Daniele Galliano

Daniele Galliano

Daniele Galliano / Dettaglio evento

Comunicato della mostra : Sound & Vision

a cura di Luca Beatrice


Ideata da Luca Beatrice, curatore particolarmente attento alle contaminazioni contemporanee tra linguaggio artistico e linguaggio musicale, la mostra è promossa dal Comune di Perugia in collaborazione con la Regione Umbria a testimonianza della volontà di approfondire la vocazione della città e di Palazzo della Penna, struttura cardine del sistema museale umbro, quale laboratorio sperimentale di idee e di progetti per l’arte contemporanea.

Il progetto espositivo si propone di indagare le collaborazioni tra artisti visivi e musicisti esplicitate nel concepimento e nella creazione delle copertine dei dischi a 33 giri o nei booklet dei cd, proiettando oltre 200 copertine d’artista come sfondo scenografico a circa 100 opere originali (dipinti, fotografie, video, installazioni etc…).

Quattro decenni di contaminazioni vengono ripercorsi attraverso nove sezioni tematiche: 1967; L’artista e la sua musa; Punk! Prima e Dopo; New Wave e East Village. Gli anni ’80 a New York; Art Rock ovvero i Sonic Youth; La foto di moda. Quando il glam entra nel r’n’r’; La nuova estetica del videoclip; Crossover – anni ’90 e terzo millennio; Spazio Italia.

Il binomio musica – arti visive rappresenta da oltre un secolo terreno fertile di contaminazioni ma è solo però a partire dagli anni ’60, quando entrambe divennero fenomeni di massa, che il rapporto tra musicisti e artisti visivi si sviluppa con formule innovative. Il 1967, in particolare, viene considerato da molti l’anno d’oro del rock’n’roll: è in questo anno che i Beatles affidano a Peter Blake la realizzazione della copertina del loro disco più psichedelico Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band mentre a New York Andy Warhol produce il primo album dei Velvet Underground and Nico, disegnando la storica copertina con la banana. Da questo momento in poi le “contaminazioni” tra i due linguaggi non avverranno più sul piano delle avanguardie (alla musica contemporanea e di ricerca corrispondeva la pittura astratta e l’arte concettuale) ma nell’ambito della cultura pop, con tutte le implicazioni estetiche e sociologiche del caso.

La cronistoria della mostra prosegue attraverso gli anni ’70, con la collaborazione tra Robert Mapplethorpe e Patti Smith, anticipando il fenomeno dell’Art Rock, dove il linguaggio dell’avanguardia incontra l’intrattenimento. Per la prima volta viene usato il termine “crossover” ad indicare l’incrocio e la contaminazione tra fotografia, pittura, musica, video e moda. Tra i tanti artisti sedotti dalla multidisciplinarietà, nell’irripetibile New York degli anni ’80, Keith Haring, Mark Kostabi, Jean Michel Basquiat, mentre nelle opere delle grandi star della pittura come Robert Longo, Julian Schnabel, Francesco Clemente è altrettanto evidente l’influenza della New Wave e del post Punk.

Una sezione della mostra è interamente dedicata ai Sonic Youth, la garage band che più di ogni altra é riuscita a fondere l’energia primitiva del r’n’r alla raffinatezza intellettuale dell’arte, le cui copertine hanno raffigurato opere di artisti chiave della nuova arte americana come Richard Kern, Mike Kelley, Tony Oursler, Rita Ackermann e Raymond Pettibon.

Negli anni ’80 comincia ad affermarsi anche il crossover tra glamour e rock ‘n’ roll. Tra le decine di fotografi di moda che hanno collaborato con altrettanti musicisti negli ultimi anni, sono due quelli che hanno apportato un segno veramente indelebile. Si tratta di David LaChapelle e di Anton Corbijn, il primo alfiere del kitsch e del glamour portato al parossismo, il secondo intenso ritrattista capace di violare la sfera dell’apparenza e scavare nei solchi dell’anima, divenuto nel corso degli anni una sorta di fotografo ufficiale di gruppi come U2 e Depeche Mode.
Gli anni ’90 e il primo lustro del terzo millennio registrano da una parte il fenomeno del videoclip che determina una nuova rivoluzione estetica anche grazie alla televisione, creando talora veri e propri sodalizi, come nel caso di Aphex Twin e Chris Cunningham. Dall’altra parte assistiamo ad un proliferare sempre maggiore di collaborazioni (es. Damien Hirst con i Blur, Bjork con Matthew Barney, Beck con Manuel Ocampo, Marcel Dzama, Nick Knight, Maximilian Hecker con Liisa Lounila), di artisti che giocano il doppio ruolo - Devendra Banhart, il profeta del new acoustic mouvement è anche abilissimo disegnatore (i suoi lavori sono qui esposti in anteprima europea), Carsten Nicolai, musicista elettronico e artista concettuale, Carlos Amorales, dj, produttore e videomaker - e di artisti il cui lavoro risulta particolarmente influenzato dalla musica come nel caso di Erik Parker, Christian Marclay e Joan Morey.

La mostra dedica infine uno sguardo anche al panorama italiano, dove non sono mancati negli ultimi anni artisti che hanno illustrato copertine di dischi, tra i quali Daniele Galliano per Marlene Kuntz, Luigi Ghirri per i CCCP, Cristiano Pintaldi per Tiromancino, Marco Lodola per Timoria e 883.

Sound & Vision è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Giovanili del Comune di Perugia, in collaborazione con DARC (Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee – Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici dell’Umbria, Regione Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Associazione Itineraria o.n.l.u.s., Liomatic, Arnaldo Caprai Viticoltore in Montefalco, Azienda Perugina della Mobilità.

Di particolare pregio infine l’omonimo catalogo bilingue (Italiano/inglese) di circa 260 pagine, curato da Luca Beatrice per Damiani Editore, che riproduce le opere e le copertine in mostra, corredate da testi originali e di repertorio. Il volume, destinato a diventare un testo di riferimento bibliografico imprescindibile nell’ambito di questo argomento, è stato richiesto in corsi delle Accademie di Belle Arti di Milano e Palermo.


29 aprile – 25 giugno 2006

Palazzo della Penna
Via Podiani 11
06121 Perugia

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