Donatella Spaziani / Dettaglio evento





Spirito divino

Dal sabato 03 giugno 2006
al venerdì 30 giugno 2006

Orari:
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Comunicato stampa evento: Spirito divino

Incontri a Montellori

a cura di Luca Beatrice e Valeria De Simoni


Dell'Indico Orïente
Domator glorïoso il Dio del vino
fermato avea l'allegro suo soggiorno
a i colli Etruschi intorno...


Francesco Redi fu scienziato e letterato aretino, accademico della Crusca, medico di corte della famiglia Medici. Di tutte le sue opere poetiche è rimasto celebre il ditirambo Bacco in Toscana (1685), tripudiante elogio del vino, ritenuto un capolavoro della letteratura d’evasione, che conobbe enorme successo in tutta Europa. Bacco, immaginato ad assaggiare i vini della regione, offre un divertente catalogo dei vini toscani del tempo.
Dioniso (Bacco per i romani), dio greco dell'ebbrezza e della pazzia, del vino, della musica, dei teatranti e della vegetazione, attorniato da ninfe e satirelli, fra vigneti e canti si è fermato anche a Montellori. Qui, terra di antichissime tradizioni, dal 1895 la famiglia Nieri si impegna con passione nel rinnovamento continuo di metodi di coltivazione e tecniche di vinificazione creando vini capaci di esprimere il vero carattere del luogo di origine. La linea è composta da otto vini - due bianchi (Mandorlo e Sant'Amato), quattro rossi (Chianti, Moro, Dicatum e Salamartano), uno spumante Metodo Classico e un Vinsanto.
Eva e Alessandro Nieri sono inoltre molto attenti e interessati alla scena contemporanea dell’arte italiana e, in particolare, agli artisti più giovani. Da qualche tempo, presso la loro azienda, organizzano gli "Incontri a Montellori", vere e proprie mostre o interventi site specif . Dopo le personali di Daniela De Lorenzo e Antonio Catelani a cura di Laura Cherubini e quella di Luca Vitone, il 3 giugno 2006 inaugura Spirito divino, a cura di Luca Beatrice e Valeria De Simoni. La scuderia e la vinsantaia saranno il teatro per le opere di Gabriele Arruzzo, Stefano Cagol, Gea Casolaro, Francesca Forcella, Luca Francesconi, Caretto e Spagna, Donatella Spaziani. Innovazione e tradizione, alta tecnologia e antichi saperi: questo spazio industriale immerso nella natura, con i suoi contrasti, sembra perfettamente adatto ad accogliere il diverso modus operandi degli artisti in mostra. Le tele di Gabriele Arruzzo, ricche di simbologia e citazioni, sono animate da personaggi bizzarri e surreali. L’artista contrappone immagini tratte dalle fiabe, da antiche illustrazioni, dalla storia dell’arte, dando origine a costruzioni difficili da decifrare, coloratissimi rebus. I dipinti di Francesca Forcella raffigurano case e baite di montagna immerse nel silenzio. Sono visioni oniriche, scenari dalla prospettiva illusoria e distorta immersi nel candore del paesaggio innevato. Gea Casolaro attraverso l’uso della fotografia, analizza le infinite realtà racchiuse in ogni sguardo. Indaga il senso dell’immagine e della rappresentazione così difficilmente definibili. La serie esposta, Ricordando Constable, evoca i paesaggi ritratti dal pittore inglese caratterizzati dalla disposizione casuale e irregolare degli elementi. Gladio, di Luca Francesconi, è una sorta di meridiana realizzata con la punta di un pescespada. L’oggetto, che ricorda le corte spade usate in battaglia dagli antichi romani, nasce come riflessione sulla nostra storia così profondamente legata al Mediterraneo, bacino di origine di molte culture. L’artista mantovano espone anche alcuni disegni incentrati sul fenomeno naturale dell’innesto. Stefano Cagol, indirizzando la sua ricerca sullo studio dei punti di vista alterati, sulle influenze fisiche e mentali, sui valori sballati, ha realizzato un’insolita installazione consistente in un frigorifero che, curiosamente, diffonde strani rumori e inni nazionali: un abbinamento inaspettato al fine di deviare il nostro comune punto di vista sulla realtà. Donatella Spaziani, sia nelle fotografie che nei disegni, lavora sullo spazio inteso come distanza tra se stessa e il soggetto raffigurato, sullo spazio come dimensione mentale, frutto di sollecitazioni e stimoli esterni. Le installazioni di Andrea Caretto e Raffaella Spagna affrontano il delicato rapporto tra uomo e natura. Tra ricerca scientifica, azione collettiva e documentazione, tentano di recuperare il legame profondo che lega l’uomo al territorio in cui vive.


Gabriele Arruzzo (Roma, 1976) vive e lavora a Pesaro
Stefano Cagol (Trento, 1969) vive e lavora a Trento
Gea Casolaro (Roma, 1965) vive e lavora a Roma
Francesca Forcella (Atri,TE, 1974) vive e lavora a Torino
Luca Francesconi (Mantova,1979) vive e lavora a Milano
Andrea Caretto (Torino, 1970) e Raffaella Spagna (Rivoli, TO, 1967) vivono e lavorano a Torino
Donatella Spaziani (Ceprano, FR, 1970) vive e lavora tra Frosinone e Parigi



Inaugurazione: sabato 3 giugno 2006, ore 17.00
3 - 30 giugno 2006


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