Eugenio Percossi
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Eugenio Percossi / Dettaglio evento
Nato a: Avezzano
Italia
signs of light
Palazzo Parissi
Altre informazioni Tel +39 0735 62545 | info@blessedlemon.org
Data di apertura domenica 27 luglio 2003
Data di chiusura domenica 31 agosto 2003
Comunicato della mostra : signs of light
prospettive oltre l' immagine
a cura di stefano verri e paola capata
Inaugurazione 27luglio ore 18.30
Nel cinquecentesco spazio di Palazzo Parissi a Monteprandone – ap si apre il giorno 27 luglio 2003 Signs of Light. L’esposizione progettata e curata da Stefano Verri e Paola Capata analizza attraverso dieci artisti –alcuni già affermati altri poco più che emergenti- i diversi approcci nei confronti del mezzo fotografico che porta ad un apertura non indifferente nei confronti della pittura e del video, senza tralasciare le diverse contaminazioni e le sfaccettature derivanti da un background culturale tipico delle odierne generazioni.
L’esposizione visitabile a monteprandone fino al 31 agosto 2003 verrà nuovamente allestita dal 23 gennaio al 21 febbraio 2004 al centro culturale indipendente lafabbrica (www.lafabbrica.ch) di Losone (TCINO, Svizzera).
presentazione_1922. Una macchina fotografica veniva lanciata in aria, immortalando oggetti di pura luce. Il giovane fotografo appena trentenne era Man Ray. La fotografia, nata come strumento di mera documentazione, diviene a pieno titolo parte integrante del linguaggio delle avanguardie. Facciamo un clamoroso passo in avanti: negli ultimi decenni, l'evoluzione tecnica dei mezzi, come ad esempio la capillare diffusione dei computer, porta ad un'integrazione sempre maggiore della fotografia alle altre forme d'arte, sino a farla diventare mezzo espressivo privilegiato di artisti che ne sviluppano i principi fondamentali verso la creazione di linguaggi sempre nuovi e diversi. Dal 1922 ad oggi, paradossalmente, le cose non sono molto cambiate: la distruzione del canone continua. L'estetica del Novecento, che attraverso il dadaismo rompe gli schemi tradizionali –entrando in una poetica del colore attraverso le esperienze informali da una parte e conservando un realismo espressivo attraverso la fotografia dall’altra –diventa il riferimento cui attingere per creare un'esperienza nuova, quella digitale. Se la fotografia nasce come scrittura della luce, intendendo con questo la semplice impressione di un negativo per processo fotochimico, essa diviene "segno" nel momento in cui la componente soggettiva interviene nella determinazione dell'oggetto. L'artista sceglie cosa far rientrare nel suo obiettivo, intrappolandolo, manipolandolo, trasformandolo in ci?che pi?gli interessa, rendendolo conforme alla sua poetica. L'avvento delle nuove tecnologie, sempre in corso di continui mutamenti, non fa altro che liberare l'immaginazione dai confini tecnici cui prima era sottoposta. Tutto ci? nonostante la freddezza del mezzo, senza perdere -paradossalmente-la tradizionale componente manuale: l'artista, in un certo senso, recupera l'elemento pittorico tout court, intervenendo sull'immagine con la grafica computerizzata, fatta di pixel e risoluzioni dpi. Il cambiamento della societ?porta ad una conseguente mutazione del background culturale e ad una estensione del senso estetico che ora comprende tutto: dall'immagine di reportage dei paesi in guerra alle copertine patinate delle riviste di moda, dai film di fantascienza anni '50 ai caroselli pubblicitari anni '70, dai cartoni animati giapponesi ad MTV, per arrivare infine, alle pagine dell'intimo diario di vita vissuta. I giovani artisti si muovono in un terreno dalle mille contaminazioni e sfaccettature. Prendono spunto da ci?che hanno visto negli ovattati anni dell'infanzia (neppure troppo lontani), dai racconti di famiglia, dagli scenari delle loro citt? impressi a fuoco nel loro immaginario.
Prospettive oltre l'immagine appunto.
Quello che si vuole dimostrare il modo in cui la fotografia viene utilizzata da giovani artisti, in alcuni casi poco pi?che emergenti, in altri gi?affermati. Comprendere le ragioni che ne hanno fatto strumento di ricerca, studiare i diversi approcci al suo linguaggio e le contaminazioni che esso ha con altre discipline come la pittura ed il video. Signs of light si prefigge quindi di analizzare il nuovo linguaggio e la nuova concezione estetica in cui le immagini non sono pi?immagini di per se stesse ma hanno un valore simbolico ed intrinseco forte. La tecnica stessa, ed in questo caso la commistione, risulta infatti una evoluzione del linguaggio in cui l'immagine, sia essa fotografica o in movimento, viene trattata in senso pittorico. La composizione, il ritmo, la luce, tutto deriva da un'estetica segnica che si trasforma diventando scrittura della luce: fotografia.
Perci? ecco dieci artisti, under 40, diversissimi tra loro eppure con molti elementi in comune, primo tra tutti, l'appartenenza al nostro tempo. Dieci artisti che esprimono diversamente la loro fascinazione nei confronti del segno, della materia, del colore, attraverso atteggiamenti diretti con un comportamento invasivo nei confronti del quadro o in maniera pi?sottilmente concettuale nel momento della composizione. Signs of light vuole dar loro una voce, offrire la possibilit?di far conoscere il proprio pensiero. Senza un tema o un indirizzo preciso, se non la personale visione delle cose.
Artisti presenti: Adalberto Abbate, Gianluca Cosci, Andrea Melloni, Giusi Pallara, Eugenio Percossi, Marinella Senatore, Christian Rainer, Alessandro Rivola, Marta Valenti, Barbara Tucci.
evento realizzato in collaborazione con
exibart
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