Claudia Rogge

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Claudia Rogge / Dettaglio evento

Rapport - Claudia Rogge

B&D Studio contemporanea

Sede Via Pietro Calvi 18/1, Milano 20129
Altre informazioni Tel +39 02 54122563 | info@bnd.it | http://www.bnd.it/

Data di apertura giovedì 31 marzo 2005
Data di chiusura lunedì 02 maggio 2005

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Comunicato della mostra : Rapport - Claudia Rogge

Inaugurazione ore 18.30

La Galleria B&D presenta, in anteprima italiana, dodici immagini di grande formato della giovane artista tedesca Claudia Rogge.

Visione di un’umanità disumanizzata, mondo perfetto dove gli esseri umani hanno perduto la loro ragione d’essere, o dove le loro pulsioni da sopravvivenza hanno fatto della necessità del non essere la loro ragione di non vita, ripetizione seriale di un’umanità clonata.

Decine di individui, schierati come in un esercito inconsapevole, vengono mostrati di spalle o di profilo con la volontà di annullarne ulteriormente la personalità. Nudi o vestiti con abiti manageriali appaiono come una serie di automi disposti in fila in attesa di comandi da parte di qualche misterioso capo supremo, un preordinatore.

L’omologazione è totale, gli individui identici ed interscambiabili, la dimensione emozionale nulla.

Rogge si limita a redigere un rapporto sulla condizione dell’umanità contemporanea, su una società dove il significato dell’esistenza sembra essere smarrito. Gli uomini e le donne protagoniste delle sue immagini sembrano usciti dalle pagine del romanzo huxleyano: un mondo nuovo dove tutto è standardizzato compresa la produzione degli stessi esseri umani.

Fredda creatrice di immagini, Rogge mette in scena una rappresentazione anonima, pura registrazione scevra da ogni intento critico, gelida fotografia dell’adattamento umano ad un totale annullamento dell’identità individuale.

La ripetizione della stessa immagine scandita ad intervalli regolari nello spazio provoca nello spettatore un senso di spaesamento. Disorientato dall’algore, ma nello stesso tempo dalle magniloquenti dimensioni dei corpi che lo sovrastano, rimane ipnotizzato da quella fissazione di parti anatomiche che si staglia davanti al suo sguardo.

Catturato dagli uomini senza volto si trova a vagare in un universo dove “ognuno viene fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici … Gli esseri umani vogliono la felicità, non è vero? Non è quello che sentiamo dire da quando siamo al mondo? Voglio un po’ di felicità, dice la gente. Ebbene, non l’hanno forse?” (Fahrenheit 451, Ray Bradbury)