Enrico Iuliano

Enrico Iuliano

Enrico Iuliano / Dettaglio evento

TODIARTEFESTIVAL

Varie Sedi


Data di apertura venerdì 22 luglio 2005
Data di chiusura domenica 31 luglio 2005

Comunicato della mostra : TODIARTEFESTIVAL

TODIARTEFESTIVAL 2005
Nella splendida cornice della cittadina medievale dal 22 al 31 Luglio, l’edizione 2005 è dedicata a “L’Ombra”.

Come ogni anno, il Todi Arte Festival esprime, attraverso un’indicazione tematica, peraltro assai libera, l’intento che è alla base della realizzazione del progetto. Quest’anno l’indicazione è l’ombra. L’ombra in quanto percorso junghiano del proprio “buio” da esplorare e rivelare per pervenire alla chiarezza, all’evoluzione, alla luce. Ecco che il linguaggio dell’arte si fa tramite e spinta al percorso in sé, di sé, per sé. Questo concetto è sempre stato alla base delle mie scelta di vita e professionali, per cui, anche quest’anno, lo sforzo produttivo è indirizzato a un rigore di scelte e di linguaggi. Ci saranno momenti di aggregazione esteticamente e contenutisticamente più espliciti e godibili di altri come La Cenerentola di G. Rossini, il Galà di danza, il concerto di Antonella Ruggiero, e momenti di provocazione a riflettere sull’”ombra” del mondo, cioè la violenza, la disperazione, i mali dell’uomo.
Ci auguriamo, come ogni anno, che cresca l’attenzione a un punto di riferimento carico di impegno, passione, e bellezza, come il Todi Arte Festival.

Simona Marchini



TODIARTEFESTIVAL ARTI VISIVE

VENERDI 22 LUGLIO

MONASTERO DELLE LUCREZIE
ore 18.30 vernissage
TRILOGIE
tempo, spazio, suono nell'arte contemporanea
ETTORE SPALLETTI
GRAZIA TODERI
GILBERTO ZORIO

PERSPECTIVE '05
Interventi di
H.H.LIN
SILVIA IORIO
ENRICO IULIANO
MARINA PARIS
GIUSEPPE PIETRONIRO


L’arte contemporanea distinguendosi dagli orizzonti dell’utopia e delle ideologie laiche e religiose intende esprimere forme e contesti veicolabili attraverso continui atti vitali, attraverso un’appropriazione inedita e incognita del tempo e dello spazio.
Da questa attitudine si diramano le tappe espositive delle due mostre collettive progettate per gli spazi del Convento delle Lucrezie a Todi; chi vorrà fruirle e goderle dovrà porsi in stretta simbiosi con loro, in un prolungato scrutinio emozionale e visivo. Tappe votate al colore impalpabile e polveroso di Spalletti, agli afflati alchemici di Zorio, alle atmosfere rarefatte e sospese dei video di Grazia Toderi.
Un’avventura visiva che ci immette in un campo di energia vivente, in un progetto di reinvenzione dell’esistenza non ancora conosciuto come tale, capace di contemplare i momenti di uno scambio simbolico tra contesti culturali divergenti, tra fenomeni energetici ricchi di segni extracorporei.
Spalletti, Toderi, Zorio stimolano un territorio psichico e vivente più essenziale e profondo, non solo metaforico, tra le pieghe di una civiltà informatizzata e velocizzata, dove il tempo per la cognizione dei propri desideri si è fatto man mano più arduo. Rinnovano l’esperienza dello spazio, del tempo, del sentire, in un flusso di immagini che scivolano nell’aporia e nell’enigma, sulle orme dell’indicibile.
Trilogie ci conduce in un antro poliedrico della visione, una cavità teatrale dove si intrecciano i percorsi di tre protagonisti dell’arte italiana. Ci lascia subire lo sguardo raddoppiato, capovolto e in rotazione della Toderi, tipico dei video Random o Audience, convivere con le forme pure e silenziose, materiali e immateriali, di Ettore Spalletti, ascoltare il sibilo e l’eco delle strutture inquiete di Zorio, dagli alambicchi alle stelle, e ai marrani in movimento.

Perspective ’05 presenta il lavoro di cinque artisti, alcuni dei quali già noti sulla scena nazionale. Questi appartengono ad ambiti di ricerca differenti che toccano l’impiego di video, foto, installazione oggettuale, dispositivi ottici, ecc.
Operano nella creazione di un immaginario fluido e promiscuo sentito come meditazione interna o rifugio microprogettuale, la possibilità di un intermezzo temporale della realtà. Dai video di Lim, alle foto di Giuseppe Pietroniro, dalle installazioni di Marina Paris a quelle di Silvia Iorio e Iuliano, il fruitore partecipa ad un ciclo vitale di fronte al quale egli per primo si pone come interlocutore.
Verso spazialità impreviste e mutevoli, piuttosto che luoghi sistematici e speculativi. Una gestazione polisemia di input associativi dove riecheggiano indagini sul vissuto, trasferimenti identitari nutriti da allusioni al corpo e alla memoria, alla realtà politica, ambientale e tecnologica.

Giacomo Zaza