Elio Marchegiani / Documentazione








Elio Marchegiani nasce a Siracusa nel 1929 da genitori siciliani. Nel 1934 è a Livorno con la famiglia dove trascorre l’infanzia e la giovinezza. Inizia a dipingere da bambino, da autodidatta. Per tradizione famigliare compie studi classici e si iscrive alla Falcoltà di Giurisprudenza all’Università di Pisa. Il 26 agosto 1950, ventunenne, partecipa alla “Mostra della caricatura”, prima collettiva promossa dall’Enal Provinciale di Livorno. Inizia così la frequentazione con un certo ambiente artistico della città, ma è soprattutto l’incontro con Mario Nigro che gli fa decidere la strada da percorrere. Ha inizio un sodalizio artistico con lo stesso Nigro e con J.Mario Berti e Ferdinando Chevrier. Insieme organizzano mostre ed incontri culturali, ma è la conoscenza e l’amicizia con Gianni Bertini che gli suggerisce di lasciare la provincia per l’avventura artistica a Parigi, a Milano, a Roma, a Bologna. In queste città eleggerà poi le sue residenze operative, preferendo, nel periodo estivo, lo studio nell’isola di Faviagnana.
E’ invitato al 3° Premio Modigliani Città di Livorno nel 1957 ed ai successivi 4° nel ’58 e 5° nel ’59. La sua prima personale alla Galleria Giraldi di Livorno nel 1958. L’anno successivo partecipa all’ 8° Quadriennale di Roma. Espone a Firenze con una personale alla Galleria Numero, frequentata anche da artisti stranieri. Sempre a Firenze fa parte del “Gruppo 70”, iniziando una solidale amicizia con Giuseppe Chiari. L’attenzione a Giacomo Balla, Marcel Duchamp e Lucio Fontana ed ai legami fra scienza e immagine costituiscono la base di tutto il suo futuro lavoro che, negli anni sessanta, sarà gestito da Guido Le Noci della Galleria Apollinaire a Milano e da Gaspero del Corso della Galleria L’Obelisco di Roma. “Marchegiani ha saputo arricchire all’infinito la tecnica dell’immaginazione fino a dare corpo ad un’immagine della tecnica” scrive Maurizio Fagiolo Dell’Arco nel ’67 in “Rapporto 60” Bulzoni Editore (vedi Deus ex machina, 1965; Venus, 1965, collezione Fuji International Art Gallery, Tokio; Progetto per una lapide luminosa a James Bond, 1965, collezione Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino). Invitato nello stesso anno alla VI° Biennale della Repubblica di San Marino sul tema “Nuovi Materiali Nuove Tecniche” vince il Premio A.I.C.A. (Associazione Internazionale Critici d’Arte presieduta da Giulio Carlo Argan) con Progetto Mercury 1965-66 e Minerva 1967, Minerva, per volontà di Palma Bucarelli, entra a far parte della collezione Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Questa sua attenzione all’uso delle tecniche della contemporaneità artistica lo porta già negli anni ’60 a pensare all’inserimento nelle Accademie di Belle Arti di un corso di restauro dell’Arte contemporanea.
Nel 1967 ha ricostruito, in maquette, il “Teatro futurista di Giacomo Balla: Le feu d’artifice”, presentato da Maurizio Calvesi, nel 1968, alla Biennale di Venezia insieme alla ricostruzione dei fiori futuristi ed altre opere lasciate da Balla incompiute o con la scritta : “Ricostruiteli con i materiali della vostra epoca”.
Dopo la ricerca sul movimento e la luce e la ricostruzione di Feu d’Artifice di Giacomo Balla nel 1968, l’idea di “tecnologia come poesia” lo porta ad un’analisi ancora più attenta del suo lavoro con opere ed ambientazioni. Prende a frequentare matematici e scienziati, traendo nuovi spunti di approfondimento del proprio fare, dichiarando che l’Arte è una scienza esatta che ha avuto la fortuna di non esserlo, vedi la mostra: Le Mosche, 1969 (con Giorgio Celli e Bruno D’Amore) che, trenta anni dopo, nel ’99, è stata rivisitata al Musèe Rèattu di Arles per “Dards D’Art Mouches, moustiques…Modernité” su invito di Michèle Moutashar; vedi Cultura è energia, 1971 (con Pierre Restany e Giorgio Cortenova).
La serie delle Gomme, destinate a morire nel tempo, (eseguite tra il ‘71 e il ’73) precede il periodo in cui si dedica alle Grammature di colore e alle ricerche sui supporti (Intonaco, Lavagna, Pelle, Pergamena). Le Grammature di colore (sintesi astratto geometrica dell’affresco italiano) restano un costante riferimento di ricerca che l’artista considera obbligatorio nel suo fare (fare per far pensare). Ricordiamo un pensiero di Giorgio Cortenova “In Marchegiani il senso del magico e dell’esoterico non si eclissa mai, ma riaffiora sempre come la filigrana della metafora”. La ricerca sui materiali e sui supporti negli anni settanta farà dire a Gillo Dorfles “a Marchegiani basta il supporto per fare l’opera”. Da oltre trant’anni le Grammature di colore sono un titolo costante del suo lavoro che Giorgio Di Genova in “Generazione anni venti” riassume: “in pieno clima di quel concettualismo che aveva azzerato la pittura, Marchegiani capovolge la situazione ampliandone gli orizzonti all’ambito strutturale e cromatico. Perché non c’è dubbio che pesare il colore è un’operazione concettuale” Una Grammatura di colore è attualmente esposta nella Collezione Arte Contemporanea Italiana alla Farnesina (Ministero degli Esteri, Roma).
Nel novembre 1986 ha partecipato, per invito di Corrado Maltese e Maurizio Calvesi, al convegno sui problemi del restauro in Italia promosso dal C.N.R.. Considera non solo importante l’esperienza da lui stesso vissuta nell’esecuzione delle sue opere, già dagli anni ’60, altamente sofisticate (vedi Deus ex machina 1965-66; Venus 1965; Progetto per una lapide luminosa a James Bond 1965), ma l’attenzione portata a quelle degli altri Artisti ed alla loro frequentazione, acquisendo dati che reputa doveroso lasciare a chi in futuro dovrà provvedere alla conservazione e restauro di queste opere, eseguite con ogni materia e mezzi, che implicano esperienze diverse che devono obbligatoriamente essere considerate materia per l’impostazione di una scuola specifica.
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Ha eseguito e curato restauri d’ opere di Fontana, Manzoni, Bonalumi, Castellani, Rotella, Bertini e moltissime altre tecnologicamente complesse di proprietà di Galleristi e collezionisti anche stranieri.
Per tre anni ha tenuto un Corso di Formazione professionale a Iesi di Storia dell’Arte Contemporanea, curando il restauro di moltissime opere del “Gruppo N”, “Gruppo T”, “Gruppo 56”, di Julio Le Parc, Marina Apollonio, Gianni Colombo ed altri, che richiedono una particolare attenzione, appunto, per la loro complessità anche tecnologica.
Nel 1990 è’ stato consultato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma per la conservazione di alcune opere di Pino Pascali (vedi “Conservare l’arte contemporanea oggi” a cura di Lidia Righi – Nardini Editore) ed ha eseguito anche il restauro del “Grande rettile” di Pino Pascali esposto al Museo progressivo d’Arte contemporanea di Livorno.
Nel 1997 partecipa alla mostra “Dadaismo Dadaismi – da Duchamp a Warhol – 300 capolavori” a Palazzo Forti di Verona, con l’opera “Deus ex machina, 1965” invitato dal curatore Giorgio Cortenova.
Nel 1998 il Comune di Livorno, nello spazio del Museo Fattori, gli dedica un’ampia antologica che comprende le opere più significative dei diversi periodi della sua ricerca artistica con la pubblicazione di un catalogo dal titolo: “Fare per far pensare”, logos, ormai da tempo, del suo lavoro. Così dalla fine del secolo ad oggi, la sua attività è rivolta, con opere anche tridimensionali ed ambientali, ancora di più a questo suo “Fare per far pensare”: dedicando una attenzione maggiore al mondo esterno, nella costante convinzione che l’artista debba “raccontare” anche la propria Epoca. Sempre nel ’98 alla GNAM di Bologna Danilo Eccher lo invita alla mostra “Arte Italiana, ultimi quarant’anni, Pittura Aniconica”.
Nel ’99 ed anche nel 2003 a Erice, invitato da Luciano Caramel, partecipa a “Arte in Italia negli anni 70” e sempre nel ’99, a Pieve di Cento a “Generazioni italiane del ‘900” al Magi ‘900, a cura di Giorgio Di Genova, e sia al Museo di Erice che al Magi ‘900 è in collezione una “Grammatura di colore”.
Nel maggio-giugno 2001 alla Galleria d’Arte Contemporanea di Casel San Pietro Terme, a cura di Bruno D’Amore, “La mia Cina” è “ il ricordo di un viaggio che mi vive ancora dentro come arcana essenza di un misterioso Pianeta…un’ ultima immagine di un mondo antico per la nostra memoria, ma che ormai in silenzio, si evolve per un riscatto e un possibile futuro dominio”
Sempre nel 2001 il Museo Teatrale alla Scala lo invita con la sua ricostruzione di “ Feu d’artifice” di Giacomo Balla, riportata in grandezza originale per la mostra “Sipario” al Castello di Rivoli nel ’97 esposta anche nel 2005 al MART di Rovereto nella mostra “La danza delle Avanguardie” .
E ancora nel 2001 è presente al Ministero degli Affari Esteri, nella “Collezione di artisti del XX Secolo alla Farnesina” a cura di Maurizio Calvesi. A Sicli per la Provincia di Ragusa, partecipa ad “Origini” a cura di Francesco Gallo, che lo nomina un grande viaggiatore che porta inscritta nella sua mente la mappa del suo mondo ideale.
E’ stato invitato da Alberto Boatto alla mostra “Continuità in Toscana 1945-2000” che si è tenuto a Palazzo Strozzi a Firenze nel Gennaio 2002 con le opere Progetto Mercury e Minerva concessa in prestito dalla GAM di Roma.
Nel novembre 2002 - gennaio 2003 allo Spazio Grossetti Annunciata Arte Contemporanea di Milano la sua mostra “Il viaggio tradito”, è una personale sul tema della Sopraffazione.
Nel 2004 alla Mole Vanvitelliana di Ancona partecipa alla mostra “Riflessi nell’arte” e al XXI Premio Sulmona, invitato da Giorgio di Genova, riceve il Primo Premio acquisto motivato dalla finezza, rigore del suo lavoro e del suo stimolante percorso sperimentale.
Il Comune di Pianoro lo ha incaricato della progettazione ed esecuzione del monumento a Salvo D’Acquisto da situare nella nuova Piazza della Stazione ferroviaria di Pianoro, al medesimo intitolata, ed inaugurata il 29 maggio 2004.
Nel maggio 2005 con opere di collezione privata, si inaugura una sua personale nel nuovo spazio Matithyah, servizi per l’Arte a Pontedera dal titolo “Ventuno grammi le grammature dell’anima”. Nel contempo Peter Weiermair lo invita a “Bologna Contemporanea” una testimonianza della ricerca artistica più significativa sul territorio nel corso degli ultimi trent’anni, alla GAM di Bologna. Nel luglio 2005 a cura di Sergio Troisi è invitato alla mostra sul tema “Interni Italiani” passaggi della società italiana attraverso le opere degli artisti, nella sede della Pinacoteca Comunale di Marsala.
Nel 2006 partecipa all’importante esposizione organizzata dalla Università degli Studi di Roma Tre a cura di Otello Lottini dal titolo “Arte Italiana e Cristianesimo in compagnia di Tiziano” presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; Claudio Cerritelli lo invita al 45° Premio Suzzara; Marco Meneguzzo alla mostra “Sicilia!”, da lui organizzata per la Galleria Credito Siciliano di Acireale.
Nel marzo 2007 una mostra antologica nel Convento del Carmine di Marsala sede dell’Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea con la presentazione di Sergio Troisi. Per l’occasione, con la collaborazione delle gallerie d’Arte Niccoli di Parma e Giraldi di Livorno, è stata pubblicata una monografia a cura di Carola Pandolfo Marchegiani “Elio Marchegiani Linee di produzione 1957-2007” edizioni Carte Segrete di Roma che documenta cinquant’anni della sua storia.
La monografia, è stata presentata il 7 novembre 2007 alla GNAM di Roma, dove è stata esposta in sede definitiva, “Progetto Minerva” la scultura luminosa Premio Biennale di San Marino 1967.
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La pubblicazione accompagna la mostra “Elio Marchegiani: tra esperimento e innovazione: cinquant’anni di idee, progetti ed opere 1947-2007” inaugurando, l’otto novembre, la Sala Espositiva del Centro d’Arte Contemporanea (CEDAC) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre con un seminario di studio su “l’esperienza del restauro dell’arte contemporanea” nell’Aula Magna della stessa Università.
Sempre in novembre 2007 alla Permanente di Milano a cura di Marco Meneguzzo è invitato alla mostra “Arte analitica, i percorsi italiani 1970-1980”
Seguiranno le mostre già programmate alla Galleria d’Arte Niccoli di Parma e alla Galleria Giraldi di Livorno e allo Spazio Annunciata di Milano.
E’ al lavoro nell’attuale di studio Pianoro Vecchio, per la realizzazione di un progetto dedicato ancora una volta alla Sopraffazione ed al Potere dell’uomo dalla Preistoria ad oggi.

E’ stato Art Director della nuova Scuola di “Restauro e tutela degli oggetti d’arte e di cultura contemporanea del Comune di Morro D’Alba nelle Marche, dal 2004 al 2007.
Marchegiani è stato docente, per più di un ventennio, alla cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, da lui diretta dal 1983 al 1988.

Ha al suo attivo novanta personali, citiamo quelle nelle negli spazi pubblici delle seguenti città: Lussemburgo ’65, Ferrara e Modena ’77, Alessandria ’78, Macerata ’79, Reggio Emilia ’80, Mantova ’81, Marsala ’84 e 2007, Capua ’92, Livorno,’98, Roma 2007 Sala Espositiva del Centro d’Arte Contemporanea della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre. Numerosissime collettive in Italia e all’Estero. E’stato invitato alla Biennale di Venezia del ‘68, ‘72, ’86.
Attualmente vive ed opera a Pianoro Vecchio sui colli bolognesi.


Opere presenti in spazi pubblici tra i più significativi: Pianacoteca Civica, Alessandria; Pinacoteca Comunale, Ancona, Museo Municipale “Bait Shalomon Asch”, Bat Yam (Israele); Museum, Bagheria, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna; Palazzo Durini, Bolognano; Museion, Bolzano; Kunstmuseum Bonn, Bonn (D) Pinacoteca Comunale, Capo D’Orlando; Galleria Comunale d’Arte Moderna, Castel San Pietro Terme; Galleria Civica d’Arte Moderna, Gallarate; Museo Civico e Scuola Elementare, Gibellina; Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (A); ZKM Zentrum Kunst und Medientechnologie, Karlsruhe (D)
Museo Civico G:Fattori, Livorno; Pinacoteca Comunale, Macerata Pinacoteca Comunale, Marsala; Collezione Banca Intesa, Milano; Museo d’Arte Contemporanea del ‘900, Monsummano Terme; Presidenza Regione Siciliana, Palermo; Galleria Nazionale, Parma; Giben International, Pianoro; Piazza Salvo D’Acquisto, Pianoro; Magi ‘900, Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900, Pieve di Cento; Museo del Parco, Portofino; Ambasciata d’Italia, Repubblica di San Marino; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Unità Collezione Farnesina, Ministero degli affari Esteri, Roma; Raccolta grafica della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte, Siena; Galleria del Premio, Sulmona; Kunstmuseum Stuttgart, Stuttgart (D); Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; Fuji International Art Gallery, Tokio (Giappone); MART - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Trento e Rovereto.

Inoltre sue opere sono presenti in numerose ed importanti collezioni private in Italia e all’estero.


Hanno scritto di lui:
Giulio Carlo Argan, Vicente Aguilera Cerni, Mariano Apa, Umbro Apollonio, Dede Auregli, Guido Ballo, Mirella Bandini, Gino Baratta, Francesco Bartoli, Eugenio Battisti, Elide Bergamaschi, Massimo Bignardi, Alberto Boatto, Achille Bonito Oliva, Rossana Bossaglia, Palma Bucarelli, Sylvano Bussotti, Maurizio Calvesi, Lorenzo Canova, Luciano Caramel, Flavio Caroli, Toti Carpentieri, Germano Celant, Giorgio Celli, Claudio Cerritelli, Laura Cherubini, Vittoria Coen, Giorgio Cortenova, Myriam De Cesco, Bruno D’Amore, Robert Delevoy, Gian Alberto Dell’Acqua, Giorgio Di Genova, Gillo Dorfles, Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Vittorio Fagone, Riccardo Ferrucci, Marco Fragonara, Giuseppe Frazzetto, Francesco Gallo, Elena Gigli, Armando Ginesi, Flaminio Guardoni, Udo Kultermann, Davide Lacagnina, Luigi Lambertini, Otello Lottini, Flavia Matitti, Lorenzo Mango, Giuseppe Marchiori, Elverio Maurizi, Luigi Meneghini, Marco Meneguzzo, Filiberto Menna, Elisabetta Muritti, Michéle Moutashar, Italo Mussa, Marisa Volpi Orlandini, Lorella Pagnucco Salvemini, Daniela Palazzoli, Demetrio Paparoni, Roberto Pasini, Gabriele Perretta, Ludovico Pratesi, Carlo Arturo Quintavalle, Pierre Restany, Arnaldo Romani Brizzi, Franco Russoli, Roberto Sanesi, Giandomenico Semeraro, Alessandro Sibilia, Silvana Sinisi, Leonardo Sinisgalli, Franco Solmi, Carmelo Strano, Italo Tomassoni, Toni Toniato, Tommaso Trini, Sergio Troisi, Lorenza Trucchi, Emilia Valenza, Miklos Varga, Lea Vergine, Marisa Vescovo, Lara Vinca Masini, Francesco Vincitorio.
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