ADC Comunicazione Galleria d'Arte il Nuovo Acquario
presentano
Federico Fellini - Disegni e Testimonianze
20 Gennaio - 20 Febbraio 2004
Galleria d'Arte il Nuovo Acquario
Via Giulia, 178
00186 Roma
Progetto a cura di Gianna Licchetta
Per celebrare il grande Maestro nel giorno del suo compleanno, presso la Galleria d’Arte il Nuovo Acquario, il 20 gennaio 2004 si è inaugurata la mostra “Federico Fellini – disegni e testimonianze”. Trenta disegni inediti di Federico Fellini, salvati e gentilmente concessi dall’amico scenografo Antonello Geleng, sono esposti fino al 20 febbraio 2004. Un'occasione rara, perchè alcuni di essi appartengono al libro dei sogni, il misterioso libro nel quale il regista aveva registrato con disegni colorati i propri sogni, schizzandovi i più vari pesonaggi.
Il libro che raccoglie le tavole è custodito in caveau di una Banca.
(Ingresso gratuito)
Per l’occasione, si terranno ogni martedì alle ore 18,30, conversazioni d’autore condotte da Gianfranco Angelucci, amico e collaboratore del grande regista, sull’opera grafica e l’eredità artistica di Federico Fellini.
Saranno presenti agli incontri:
Martedì 27 Gennaio - ore 18,30 - Costanzo Costantini: L'Inferno di Fellini (Sovera Editore)
Martedì 3 Febbraio - ore 18,30 - Gianna Cobelli : Innamorarsi ancora (Editore Pagine)
Martedì 10 Febbraio – ore 18,30 - Enzo De Castro: Fellini in cento pagine (Edizioni dell'Oleandro)
Martedì 17 Febbraio – ore 18,30 - Moraldo Rossi: Il Sesto Vitellone (Editrice Cineteca di Bologna)
Programma: Martedì 3 Febbraio 2004 ore 18,30
Gianna Cobelli
"Innamorarsi ancora"
(Editore Pagine)
La modella di Federico Fellini
"Innamorarsi ancora" Il titolo è una frase di Federico << Innamorarsi ancora, innamorarsi di te, mascalzona mia>> sussurrata a Gianna quasi 40 anni dopo il loro primo incontro nel 1955.
Gianna Cobelli, con questo suo libro-testimonianza, ricostruendo in forma diaristica – di un diario un po’ bugiardo soltanto nelle date – le connotazioni di un amore, ma sarebbe meglio dire di una passione, un’estasi dei sensi, riesplosa in anni recentissimi, ma accesa e sviluppata, senza nessuna continuità, nell’arco di quasi mezzo secolo. Un diario gonfio di rabbia e dolore, cominciato 15 giorni dopo la morte di Fellini , una pagina al giorno, tutte le sere per un anno. Il diario di un lutto troppo grande da sostenere.
Al tempo di Il Bidone Gianna era una irresistibile aspirante divetta di 17 anni, avida forse più di vita che di cinema. Da quel primo incontro giovanile, per entrambi famelico, rapace, e inconsapevole dei futuri sviluppi, la storia si dipana fino all’ultimo imprevedibile - predestinato? - ritrovamento nell’estrema stagione di vita dell’artista.
Il lettore ricostruirà l’intera, complicata vicenda, appassionandosi a questo libro-confessione come forse solo una donna che ama riesce a scrivere, senza pudori, senza censure, senza ipocrisie. La donna non mente – a dispetto di tutti i cascami melodrammatici – e quando la passione le annoda le viscere, non c’è più rispetto umano che tenga, è capace di qualsiasi impresa.
Gianna Cobelli, ex attrice e per molti anni amica intima del grande regista, che la ritraeva in pose erotiche. Disegni erotici con Gianna al centro di tutto, Gianna nuda, in qualunque posa << eppure vi dico che non sono disegni pornografici, boccacceschi-racconta visibilmente commossa la signora - questi disegni sono come una macchina del tempo. Federico li realizzò tutti negli ultimi due anni che ci siamo frequentati, ma molti di essi si rifacevano al passato, ai racconti della nostra giovinezza, ai nostri giochi d'amore, certo, ma anche tante altre cose convissute...>>
Programma: Martedì 10 Febbraio 2004 ore 18,30
Enzo De Castro
"Fellini in cento pagine"
(Editore Dell'Oleandro)
Con l’espressione, pur controllatissima, dello scrittore che ama la lingua ma mai letterariamente ed enfaticamente, l’autore con tono affettuosamente colloquiale e conversativo nelle sue “Cento pagine” rievoca riguardosamente l’amico che ha preso congedo troppo in fretta, come del resto Fellini era solito fare a teatro, alle mostre, alle proiezioni cinematografiche, ai gala. Emerge quello che, nel gergo dell’arte, veniva chiamato, il ritratto in piedi, con il personaggio presentato sulla tela a figura intera.
Si parla di un Fellini ‘al naturale’, riferendosi ai doppi vetri dello studio per respingere il rumore, al rasoio elettrico, ai visitatori che restano fastidiosamente in piedi davanti alla scrivania, all’impazienza proverbiale del regista, al suo rapporto con i soldi, con il libretto di conto corrente, con l’automobile, con il telefono, con l’apparecchio televisivo. Sono raccontati i gatti che lo aspettano la sera fuori del portone, l’appartamento di via Margutta che si amplia stagione dopo stagione, acquistato un pezzettino alla volta dal confinante di pianerottolo, il commediografo Aldo De Benedetti.
Tuttavia, il senso profondo del racconto e tutt’altro che aneddottico perché trasmettendo il profumo di una consuetudine autentica, poggia in pari misura sulla malinconia e sul divertimento, invitando a rivolgere domande per saperne di più.
Enzo de Castro, amico intimo di Federico Fellini e suo amministratore personale fin dagli anni '70, si è autodefinito 'segretario fiduciario', perchè si occupava di tutti i problemi pratici del Maestro, finzanziari, bancari, fiscali, facendo talvolta da interfaccia fra lui e i produttori
De Castro, ha comunque perseguito un suo autonomo percorso artistico, dedicandosi per lunghe stagioni alle regie teatrali e anche al cinema amatoriale, con documentari e cortometraggi a soggetto con i quali ha partecipato a numerosi festival ottenendo lusinghieri successi.
La Mostra
L’allestimento della mostra contiene alcuni dei disegni originali (ritratti, disegni preparatori ai films e bozzetti, della sterminata produzione Felliniana) attraverso i quali il Maestro, aveva scoperto di poter dar voce ai suoi pensieri e forma alla voce. La raffigurazione cinematografica avrebbe costituito solamente un livello diverso, più elaborato, di espressione. L’allestimento comprende anche cinque dei rari e preziosi disegni/manoscritti dei suoi sogni, alcuni dei quali successivamente ispirarono e furono utilizzati da lui stesso come spunto per alcuni television commercials. Come soggetti, Fellini propose, un po’ segretamente, questi vecchi sogni, attingendo al proprio repertorio onirico. E’ noto che Fellini fissava sulla carta i suoi sogni in immagini e parole come una vera e propria scenografia e una rappresentazione della memoria. Ecco così che la mostra ci offre uno spaccato, un segmento, dello sterminato onirico del Maestro che qui è, forse, la base, la vera ispirazione dell’intera opera di Federino Fellini.
Organizzazione e Ufficio stampa
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