: part 1”, allestita presso Le
Plateau/Frac Ile-de-France, Kunstverein Hannover e EX3 Firenze e “Onomatopoeia part 2:
The Port”, Avery ha proseguito a raccontare gli sviluppi della storia dell’Isola e dei suoi
personaggi. Nuovi disegni e nuove sculture condurranno in mostra ad inedite vicende e
alla scoperta di altri protagonisti dello stravagante e immaginifico mondo di The Islanders.
Inaugurazione giovedi 14 aprile alle ore 19.00
14 aprile - 28 maggio 2011
Galleria S.A.L.E.S.
Via dei Querceti 4/5
Roma 00184
Tel +39 06 77591122
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