Emile Di Tomaso
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Emile Di Tomaso / Dettaglio evento
Arte dell’Incisione
Galleria d’Arte Narciso
Sede Piazza Carlo Felice, Torino
Altre informazioni Tel +39 011 543125 | e.cerrato@360info.tv
Data di apertura venerdì 09 dicembre 2005
Data di chiusura sabato 14 gennaio 2006
Gli artisti correlati
Cino Bozzetti, Emile Di Tomaso, Federica Galli, Felice Casorati, Giacomo Soffiantino, Graham Sutherland, Jim Dine, Leon Gischia, Lorenzo Alessandri, Lucio Fontana, Mario Calandri, Piero Dorazio
Comunicato della mostra : Arte dell’Incisione
PREZIOSI FOGLI INCISI
Elio Pinottini, Art Director della Galleria Narciso, dedica la Mostra del Natale 2005 alle pagine incise, spaziando dal mondo torinese ai nomi significativi dell’Arte europeo, dell’Arte italiana sino a sconfinare nella Pop Arte di Jim Dine, autore di collages, la sua spilla di sicurezza fissata su di un foglio aveva un po’ stupito i benpensanti dell’arte decine di anni or sono. Oggi – di fronte ad espressioni pseudoartistiche e muri bagnati ( con relativo pavimento scivoloso ) che bene poco ci coinvolgono – la lucente spilletta ci pare quasi poetica. Una intera sala è dedicata ad Alessandri, il pittore di Giovenco del quale proprio alla Narciso avevamo ammirato una retrospettiva; ritornano i fogli con l’incantevole Sylvia Yung, il cui volto sovente ritroviamo nella produzione di Alessandri anni settanta ( “ Domatrice imprudente “ ), le “ Confidenze inoppor-tune “, “ I sogni di una ragazza dalle lunghe gambe “: sempre il segno di Alessandri è deciso, costruttivo, non disgiunto dalla poesia nonostante qualche mostriciattolo compaia qua e là. Ricordiamo, di Alessandri, la bella opera che avevamo avuto modo di esporre al Parlamento Europeo nella quale il sogno, l’angoscia, la realtà, l’inquietudine mirabilmente si confondono.
Poi quattro opere di Mario Calandri, l’Amico garbato e schivo che apprezzava anche una sola riga scritta a commento della produzione. Ritornano i minuscoli teatrini nei quali è racchiusa la saggezza di una vita fatta di riflessione e solitari pensieri. Raffinati fogli toccati dalle ombre e da qualche timido accenno di colore, realizzati da uno dei grandi maestri della Scuola di Incisione dell’Accademia di Torino.
Subito appreso, datato 1936, il bel “ Nudo nell’atelier” di Felice Casorati e la “ Vacca nel fiume “ di Cino Bozzetti, appassionato cantore di quel Bormida- in cui è nato- del quale tanto si è parlato e sulle cui sponde stanno ritornando i fiori e gli uccelli migratori per nidificare.
Torino: la voce della città è incentrata sulle opere di Giacomo Soffiantino ( interessante quella fantastica chiesa di “ Santa Chiara a Bra “ ove lo spazio si fa illusione ) e di Felice Casorati, autore di una sensibile litografia su zinco.
A Milano, maestra dell’incisione è Federica Galli, autrice che abbiamo ripetutamente avuto modo di considerare nelle sue mostre torinesi; la sua opera, bilanciata tra i grigi ed i neri, è come sempre sapiente. Accanto, subito s’impone di Lucio Fontana la “ Acquaforte litografia , prove d’autore realizzata con segno marcato, tocchi di colore e un pizzo di poesia nello sfilacciarsi dei bianchi.
Le grafiche realizzate nel 2005 in Québec dall’artista italo-belga, Emile Di Tomaso, divertono facendo compenetrare segni e forme così da creare un ambiente curioso e ricco di emozioni.
L’opera di Dorazio, variamente colorata a seconda degli esemplari, è datata 1968 e s’accosta in qualche misura all’effetto di Op Art espresso da Derek Boshier: erano glia anni in cui Vasarely imponeva l’ottica confusione dell’immagine. Quindi il ritorno di Wilfredo Lam, autore che aveva a suo tempo riscosso grande successo per il geometrizzarsi delle forme nello spazio.
Sul versante straniero, un foglio di Arp – sempre e solo scultore- “ Les Formes majestueuses “ di Archipenko, colori e “forme” nell’opera di Leon Gischia, un foglio “Maize” ( “ Il mais “, 1948 ) di Sutherland, la cui comparsa nel panorama dell’arte torinese aveva un po’ sconvolto per la presenza di essere-non essere di scure fenditure sul foglio accanto a verdi luminescenti, un senso di inquietudine che annunciava l’inquietudine nostra, quella di oggi.
Una mostra convincente, che esce dall’immaginazione e dal caveau di Elio Pinottini.
Gian Giorgio Massara
9 dicembre 2005 - 14 gennaio 2006
Galleria Narciso
P.zza Carlo Felice, 18
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