Dario Brevi / Dettaglio evento
Ho visto anche degli artisti felici
Dal sabato 29 novembre 2003
al martedì 20 gennaio 2004
Comunicato stampa evento:
Ho visto anche degli artisti felici
Ho visto anche degli artisti felici
Il giorno Sabato 29 Novembre 2003 alle ore 18 si apre a Seregno, in Galleria Mazzini 6, presso la galleria d'arte gestita dai coniugi Sergio e Thanh Thao Mandelli, una mostra collettiva dal titolo Ho visto anche degli artisti felici.
Il titolo della mostra, citazione di una celebre canzone di Claudio Lolli (Ho visto anche degli zingari felici), vuole testimoniare alcune forme d'arte che hanno privilegiato sentimenti "costruttivi" - la gioia, l'allegria, l'ironia.
Meno banale di quanto possa sembrare all'inizio, questo modo di produrre arte contemporanea si aggancia in modo deciso ad un filone ben individuato dell'arte italiana, quello che dall'Arcimboldo passa al secondo futurismo di Depero e che si allarga in ambito lettarario all'Ariosto, al Berni, fino ad arrivare, in ambito europeo, al Gargantua e al Don Chisciotte. Gli esempi si potrebbero evidentemente sprecare, ma è importante sottolineare come questo sguardo distaccato e divertito dell'uomo e dei suoi difetti, che però ha come fine quello di migliorarlo, sia tipico dell'umanesimo rinascimentale. Radici illustri quindi per gli artisti di questa mostra, che hanno infatti un connotato ludico, giocoso, apparentemente spensierato. La caratteristica del gioco è d'altronde quella di creare dei mondi possibili, dove le cose riescono sempre a collocarsi nel posto giusto, al momento giusto.
Inoltre questa mostra vuole prendere posizione contro una certa retorica post-romantica che vorrebbe l'artista come un essere asociale, nevrotico, infelice, solitario, possibilmente maledetto. Non che si voglia negare il fatto che gran parte della cultura del novecento sia stata marchiata a fuoco dall'angoscia e dal male di vivere, sintomi peraltro di situazioni storiche effettivamente drammatiche.
Ciò che si vuole contestare è una certa dittatura di questo modo di interpretare il mondo dell'arte, da cui ne conseguirebbe una presunta vecchiaia del mondo occidentale, che da circa centocinquant'anni non farebbe altro che decadere, e i cui valori sarebbero in caduta libera nei confronti di quelli di civiltà più giovani e più fresche (?).
Si ritiene invece che nulla più dell'ironia, del sorriso, del gioco e della serenità - autentico retaggio della migliore cultura europea - aiuti gli uomini a comprendersi, a tollerarsi e a rispettarsi meglio.
Gli artisti selezionati per questa mostra sono:
Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Alessandra Galbiati, Ale Guzzetti, Marco Lodola, Giovanni Pedullà, i Plumcake, Carlos Puente.
Provenienti dalle file del glorioso movimento dei Nuovi Futuristi, Dario Brevi, Gianni Cella, Marco Lodola, i Plumcake utilizzano per le loro opere materiali industriali; Corrado Bonomi esegue degli assemblaggi spiritosi ed irridenti, utilizzando spesso dei ready-made, in divertita chiave concettuale; Alessandra Galbiati è più vicina al gioco e al mondo dell'infanzia, di cui però si diverte a cambiare le regole e a creare situazioni spiazzanti; Ale Guzzetti crea invece degli improbabili personaggi elettronici, rivestiti di preziosissimo vetro, di plastica riciclata o di piumaggi colorati; Giovanni Pedullà, realizza straordinari animali in ceramica, cartapesta, seta; Carlos Puente, infine, spagnolo, con il suo stile grezzo e deciso, dà vita a sculture e dipinti in cui è predominante la ricerca dei segni primordiali della comunicazione visiva.
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