Daniel Buren

Daniel Buren

Daniel Buren / Dettaglio evento

Daniel Buren & Jan de Cock

Casa Del Fascio

Sede P.zza Del Popolo, Como
Data di apertura giovedì 05 ottobre 2006
Data di chiusura domenica 31 dicembre 2006

Gli artisti correlati Daniel Buren, Jan De Cock

Comunicato della mostra : Daniel Buren & Jan de Cock

ll 5 - 6 - 7 ottobre la galleria Massimo Minini e la galleria Francesca Minini inaugurano con un nuovo importante progetto di Daniel Buren e Jan De Cock, una collaborazione inedita che vede il giovane artista belga alla sua prima personale assoluta in Italia.

Si tratta di una mostra che coinvolge anche La Casa del Fascio di Como, oltre agli spazi di Brescia e Milano.

MASSIMO MININI - FRANCESCA MININI
DANIEL BUREN & JAN DE COCK

Inaugurazione 5 - 6 - 7 ottobre ore 18
fino a dicembre 2006


La Casa del Fascio di Como, le gallerie Francesca Minini di Milano e Massimo Minini di Brescia ospiteranno ad ottobre, in tre giorni successivi (5-6-7), una collaborazione inedita e originale tra Daniel Buren e Jan De Cock .

Per la sua prima personale italiana Jan de Cock presenterà ‘Denkmal 4, Casa del Fascio, Piazza del Popolo 4, Como, 2006', il progetto si origina dalla fascinazione per il gioiello dell’architettura razionalista, progettata da Giuseppe Terragni tra il 1932 e il 1936.
In via del tutto eccezionale l’edificio, oggi sede della Guardia di Finanza, sarà aperto al pubblico per 10 giorni; all’interno verranno collocate le strutture di De Cock sulle quali interverrà Daniel Buren creando un lavoro a due inusuale, in cui prima trova spazio il giovane belga e poi risponde il maestro francese.

Il segno stilistico distintivo di Daniel Buren sono le strisce verticali bianche alternate al colore o alla materia, larghe 8,7 cm: un motivo fabbricato industrialmente in risposta al suo desiderio di oggettività. Con questo suo motivo Buren sottolinea le superfici più varie con una modalità d’intervento pressoché infinita. Il suo interesse si focalizza sull’ascendente dell’architettura sull’arte. Buren sviluppa dal 1965 un lavoro tridimensionale e una concezione dell’opera che non è più oggetto ma modulazione dello spazio.

Jan De Cock interviene sull’architettura dei luoghi modificandone la percezione attraverso il posizionamento di moduli, scatole scultoree in legno che di volta in volta inglobano, serrano, invadono lo spazio. Denkmal (monumento temporaneo) è seguito da un numero ad ogni intervento successivo, non è un caso che anche Terragni insistesse sul concetto di “monumentalità” dell’architettura. Il rapportarsi all’intorno è ulteriore caratteristica in comune dei due. Una penetrazione dell’interno dall’esterno, dello spazio pubblico e di quello privato: il suo linguaggio visivo modulare contribuisce ad indirizzare lo sguardo dello spettatore, modificandone la percezione del reale.

Daniel Buren è stato il pioniere di un’arte realizzata in situ/ex-situ: quindi non solo un lavoro realizzato per un determinato luogo ma anche in quel luogo. De Cock lavora con un team specializzato che opera prima in studio e poi sul luogo di realizzazione, in una continua tensione tra un sottile adattamento all’architettura e un’affermazione scultorea.

Per la galleria Francesca Minini, De Cock ha ideato un progetto che non coinvolge solo la galleria ma anche la facciata dell’edificio e gli spazi condivisi del palazzo. Un relazionarsi al contesto a 360°, sia in termini di funzionalità che di abbellimento estetico.
A Brescia, Jan De Cock occuperà letteralmente la Galleria Massimo Minini, bloccandola con un’installazione. In entrambi i casi Daniel Buren interverrà sullo spazio con il suo tocco artistico portando a compimento la collaborazione tra i due artisti.


Daniel Buren (Parigi, 1938) nel 1971 partecipa alla V Esposizione Internazionale del Solomon Guggenheim Museum a New York e nel 1972 alla celebre Documenta V di Harald Szeemann. Nel 1986 si aggiudica il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia per il miglior padiglione.
A oggi Daniel Buren ha realizzato nel mondo numerose installazioni in situ. Se queste opere, per la maggior parte distrutte dopo la loro presentazione, non esistono fuori dal tempo e dallo spazio per il quale sono state concepite, esiste tuttavia un importante corpus di opere permanenti nelle collezioni dei più grandi musei del mondo.

Jan De Cock è nato a Bruxelles (Belgio) nel 1976, dove tuttora lavora e dove ha sede l’atelier che porta il suo nome. Nel 2005 ha avuto mostre personali alla Tate Modern di Londra e alla Schrin Kunstalle di Francoforte, nel 2004 è intervenuto nel Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e nella biblioteca dell’università di Gent, ha esposto in piu’ occasioni allo SMAK e ha partecipato a Manifesta 5 (San Sebastian).


Valentina Costa
GALLERIA MASSIMO MININI
Via Apollonio 68
25128 Brescia - Italy
T: +39.030.383034
F: +39.030.392446
valentina@galleriaminini.it
http://www.galleriaminini.it