Dario Tironi / Dettaglio evento





Dario Tironi | Koji Yoshida - Human constructions

Dal Saturday 09 July 2011
al Thursday 01 September 2011

Gli artisti correlati Dario Tironi, Koji Yoshida

Comunicato stampa evento: Dario Tironi | Koji Yoshida - Human constructions

REALTA' OGGETTIVA

Alla fine di ogni giorno, l’umanità tutta ha contribuito a creare montagne artificiali di spazzatura, le ritroviamo sotto immensi teli, sotto terra, lungo le strade che percorriamo solitamente , lungo le rive dei fiumi e nei mari, le incontriamo là dove vorremmo godere solo di una natura incontaminata. E’ la nostra realtà!; il nostro quotidiano che abitualmente ci creiamo comprando, consumando, buttando. Una corsa all’acquisto di cose, spesso inutili, create con l’inganno di migliorare la nostra vita; oggetti che continuamente vengono modificati per migliorarne le funzioni e che pone il grave problema dello smaltimento di un volume enorme di scorie. Un’immondizia che l’Uomo vuole lontano da sè, nascosta alla vista e all’olfatto; egli desidera vivere in ambienti puliti e profumati, egli stesso deve essere odoroso e allora ecco quantità di shampoo, deodoranti, detergenti per la casa, sgrassatori e saponi per lavatrici che lavano più bianco del bianco che più bianco non si può. E dunque ancora scatole e contenitori vuoti che vanno ad ingrossare la montagna di rifiuti. Bruno Munari cristallizzò nella resina scarti di apparecchiature, di meccanismi , di materiali magnetici: “Archeologia del Futuro” Caccia grossa per l’archeologo del 6000. Vere Gordon Childe, famoso archeologo, scriveva alla fine degli anni ‘50: “Il bullone allentato che è caduto dalla mia auto questa mattina, la scatola di sardine, che ho accuratamente sotterrato dopo pranzo a Esher Common, e il cratere lasciato da una bomba tedesca, sono dati archeologici proprio come la lama a foglia d’alloro, rotta e gettata via da un cacciatore di renne solutreano … L’archeologo del 6000 potrebbe interpretare bulloni, scatole di sardine e crateri di bombe come documenti indicativi del tipo di veicolo usato sulle strade attorno a una grande città, delle abitudini di alcuni suoi cittadini e da azioni di alcuni sconosciuti nemici … Queste sono le cose a cui si interessano gli archeologi … le azioni e i pensieri umani”. I rifiuti raccontano e racconteranno la nostra vita, le nostre abitudini. Dario Tironi e Koji Yoshida di tutti questi abbandoni ne fanno sculture. Un lavoro certosino di recupero, di catalogazione per oggetti, funzioni, forma, colori, materiali per poi farli rivivere, riciclati, in opere d’arte. Così nascono le sculture di questi due giovani Artisti che, ad un primo sguardo, possono sembrare geniali e fantasiose sculture dai colori accesi, ingegnosi e gioiosi giocattoli per adulti, singolari opere realizzate come in una composizione del famoso gioco del LEGO. Realizzate con i codici della nostra epoca, sono esse stesse testimonianza e denuncia, rimandandoci l’immagine della nostra civiltà: siamo ciò che consumiamo, da mattina a sera ogni nostro bisogno è accompagnato da un involucro, una confezione, cibi e oggetti che, una volta che ci hanno soddisfatti, vogliamo buttare e negare. Sculture composte da cose: osservandole, ognuno di noi, può riconoscere un oggetto o parte di esso che nella sua vita ha posseduto o usato. Tironi e Yoshida ci inducono inoltre ad un’altra considerazione, spingendoci a pensare a quanto l’ umanità sia comunque contaminata dalla tecnologia e di quanto non ne possa più farne a meno. I video giochi, i computer, i telefonini ci appartengo e già fin da ora il progresso della bio-ingegneria ha prodotto scoperte che correggono il funzionamento di organi o sostituiscono parti del corpo umano con trapianti ed innesti di chip, pace-maker, valvole e arti artificiali. L’essere umano si appropria degli oggetti che esso stesso crea, se ne autoalimenta e si autosostituisce, l’uomo bionico non è fantascienza, fa già parte del nostro futuro molto prossimo e, tutto questo sicuramente modificherà la percezione dell’uomo, come anche la sua natura ed i suoi sentimenti.Le opere di Dario Tironi e Koji Yoshida sono sculture ma anche entità che, immobili, con la loro realtà oggettiva, vogliono indurci alla riflessione.
Isabella Del Guerra

REALTA' OGGETTIVA

At the end of every day, all of humanity, has contributed to create artificial mountains of garbage, found under huge ground clothes, underground, usually along roads that we pass through daily, along the banks of rivers and seas, we meet them where we would just enjoy unspoiled nature. It 's our reality ! Our ordinary that we create buying, consuming, wasting. A run towards purchasing useless things, created by deception to improve our life, objects that are continually being modified to improve the functions and raises the serious problem of disposing of an enormous volume of waste. A trash that Man wants to distance himself from, hidden from sight and smell; he wants to live in clean and perfumed environment, he must be good smelling and so here comes the amount of shampoo, deodorant, household cleaners, degreasers and soap for washing machines that wash whiter than white as white can be. And moreover empty boxes and containers that go to swell the mountain of waste. Bruno Munari has crystallized in the resin waste of equipment, mechanisms, magnetic materials, "Archaeology of the Future" a big hunting for the archaeologist of 6000s. Vere Gordon Childe, a famous archaeologist, wrote in the late '50s: "The loose bolt that fell out of my car this morning, the box of sardines, which I carefully buried after lunch in Esher Common, and the crater left by a German bomb are archaeological data just like the blade bay leaf, broken and thrown away by a deer Solutrean hunter ... The archaeologist of 6000s could interpret bolts, boxes of sardines and bomb craters documents as indicative of the type of vehicle used on roads around a big city, the habits of some of its citizens and the actions of some unknown enemies ... These are the things that archaeologists are interested in...human actions and thoughts. " Waste recounts and tells our life, our habits. Dario Tironi and Koji Yoshida make sculptures of these dropouts. A work of painstaking restoration, cataloguing objects, functions, forms, colours, materials and then revive them, recycled in works of art. This is how the sculptures of these two young artists come to life, figures that at first glance, may seem ingenious and imaginative sculptures in bright colours, clever and playful adult toys, unusual works as a composition of the famous game of LEGO. Made with the codes of our era, they are themselves testimony and complaint, returning the image of our civilization : we are what we eat, from morning to night our every need is accompanied by an envelope, packaging, food and objects that, once we have been satisfied by, we want to throw and refuse. Sculptures made from things: observing them, each one of us can recognize an object or its part in his life possessed or used. Tironi and Yoshida also lead us to an another point, pushing us to think about how the 'humanity is contaminated by technology and how we can not live without. Video games, computers, mobile phones belong to us and we already know about the progress that bio-computer engineering has produced discoveries that correct functioning of organs or replace body parts with transplants and implants of chips, pacemakers, valves and artificial limbs. The human being takes possession of the objects that he creates, and he feeds and substitutes from them, the bionic man is not science fiction, it is already part of our very near future, and this surely will change the perception of man and its nature and its feelings as well. The works of Dario Tironi and Koji Yoshida are sculptures but also entities that, motionless, with their objective reality, want to lead us to reflection.
Isabella Del Guerra

Dal 9 luglio al 1 settembre 2011

Fortezza Monumentale del Priamar
Savona

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