Il nucleo di questo lavoro (il cui titolo gioca anche con il termine "psichiatria democratica") ha a che fare con l'attività della mente. Il progetto nasce da questi materiali di studio: la frequentazione di strutture per l'assistenza agli anziani, la memoria, i fondali agli eventi e la psichedelia come allargamento della coscienza.
Abbiamo grande disponibilità di una memoria esterna, enormemente superiore alle nostre singole capacità
mnemoniche. Siamo abituati ad acquisire informazioni per raggiungere una comprensione più vasta. Quando ci relazioniamo con persone che hanno perduto la memoria a breve siamo invece in difficoltà. La sensazione è che tutto sia inutile, il nostro metodo non funziona più. Eppure stiamo comunicando.
Il processo di deterioramento della mente non si vede, ma crea una grande distanza tra le persone, anche quando i legami affettivi mascherano in parte questa sensazione di irraggiungibilità. Si fa esperienza in diretta del fenomeno chiamato "loop". D'altra parte molti operatori che lavorano nelle strutture per anziani sanno interfacciarsi con persone "astratte" e non sembrano distaccati. Hanno sviluppato una differente sensibilità?
Il progetto prevede un intervento nella sala giorno di una casa protetta per anziani, che comprende la realizzazione di "decori" per lo spazio e la costruzione di una macchina audiovisiva che auto-genera contemporaneamente musiche e disegni geometrici animati. Questa macchina, grazie ad un software scritto appositamente, non propone mai le stesse immagini o le stesse musiche, perché queste vengono create, una dopo l'altra, partendo da processi casuali. L'effetto è sicuramente ipnotico.
Per gli ospiti della struttura questo flusso sempre "in divenire" di suoni e immagini sarà forse solo un'alternativa al televisore acceso nell'angolo oppure un elemento di contemplazione o qualcosa di cui parlare. Per chiunque altro, data l'impossibilità di essere "trattenuto", questo flusso replicherà in qualche modo la perdita della memoria a breve.
I decori sono in tessuto e, se da un lato sono pensati come una sorta di "spugna atmosferica", dall'altro rappresentano gli accessori per ogni nuovo ingresso nella sala giorno. Dato il loro carattere temporaneo godranno almeno di una valenza di novità, per poi appiattirsi nell'abitudine. In attesa di nuovi eventi.
In galleria verranno presentati disegni tratti dalla documentazione fotografica dell'intervento e, all'interno di una stanza, una riproduzione della sala giorno che accoglie i visitatori i quali potranno sedersi e sperimentare questo tipo di set. L'allestimento non sarà totalmente fedele. Il diverso pubblico sarà più preparato, più distratto, con meno tempo a disposizione. Tuttavia ci piace pensare che possa fungere da sfondo ad una attività mentale, qualsiasi essa sia.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Enrico Serotti che ha realizzato la macchina di Democratic Psychedelia.
Inaugurazione giovedì 17 novembre ore 18.00
Fino al 5 gennaio 2012
Galleria Massimo Minini
Via Apollonio 68
25128 Brescia
t. 030 383034
f. 030 392446
info@galleriaminini.it
www.galleriaminini.it