A cura di Emanuela De Notariis
Benvenuti nel mondo dell’ibrido e del reversibile, dove l’arte assorbe le forme dei cartoni animati, fagocita interi negozi di giocattoli, ravviva scenari urbani, si mescola alla controcultura punk-rock e fa mostra di sè su braccia di pin-up.
Soggetti estrapolati dal quotidiano bizzarro, nati da rielaborazioni di stimoli estetico-visivi proposti dai mass-media e dalle subculture, concorrono alla creazione di scenari onirici abitati da giocattoli isterici, signorine con tatuaggi a coprire cicatrici, esseri dolcissimi che svelano perversioni, o che creano arcobaleni che portano dritto al tuo cuore.
Si tratta di un’arte che si apre a molteplici letture. Allegra, facilmente fruibile, ad uno sguardo attento rivela la propria stratificazione, la “zona d’ombra” nel proprio ventre, la capacità di stanare lo status di disequilibrio in cui tutti ci troviamo, traballanti.
E’ proprio dal disequilibrio che nascono nuovi mondi, a cui piacevolmente lasciarsi andare, accompagnati da animaletti operati da fantachirurghi maestri impagliatori, in luna park abitati da mostriciattoli in visita in un regno fatto di caramella mou, la cui regina bambina mangia carne umana; mentre ibridi felici sorridono al nostro io attratto e respinto, da soffocare in un mare di dolce bubble gum.
Il grigio di muri scrostati coperto di colore, ci parla di alienazioni metropolitane, mentre il sangue di creature dipinte è pomodoro sui tuoi spaghetti a colazione e il sogno americano è una ricetta scaduta, un incubo scotto al microonde.
Offrite in dono le vostre sofferenze, verranno trasformate in mondi fatti di gelato alla fragola e interiora croccanti, da irriverenti destabilizzatori della quotidianeità di una società di cui questi artisti demoliscono icone e simboli; ne scorticano la superficie rivelando inquietudini, che rimescolano in magici calderoni fluorescenti.
Gli artisti di Art Shake sembrano aver raggiunto quel “punto dello spirito in cui il reale e l’immaginario, il comunicabile e l’incomunicabile, l’alto e il basso cessano di esistere in maniera contraddittoria” (A. Breton). L’ibridismo linguistico è il loro trait d’union e i loro esseri dipinti divorano con gusto ogni etichettatura, danzano felici sul cadavere di ogni confine linguistico. E ci invitano ad assaggiarne il risultato.
GLI ARTISTI:
Morg, Göla, Emanuele Bortoluzzi, Ericailcane, Ueia Lolta, No Curves, Nicoz, Emanuela De Notariis, Riot Queer, Julia Clay, Dem, Andreco, Run, 108, Allegra Corbo, Elena Rapa, Mess2, Keziat
Pittura - video - installazioni
Inaugurazione sabato 5 gennaio 2008 ore 19
IN APERTURA DELLA MOSTRA: concerto dei RAJASFUL - Tayone, B. Briscik & C. Atti
5 - 25 gennaio 2008
Galleria Civica di Arte Contemporanea
Piazza Sant'Antonio
Termoli
INFO:
ema@ema-nu.com