Claudia Peill / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: NERVE

NERVE è una mostra pensata in torno ad uno stato d’animo, una tensione sottopelle sensuale e sensoria, una sensibilità a nervi scoperti intima e carnale, segreta e coinvolgente. Ma anche una determinazione, un’impudenza o quella certa naturale e temeraria spinta del “gioco” irrefrenabile delle pulsioni nella vita di tutti che, qui, ha il fine di richiamare o evocare tutte quelle good (and bad) vibrations, sane ed anche insane, sul terreno della sessualità, dell’erotismo e delle loro applicazioni di ogni genere, fino ai margini della pornografia, per cui lo spazio della galleria si trasforma in una insolita, ludica dark room. Pulsioni che all’oggi, al pari del “corpo”sempre più espropriato della sua reale fisicità, hanno perso identità, sempre più neutralizzate, omologate e reificate dalle stereotipate e banali inguinalità imbandite quotidianamente dai media ed ormai equiparabili a qualsiasi altro oggetto di consumo. L’immaginario erotico, “corpo del reale” e antico “corpo del reato”, ormai vive astrattamente solo della sua immaterialità, sparito e risucchiato dalla sua stessa apparenza. Tuttavia quando riaffiora libera fantasmi, fantasie, desideri compulsivi e transitori che l’arte distilla, trasforma e sublima in molteplici modi ed accezioni, compresa la parola scritta, la poesia, il racconto. Aspetti, quest’ultimi, che sono declinati nella mostra dai testi-opera di Mimma Pisani, Edoardo Albinati e Filippo Timi.
NERVE –fra spleen e feticismo, fra sessualità trasfigurata e palese – con le opere denuncia o descrive, mette alla berlina o irride, celebra o vanifica in un colpo solo i luoghi comuni dell’eros e del sesso restituendoli alla loro originaria ambiguità.
Trentasette autori, adulti e consenzienti, sono pertanto chiamati in causa ad esercitare una sorta di diritto di prelazione sul corpo e sul “privato”, un ascolto ed una percezione che scalza l’epidermico immediato, con un’ ironia e con un sarcasmo che coinvolgono solo parzialmente l’inconscio ed il rimosso. Il mantenersi tra pelle e pulsioni, tra conscio e subliminale implica uno sguardo “laterale”, un attraversamento che è al contempo sensoriale e concettuale, agito con leggerezza; che riscatta l’immaginario collettivo dal suo appiattimento e ricongiunge il suo potenziale eversivo alle inquietudini che il tema può ancora generare. Le opere nel loro insieme caleidoscopico creano la condizione per uno spazio mentale lieve e “divertito”, di proiezioni sospese e sottopelle, in cui si possono generare autentiche spinte liberatorie. Quando la forma si fa un po’ meno “incorniciabile” e controllabile, meno rassicurante, il corpo da passivo diventa attivo e pone una domanda fatale: che cosa nella nostra società di finti totem è ancora tabù?

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