Davide mosconi / Dettaglio evento

Nato a: Milano Italia



Conferenza mostra Davide Mosconi - "Ritrarsi"

Dal Monday 06 October 2003
al Monday 06 October 2003

Gli artisti correlati Davide mosconi

Comunicato stampa evento: Conferenza mostra Davide Mosconi - "Ritrarsi"

6 ottobre, ore 18,30 presso l’auditorium

intervengono: Elisabetta Longari, storica dell’arte
Carla Pellegrini, Gallerista
Luigi Erba, artista e storico della fotografia
Roberto Mutti, critico fotografico
Andrea Dall’Asta, direttore San Fedele Arte


Il Centro Culturale San Fedele inaugura la stagione 2003-2004 con una mostra dedicata a Davide Mosconi, recentemente scomparso.

http://www.teknemedia.net/news/dettaglio_news.html?newsId=3395

Negli spazi della Galleria è ospitata una mostra che punta l’attenzione sull’autoritratto: saranno infatti esposti una serie di ritratti da Rembrandt a Picasso accanto all’ultima ricerca di Davide Mosconi centrata sull’osservazione di se stesso e della sua figura in posa di fronte alla macchina fotografica. L’artista proseguendo la ricerca e la sperimentazione ha trafitto il negativo in modo tale che la stampa finale mostrasse spaccature, fenditure dentro cui far penetrare il nero dello sfondo per interrompere la continuità del colore dell’incarnato. Davide Mosconi ha voluto creare un rapporto quasi ipnotico: grazie all’uso dei vetri di protezione, infatti chi si avvicina alle sue fotografie non può che veder riflesso il proprio volto nelle zone scure dell’autoritratto così da fondere il proprio volto a quello dell’autore.
Contemporaneamente, nello Spazio Aperto San Fedele, due reportage che ben illustrano il modo con cui Mosconi ha letto nella realtà la vita, facendo emergere lo stile del grande fotografo. Si tratta di due lavori - assolutamente inediti e presentati per la prima volta in una mostra - lontani nel tempo ma vicini più di quanto non sembri nello spirito.
San Fedele Arte via hoepli, 3 a-b 20121 milano - tel 02 86352233 fax 02 86352236 e-mail s.fedelearte@libero.it



Galleria e Spazioaperto San Fedele
Davide Mosconi Ritrarsi
a cura di Roberto Mutti
23 settembre - 31 ottobre 2003



Di fronte alle opere di Davide Mosconi ci si trova sempre spiazzati perché, ed è lo stesso autore a volerlo, il punto di osservazione non è mai dato una volta per tutte, il giudizio non è definitivo ed anzi tutto induce a doverlo sospendere. Questo è sicuramente dovuto alla complessa personalità dell’autore che non è mai riducibile a una delle sue tante facce perché il fotografo pubblicitario, il compositore musicale, l’artista capace di ricerche audaci non sono altro che i diversi e convergenti angoli di una visuale che definiscono il modo con cui Davide Mosconi per tutta la vita ha osservato la realtà. Proprio per questa ragione, la mostra allestita al Centro Culturale San Fedele permette differenti piani di lettura il primo e più importante dei quali è quello dell’autoritratto esposto in Galleria: accostati a celebri opere di Rembrandt, Van Dyck, Picasso, Goya e altri prestati per l’occasione da un’importante collezionista milanese, gli autoritratti di Mosconi sono il risultato della sua ultima ricerca realizzata mettendosi in posa di fronte la macchina fotografica e trafiggendo poi il negativo in modo tale che la stampa finale mostrasse spaccature, fenditure dentro cui far penetrare il nero dello sfondo per interrompere la continuità del colore dell’incarnato. Ritrarsi è, dunque, anche filologicamente un’operazione dal duplice significato perché per un verso indica la disponibilità a mostrarsi (tipica di che si pone di fronte al suo stesso obiettivo) e per l’altro implica una più sotterranea ma altrettanto tenace volontà di sfuggire, allontanarsi, ritrarsi, ben evidenziata dalle spaccature di cui si parlava. Se Rembrandt o Van Dyck “guardano in macchina” con uno sguardo che sembra una sfida all’osservatore che si sente a sua volta osservato, Mosconi ha voluto creare un rapporto quasi ipnotico: grazie all’uso dei vetri di protezione, infatti chi si avvicina alle sue fotografie non può che veder riflesso il proprio volto nelle zone scure dell’autoritratto così da fondere il proprio volto a quello dell’autore. É quindi l’osservatore stesso a trovarsi ritratto e quindi, ancora una volta, ad allontanarsi-ritrarsi con stupore e
imbarazzo del risultato.
Se un artista si definisce anche per le opere che sono specchio della sua personalità, Ritrarsi presenta, nello Spazio Aperto, due reportage che ben illustrano il modo con cui Davide Mosconi ha letto nella realtà la vita, facendo emergere lo stile del grande fotografo. Si tratta di due lavori - assolutamente inediti e presentati per la prima volta in una mostra - lontani nel tempo ma vicini più di quanto non sembri nello spirito. Lo straordinario reportage in bianconero sul Messico è stato realizzato usando la Rolleiflex avuta in prestito da Richard Avedon di cui Mosconi è stato assistente nel 1963: la stampa a pieno formato, l’uso espressivo della macchina, la capacità di riempire il fotogramma con la vita evitando ogni retorica, le inquadrature che conferiscono all’insieme un grande dinamismo convergono in un lavoro che ha la forza di una narrazione incalzante e il ritmo di un’intensa visione poetica. Molto più vicino nel tempo, il lavoro scattato nel deserto usa toni bassi dei cromatismi come se il colore acceso - che in genere colpisce il turista e il viaggiatore occasionale - dovesse far posto a una riflessione più profonda così da ottenere una visione equilibrata, attenta, capace di andare oltre fino a cercare nelle profondità del sé.

Per meglio riflettere sulla complessità della sua figura di Davide Mosconi, oltre all’aspetto espositivo Ritrarsi vivrà in alti momenti con interventi, letture e spazi di ascolto dove si parlerà dell’autore anche come artista e musicista.



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