Inaugurazione: 7 giugno ore 18.00
Durata mostra: 8 giugno – 20 giugno 2003
Orario Apertura: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20
La ricerca che Ettore Spalletti compie, a partire dall’inizio degli anni ‘70, conserva la memoria della tradizione artistica italiana, dove l’idea nell’utilizzo del colore e delle immagini contribuisce a creare un’espansione e una dilatazione visiva dell’ambiente. Così i suoi impasti di colore, volumi o superfici, pur facendo riferimento al linguaggio unificante della geometria, si trasformano in figure imponderabili e sfuggenti fuori di ogni spazialità concreta, rigida e lineare.
Come afferma Germano Celant: “Spalletti si interroga sulla densità delle forme primarie ed elementari dei volumi e delle superfici, senza dimenticare l’ispessimento e la fluidità, la trasparenza e l’elasticità della materia.
Questi corpi grigio scuri, bianchi, rosei e celesti instaurano tra di loro una relazione attiva, fatta di scambi, di richiami e di risposte. Sono figure cangianti, vitali e mobili, che circolano nello splendore della luce e del buio, del vuoto e del pieno. Si attraggono e si riflettono, per produrre una qualità vertiginosa, dovuta al riverbero, vaporoso ed instabile, del colore.
Ed è alla sua carica eccitante che si affida Spalletti per fomentare la vertigine delle forme e degli spazi. Prima polverizza il pigmento sulle superfici del quadro, della scultura e dell’architettura per mettere in crisi la percezione della loro rigida geometria e volumetria, portandola ad un alto grado di ambiguità e rarefazione.
Siamo alla dilatazione del limite e del contorno, nonché alla mobilità cromatica, che annunciano un’interiorità intensa, una pienezza impaziente.”
Forme geometriche dal carattere espansivo, volumi solidi che hanno qualità atmosferiche. I suoi colori sono sempre attraversati dal bianco che impedisce loro di bloccarsi in un assetto definitivo: azzurro, come colore che ci circonda; il rosa, colore dell’incarnato; il grigio neutro, colore che accoglie e restituisce.
A Pescara Spalletti offre un nuovo colore e realizza un libro.
Il libro inaugura una serie a tiratura limitata che sarà arricchita da altri volumi ad opera di altri
artisti.
“Penso che tutta l’arte sia contemporanea: nella mia mente Leonardo, Seurat, Spalletti sono contemporanei”. Daniel Soutif, direttore del Museo Pecci di Prato, indica con queste parole l’idea del suo lavoro.
E su questa idea si basa il programma espositivo di Rizziero Di Sabatino per la nuova galleria Rizziero Arte, dove, coniugando l’attività espositiva svolta a Teramo dal 1977 a quella svolta a Bologna nella galleria No Code, ospiterà artisti del ‘900 e di oggi.
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