Christian Frosi / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: T / T1

T - Torino Triennale Tremusei
e
T1 – La sindrome di Pantagruel / The Pantagruel Syndrome


Vernice per la stampa: 9 novembre 2005 ore 18 - 22
Periodo: 11 novembre 2005 – 19 marzo 2006



A cura di Francesco Bonami e Carolyn Christov-Bakargiev

Organizzazione:
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Sedi espositive:
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea;
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino;
GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino;
Fondazione Merz, Torino;
Casa del Conte Verde e Chiesa di Santa Croce, Rivoli

Enti promotori: Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT



T – Torino Triennale Tremusei

“T Torino Triennale Tremusei” è una nuova rassegna triennale d’arte contemporanea internazionale. La manifestazione è organizzata dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dalla GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

“T” è articolata in due parti: la prima coinvolgerà 75 giovani artisti da tutto il mondo i quali presenteranno opere inedite e sperimentali; la seconda renderà omaggio a due artisti giovani ma già affermati.

L’obiettivo di “T” è di creare un dialogo fra le proposte più sperimentali e giovani dell’arte contemporanea e il lavoro di artisti che hanno raggiunto una maturità di linguaggio e un riconoscimento internazionale, altresì di sviluppare ulteriormente lo scambio culturale tra Torino, la Regione Piemonte e il mondo d’oggi caratterizzato dalla globalizzazione.

Torino e il Piemonte sono ormai divenuti un punto di riferimento dell’arte contemporanea internazionale. Accanto all’attività di istituzioni consolidate come il Castello di Rivoli, la GAM e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, si tengono iniziative culturali ed espositive di grande rilievo dedicate alle arti visive. A novembre, in concomitanza con T1, si inaugurano Artissima 12, l’unica mostra mercato dedicata esclusivamente all’arte contemporanea, la rassegna Luci d’Artista, giunta all’ottava edizione e divenuta un vero e proprio " museo all’aperto", ManifesTO, mostra di "manifesti" stradali reinventati da artisti, Saturday Night Art Fever, la kermesse che vede aperte sino a notte inoltrata le principali gallerie private di Torino, tutti appuntamenti ormai d’obbligo per gli appassionati d’arte.



T1 - La sindrome di Pantagruel

La prima edizione della triennale, T1, si terrà dall’11 novembre 2005 al 19 marzo 2006 ed è curata da Francesco Bonami e Carolyn Christov-Bakargiev.

Intitolata La sindrome di Pantagruel, la manifestazione prende spunto dal personaggio di Pantagruel, protagonista grottesco al limite dell’assurdo di alcuni romanzi dello scrittore francese François Rabelais (1484-1553). Creatura di proporzioni gigantesche, di vorace appetito e forza incredibile, perennemente in viaggio, Pantagruel è un eroe ideale della civiltà, al passaggio fra Medioevo e Rinascimento, che riscopre il mondo empirico attraverso l’esperienza diretta delle sue avventure.

La società globalizzata produce attitudini contrastanti. L’epoca contemporanea è caratterizzata da una divaricazione fra tensione al cambiamento e fragilità e timore, fra una salutare “voracità” e il senso di un’imminente esplosione fuori controllo. Si manifesta come megalomania legata alla presunzione di poter mettere in atto delle utopie, di pianificare, di allenare e di modificare il corpo umano. Nell’immaginario si tratta di sentimenti di onniscienza e onnipotenza determinati, per esempio, dalle ricerche genetiche e biogenetiche, incluse le ricerche sull’inseminazione artificiale, sulla clonazione e sulle cellule staminali; dal controllo e modificazione del clima; e dall’affermarsi delle tecnologie digitali e di “rete” che hanno radicalmente modificato il “corpo” della comunicazione globale. Lo stesso termine “globalizzazione” rappresenta un punto di vista onnisciente ed esterno, la visione di un corpo sferico. Allo stesso tempo però è un’epoca colma d’insicurezza dove assistiamo al proliferare di visioni del terrore che si manifestano come distruzione del corpo. Il corpo “globalizzato” è un organismo inglobante e a rischio, un corpo pericolosamente dedito all’onnifagia. Nel corso degli anni Novanta si sono sviluppati come una forma di gigantismo numerosi progetti di Biennali intorno al concetto della globalizzazione. Il radicarsi di uno sguardo ampio e sfaccettato alle più diverse manifestazioni della creatività artistica nonché le tematiche legate alle relazioni centro/periferia e dell’identità culturale hanno caratterizzato la maggior parte di esse. La mostra La sindrome di Pantagruel rifletterà proprio su questo gigantismo espositivo e conoscitivo. Già nell’essere una triennale d’arte contemporanea, T1 esprime il desiderio di inglobare tutte le migliori possibilità presenti sulla scena artistica internazionale. Questa prima edizione presenta opere pittoriche, scultoree, fotografiche, video, installazioni, performance, workshop, opere sonore, progetti per il web e progetti collettivi.

Come in un grande giornale o network televisivo, i curatori di T1 si avvarranno delle notizie che verranno fornite loro da una rete di dieci Corrispondenti – un nucleo di giovani curatori indipendenti o legati a una gamma diversificata di istituzioni internazionali - dal centro ‘autogestito’ fino al museo - radicati sul territorio di ogni continente, dall’Europa all’Asia, America, Africa e Australia.



Afferma Francesco Bonami riguardo a T1: “Viviamo in un’epoca di saccheggi culturali, geografici, turistici, sessuali ed economici. La nostra società è in questo senso pantagruelica. L'eroe dello scrittore francese Rabelais faceva da ponte fra il medioevo e il rinascimento. Il rinascimento è forse l'inizio della modernità e del suo incontenibile appetito per il sapere che ci ha condotto alla realtà della cultura attuale, dove tutto viene consumato, digerito, vomitato. Anche l'arte non sfugge a questa sindrome. Davanti a noi un altro medioevo, i nostri eroi futuri e necessari, forse, anoressici. Una mostra che voglia rispettare il nostro tempo è allora una mostra che tenta, attraverso una nuova generazione di artisti contemporanei, di capire il percorso di una civiltà che da Pantagruel è passata attraverso Veruschka, i saccheggi di Los Angeles fino al terribile boccone delle Torri Gemelle e il sacco del museo archeologico di Baghdad. L'arte davanti al dubbio centrale e fondamentale del nostro tempo: continuare a divorare o tentare la strada di un digiuno purificante?”

Afferma Carolyn Christov-Bakargiev: “Quando nel 1817 Stendhal viaggiava in Italia, uscendo da Santa Croce a Firenze si sentì svenire per l'eccessiva vicinanza ai grandi della storia dell'arte. Questo fenomeno - lo svenimento per l'eccesso di stimoli estetici - viene abitualmente chiamato la “sindrome di Stendhal”. Viviamo in un'epoca esaltata dai forti contrasti, dove le emozioni eccessive sono all'ordine del giorno. La globalizzazione è caratterizzata da situazioni estreme: progressi estremi, ricerche scientifiche estreme, ma anche dolori estremi ed estreme ingiustizie. Anche nell'arte, l'epoca è caratterizzata da mega-mostre i cui fasti si consumano ovunque, nelle fiere e nei riti delle biennali ormai presenti su ogni continente. Ho pensato che oggi la nostra febbre, la nostra "sindrome", fosse quella del gigantismo - una megalomania pervasa da grande fragilità e precarietà - e che l'eroe rinascimentale creato da Rabelais, il gigante Pantagruel, studente di legge, infaticabile viaggiatore, grande mangiatore, amante del vino, ma che ogni tanto si ammala, potesse essere una buona metafora.”



La rassegna

La prima sezione della rassegna comprende 75 giovani artisti provenienti da tutto il mondo che presentano lavori inediti e sperimentali.

Tra gli altri, sono invitati a partecipare: Saadane Afif (Francia), Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla (Portorico), Carlos Amorales (Messico), Luca Andreoni e Antonio Fortugno (Italia), Micol Assael (Italia), Fikret Atay (Turchia), Fernando Bryce (Perù), Alessandro Ceresoli (Italia), Paolo Chiasera (Italia), Abraham Cruzvillegas (Messico), Oskar Dawicki (Polonia), Ra Di Martino (Italia), Christian Frosi (Italia), Ryan Gander (Inghilterra), Jeppe Hein (Danimarca), Marine Hugonnier (Francia), Christian Jankowsky (Germania), Hassan Khan (Egitto), Jin Kurashige (Giappone), Justin Lowe (USA), Nalini Malani (India), Damian Ortega (Messico), Jorge Peris (Spagna), Ana Prvacki (Yugoslavia), Michael Rakowitz (USA), Miguel Angel Rios (Argentina), Markus Schinwald (Austria), Park Sejin (Corea), Katrin Sigurdardottir (Islanda), David Ter-Oganyan (Russia), James Yamada (USA).

Le loro opere saranno esposte negli spazi del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), della GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino ed inoltre alla Fondazione Merz (Torino), alla Casa del Conte Verde (Rivoli) e alla Chiesa di Santa Croce (Rivoli).

La seconda sezione è costituita dalla personale di Doris Salcedo, ospitata al Castello di Rivoli, e da quella di Takashi Murakami alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.


Doris Salcedo
Doris Salcedo (Bogotá, 1958) crea sculture e installazioni di profondo impatto emotivo combinando materiali trovati e grezzi ed esplorando temi legati alla memoria personale e collettiva. L’artista ha scelto di continuare a vivere e a lavorare nella sua città natale in Colombia, attribuendo a questa decisione un profondo significato etico e politico che si riflette costantemente sulla sua arte. Nelle sue opere, Salcedo cerca di dare una risposta simbolica agli avvenimenti che contraddistinguono la cronaca quotidiana del suo paese, in cui decine di migliaia di persone sono rapite, torturate, uccise da squadre della morte, mercanti di droga o terroristi. Nel suo lavoro Salcedo esplora il territorio della violenza e della sua relazione con la politica, mostrando le ferite che dalla propria esperienza personale si allargano fino a comprendere quelle dei sopravvissuti, dei testimoni, trasformando queste esperienze individuali in esperienze collettive. I materiali e gli oggetti quotidiani, come abiti e mobili, usati nelle sue sculture e installazioni provengono spesso dai luoghi in cui queste violenze sono state esercitate e subite. Più recentemente, lo sguardo di Salcedo è diventato più universale, concentrandosi sui temi della prigionia, dello spostamento e del dolore nel mondo contemporaneo. Tra le mostre a cui ha partecipato ricordiamo Documenta 11 nel 2002 e la Biennale di Istanbul nel 2003. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei quali la Tate Modern, Londra; il MoMA Museum of Modern Art, New York; e il Moderna Museet, Stoccolma.


Takashi Murakami
Takashi Murakami (Tokyo, 1963) è uno dei protagonisti dell’arte contemporanea giapponese. Nelle sue opere, che comprendono pittura, scultura, design e illustrazione grafica, Murakami interpreta in modo personale gli elementi principali della cultura pop giapponese, come i fumetti manga, estraendoli dal loro contesto e conferendo ad essi nuovi, provocatori significati. Murakami si interessa a come la cultura americana ed occidentale ha segnato la civiltà giapponese contemporanea nel dopoguerra.

Seguendo le orme di Andy Warhol, anche Murakami ha aperto nei pressi di Tokyo la propria Factory, la “Hiropon Factory” dal nome di una droga pericolosa ma legale, molto diffusa in Giappone negli anni Cinquanta. Nel 1995 Murakami ha creato Mr. DoB, prima nato come un dipinto ma poi dotato di opportuno copyright come qualsiasi altro manga. Rifiutando la separazione tra cultura “alta” e “bassa”, Murakami unisce l’analisi storica e i suoi interessi sociologici con lo stile superficiale della cultura consumistica di oggi. Nella sua “Factory” si sta formando una nuova generazione di artisti visivi.

Nel 2000-2001, Murakami ha curato Superflat, una mostra itinerante che raccoglie le opere di 19 tra questi artisti, presentata in Giappone e in diverse città degli Stati Uniti e in Europa. Tra le mostre a cui ha partecipato ricordiamo Carnegie International 1999/2000 al Carnegie Museum, Pittsburgh (1999), Let’s Entertain al Walker Art Center, Minneapolis (2000) e la 50a Biennale di Venezia (2003). Mostre personali della sua opera sono state organizzate alla Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi, e alla Serpentine Gallery di Londra (2002-2003).



Curatori

Francesco Bonami

Francesco Bonami è direttore artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dal 1995. E’ stato nel 2003 direttore della 50a edizione della Biennale di Arti Visive di Venezia, ed è attualmente Manilow Senior Curator del Museum of Contemporary Art di Chicago, direttore artistico di Pitti Immagine Discovery di Firenze e direttore artistico di Villa Manin, Centro per l’Arte Contemporanea di Passariano.

E’ stato dal 1990 al 1997 capo redattore di “Flash Art International”. Ha curato mostre collettive e personali oltre che manifestazioni internazionali. Nel 2000 è stato curatore di Manifesta 3, Ljubliana e nel 1997 della Biennale di Santa Fe. E’ nel board di Manifesta International. Collabora regolarmente con “Il Foglio” e “Vanity Fair” ed è l’autore del romanzo “Lezioni di Fumo” (Marsilio Editore).


Carolyn Christov-Bakargiev

Carolyn Christov-Bakargiev è capo curatore al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea dal 2002, dove ha curato mostre quali I Moderni / The Moderns (2003), Janet Cardiff (2003), William Kentridge (2004), Pierre Huyghe (2004) e Volti nella folla / Faces in the Crowd (2004-2005). Senior Curator al P.S.1 Contemporary Art Center – A Museum of Modern Art Affiliate dal 1999 al 2001, ha co-curato per quel museo la prima edizione di Greater New York (2000) nonché realizzato altre mostre personali e collettive tra cui Around 1984: A Look at Art in the Eighties (2000) e Animations (2001). Autrice del libro “Arte Povera” (Phaidon Press, 1999), ha pubblicato numerosi altri saggi su artisti italiani e internazionali. Nel 2001 ha fatto parte della giuria della 49a Biennale di Venezia. Christov-Bakargiev s’interessa alle problematiche artistiche inerenti ai fenomeni della globalizzazione nonché al rapporto tra le avanguardie storiche del Novecento e le ricerche artistiche attuali.


Corrispondenti

Sofia Hernández Chong Cuy
Curatrice presso Art in General a New York. E’ una dei tre curatori della prossima IX Baltic Triennal, che avrà luogo nell’autunno 2005 al Center for Contemporary Art, Vilnius, Lituania e all’Institute of Contemporary Art, Londra.

Gridthiya Gaweewong
Gridthiya Gaweewong è curatrice indipendente a Bangkok, e co-fondatrice di Project 304, una organizzazione senza sede fissa di Bangkok, che si concentra su progetti pluridisciplinari e trasversali di artisti locali ed internazionali.

Raimundas Malasauskas
Curatore al Center for Contemporary Art, Vilnius.

Francesco Manacorda
Francesco Manacorda scrive regolarmente per “Flash Art”, “Metropolis M” e “Domus”. Ha partecipato, in occasione dell’ultima edizione di Frieze Art Fair, a Pilot 1. A Unique Show Case for Emerging Visual Artists and Independent Curators (2004).

Anna Matveyeva
Critica d’arte e curatrice, Anna Matveyeva scrive regolarmente per “Moscow Art Magazine Artchronika”, “Timeout St. Petersburg” e collabora al quotidiano nazionale “Izvestia”. Ha co-curato la mostra The Human Project che è stata parte della prima Biennale di Mosca (gennaio 2005).

Pi Li

Curatore indipendente a Pechino, Pi Li è professore alla School of Humanity, Central Academy of Fine Arts della sua città. Ha curato numerose rassegne.

Ralph Rugoff
Direttore del CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco e co-direttore del MA Program in Curatorial Practice, Ralph Rugoff è stato Curatorial advisor in occasione della Biennale di Sydney del 2002. Collabora alla rivista “Artforum”.

Kathryn Smith
Curatrice e artista nata a Durban, 1975, Kathryn Smith vive e lavora a Johannesburg. Dal 2005 è co-curatrice di “The Kebbles” con Clive van den Berg. Nel 2003 ha selezionato gli artisti per MTN New Contemporaries Award, MuseuMAfricA, Johannesburg.

Trevor Smith
Il critico australiano Trevor Smith è curatore presso il New Museum di New York, dove ha recentemente organizzato la mostra Adaptive Behavior, che raccoglie artisti internazionali le cui opere indagano la relazione tra la dimensione privata e la comunicazione pubblica nel mondo odierno.

Adam Szymczyk
Nel 1997 Adam Szymczyk ha fondato e curato la Foksal Gallery Foundation a Varsavia dove cura le mostre fino al 2003. E’ attualmente Direttore della Kunsthalle di Basilea.



Performances e eventi speciali

9 novembre, ore 14.30 e ore 19.30,
Magnús Árnason, Særing, Fondazione Merz, Torino

9 novembre, ore 21, Tamy Ben-Tor, Exotica, The Rat and the Liberal, Teatro Castello di Rivoli

Dal 9 novembre al 20 gennaio 2006, da martedì a giovedì ore dalle ore 10 alle 17, da venerdì a domenica or dalle ore 10 alle 21, Tom Johnson, Standing Date, Piazzale Castello di Rivoli

9 novembre, ore 15.30 e ore 16.30, Araya Rasdjarmrearnsook, The Class, Sala Settoria, Anatomia Patologica dell’Università, Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana, Via Santena 7, Torino

9 novembre, dalle ore 13 alle 21, Ed Young, Do Nothing, nelle sedi espositive

Dal 9 novembre al 27 novembre, 24 ore su 24, Ed Young, Bruce Gordon, nelle sedi espositive e nella città di Torino

9 novembre, dalle ore 18 alle 21, Ciboh, ONE SHOT, “PalaFuksas”, Piazza della Repubblica 25, Torino

9 novembre, T1 Torino TriennaleTremusei in collaborazione con Xplosiva presenta Il Party dalle ore 22.30 alle 4, Supermarket, Viale Madonna di Campagna 1, Torino

11 novembre, ore 17, Magnús Árnason, Særing, Castello di Rivoli

9 novembre alle ore 19.30, Castello di Rivoli. Per la rassegna Sequenze, organizzata dall’Istituto Musicale della Città di Rivoli, di Luciano Berio, Sequenza IXb (1980), Improvvisazione. Interprete: Claude Delangle, sassofono

11 novembre, alle ore 15.30 e alle ore 19.30, di Luciano Berio, Sequenza IX (1980), Markus Stockausen, Tara (2001). Interprete: Barbara Bouman, clarinetto


Per il programma completo della rassegna:
Info tel. 011.9564408, ist.mus.rivoli@libero.it


Conferenze

venerdì 11 novembre 2005, dalle ore 15 alle 17,
tavola rotonda Pantagruelismi, con i curatori e i corrispondenti di T1, Sala Polivalente, Castello di Rivoli. Partecipano: Francesco Bonami, Carolyn Christov-Bakargiev, Gridthiya Gaweewong, Sofia Hernández Chong Cuy, Raimundas Malasauskas, Francesco Manacorda, Anna Matveyeva, Pi Li, Ralph Rugoff, Kathryn Smith, Trevor Smith, Adam Szymczyk

2 dicembre 2005, ore 21,
conferenza T1 - La sindrome di Pantagruel, a cura di Camilla Pignatti Morano, Casa del Conte Verde, Rivoli



Informazioni generali

Apertura al pubblico:
11 novembre 2005 - 19 marzo 2006
da martedì a domenica, lunedì chiuso


Sedi

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli.
Orario: da martedì a giovedì dalle 10.00 alle 17.00; da venerdì a domenica dalle 10.00 alle 21.00

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane 16, Torino.
Orario: da martedì a domenica dalle 12.00 alle 20.00; giovedì dalle 12.00 alle 23.00

GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Via Magenta 31, Torino.
Orario: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00; giovedì dalle 10.00 alle 23.00

Fondazione Merz, Via Limone 24, Torino.
Orario: da martedì a domenica dalle 11.00 alle 19.00
PalaFuksas, Piazza della Repubblica 25, Torino.
Orario: da martedì a domenica dalle 12.00 alle 19.00

Casa del Conte Verde, Via Fratelli Piol 8, Rivoli.
Orario: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 17.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00

Chiesa di Santa Croce, Via Santa Croce, Rivoli.
Orario: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 17.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00


Biglietti

Biglietto unico per tutte le sedi. Le singole sedi possono essere visitate in giorni distinti.
Intero: Euro 12
Ridotto: Euro 10
Family Ticket (2 adulti + 2 ragazzi under 15): Euro 30
Gruppo adulti (min. 20 persone, prenotazione obbligatoria): Euro 8 cad.
Gruppo studenti (min. 10 persone, prenotazione obbligatoria): Euro 6 cad.
Ingresso gratuito: fino a 12 anni e accompagnatori di invalidi
Su prenotazione sono disponibili visite guidate e attività didattiche

Prenotazioni e informazioni per il pubblico
promozione@torinotriennale.it, www.torinotriennale.it



Ufficio stampa

E-mail T1: press@torinotriennale.it
Castello di Rivoli - Massimo Melotti, tel. +39.011.9565209 - 211

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Angiola Maria Gili, tel. +39.011.3797600
GAM - Daniela Matteu, tel. +39.011.4429523