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Fabrice De Nola / Dettaglio evento
Nato a: Messina
Italia
Imago Mentis
La Giarina Arte Contemporanea
Sede Interrato dell'acqua morta 82, Verona 37129
Altre informazioni Tel +39 045 8032316 | info@lagiarina.it
| http://www.lagiarina.it/
Data di apertura sabato 05 aprile 2003
Data di chiusura sabato 21 giugno 2003
Gli artisti correlati
Adriano Nardi, Antonello Matarazzo, Cast, Claudio Spoletini, Davide Coltro, Fabrice De Nola, Fabrizio Passarella, Giorgio Lupattelli, Giuseppe Verga, Luisa Raffaelli, Mario Volpi, Massimo Livadiotti, Sebastiano Guerrera, Silvano Tessarollo, Tito Marci
Comunicato della mostra : Imago Mentis
Gli artisti: Cast, Davide Coltro, Fabrice De Nola, Sebastiano Guerrera, Massimo Livadiotti, Giorgio Lupattelli, Tito Marci, Antonello Matarazzo, Adriano Nardi, Fabrizio Passarella, Luisa Raffaelli, Claudio Spoletini, Silvano Tessarollo, Giuseppe Verga, Mario Volpi.
“Semplice, liscia, nuda, disadorna, leggera, inconsistente, palpabile, vaporosa, ovvia, detratta, abbandonata a se stessa, per brevi percorsi accattivante, a tratti piacente, simpatica, scontata ma non troppo, diretta, finalizzata, indirizzata al successo ed al facile appiglio, attaccata al chiodo, sostenuta dalla pittura come facile guadagno, appoggiata dalla fotografia che si basa sul contatto diretto con la realtà, sorprendente, fugace, passeggera, e poi ancora consumata, diluita, superficiale, sintetica, simposio da copia volgare e crogiuolo di luoghi comuni.”
Queste sono le diverse accezioni con le quali si possono definire le immagini raccolte in Imago Mentis e il senso di tal genere di collettiva. E simili sensi, valori, giudizi sono quelli che equivocamente fischiano nelle orecchie degli artisti che vi partecipano. A prima vista sembra che Imago Mentis sia dedicata ad un’area quasi fragile del dibattito sull’immagine e che l’immagine stessa sia sempre abbinata ad uno stato effimero dell’arte. Infatti, le rappresentazioni raccolte dagli artisti ripercorrono l’evoluzione e gli intrecci, le sovrapposizioni e le ambizioni onnicomprensive degli specchietti della nostra mondanità. Una vita di società che significa “stare al mondo”, più che apologia della frivolezza.
Quindi, individuando le ragioni che esse provocano, e facendo dialogare le fantomatiche icone che queste immagini emulano, la mostra si prende gioco di ciò che essa stessa rappresenta, cercando di sostenere - al limite del sarcasmo e dell’ironia - le domande: “sono veramente semplici e superficiali, leggere e passeggere le iconografie qui coinvolte e assemblate? Sono veramente solo dei feticci, quelli che ci appaiono evidenti come i manufatti o i cyberwork della mostra? Oppure dietro questa coltre di immagini che aspirano ad una sorta di immagologia totale vi è realmente ed anche una mentis? E di che mente potrebbe trattarsi? Di quali arzigogoli, di che ragionamento contorto, di che sottigliezza o cavillo, riuscirebbe a disporre una semplice pittura, un’esecuzione fotografica tecnicamente elaborata nei dettagli classici della riproduzione, o secondo i propositi versatili dell’ultima generazione tecnologica?”
Nell’epoca della guerra preventiva e del massacro autorizzato dal Capitale con i mille volti della Gorgone, nel tempo della decisione del più forte sul più debole, del più ricco sul più povero, del più grande sul più piccolo, a queste domande è quasi impossibile rispondere e quindi sembra che l’immagine si trattenga sul ruolo di mendace Mnemosine, tra le ombre anomale dell’ingannevole percezione, entro il riprodursi di sensazioni passate e col vantaggio di oscurare la speranza di un’intuizione (o intenzione) del concetto (del conato della comprensione).
Post-comunicato: Imago Mentis è dedicata a tutta quella popolazione mondiale che in questi mesi ha sfilato per la pace e contro l’arte e la critica delle armi, ed inoltre vuole ribadire in maniera duratura ed instancabile un ulteriore “no alla guerra! Provate a fermarla! … anche se vi fanno credere di essere impotenti!”
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