Federico Pietrella / Dettaglio evento





Comunicato stampa evento: Il rimedio perfetto

A cura di Marco Tagliafierro

Questo progetto di group show parte dalla considerazione di Franco Vaccari secondo la quale il visitatore di una mostra vede solo quello che sa, ma quello che già sa gli risulta sospetto. L’essere umano tende infatti alla ricerca perpetua e difficilmente si accontenta delle posizioni già conquistate, ciò nonostante è frenato dalla paura di perdere i parametri che lo guidano nella comprensione dei fenomeni estetici. In ultima analisi, le considerazioni di Franco Vaccari riguardano la scissione che l’uomo vive tra il desiderio di scoprire nuove frontiere del sapere e l’angoscia di perdere i riferimenti culturali.

Per scardinare la tendenza a vedere solo quello che già si sa, Franco Vaccari propone di fare ricorso a un metodo guidato da regole matematiche affinché lo spettatore possa subito beneficiare di certezze e quindi trovare la forza d’animo per liberare quelle facoltà interpretative che non si riferiscono ai cinque sensi. L’intuito, per esempio.

Il curatore della mostra, Marco Tagliafierro, ha pensato di applicare queste speculazioni a un’idea di mostra collettiva. Trentacinque artisti, uno dopo l’altro, lasciano in galleria un loro intervento, dialogando con il luogo espositivo e con gli artisti che prima di loro hanno ambientato il lavoro proprio in quelle stanze. L’ordine è casuale, deciso dalla sorte in base a un’estrazione. Cercando un parametro scientifico per l’allestimento, Marco Tagliafierro ha pensato al colore, perché il colore è la manifestazione tangibile di una perfetta coincidenza tra ponderabile e imponderabile, tra componenti scientificamente misurabili e pura percezione soggettiva.

Quindi ha chiesto ai trentacinque artisti di lavorare con il bianco, perché è il colore del white cube e di conseguenza il colore predominante degli ambienti della galleria Crespi, che proprio al white cube si riferisce, anche se in una versione evoluta, atta a comprendere la complessità scenica degli spazi che normalmente abitiamo. La scelta di questo colore si spiega quindi con la decisione curatoriale di offrire al visitatore appigli sicuri nella lettura della mostra, appigli che, superata la diffidenza iniziale, stimolino letture più approfondite rese possibili, per paradosso, dalle rassicurazioni fornite. Se l’esperimento riuscirà, lo spettatore, tranquillizzato da una sbornia di certezze, potrebbe aprirsi a interpretazioni più libere della mostra, scorgendo tra gli interventi artistici presentati relazioni sempre meno banali e sempre più azzardate ed emozionanti.

Come nel “telefono senza fili” il segno iniziale si evolverà in un continuum proteiforme, per il quale il significato di partenza verrà analizzato da ogni artista, riconfermandolo o sconfessandolo, attraverso un’evoluzione del significante. Non si tratterrà di un processo automatico, bensì di un aggiornamento progressivo del senso.

Nel corso dei quindici giorni di allestimento, lo staff della galleria documenterà le fasi di ideazione e realizzazione di ogni singolo lavoro, svelando così il dna della mostra stessa.

La Galleria Riccardo Crespi, giunta al termine della seconda stagione espositiva (ha aperto i battenti nel settembre 2006) decide di festeggiare i primi due anni di attività con una mostra che è un omaggio alla giovane arte italiana. Nell’anno della Manifesta in Italia, una giovane galleria invita a esporre presso i suoi spazi milanesi 35 giovani artisti italiani coordinati in un progetto curatoriale di Marco Tagliafierro.

Preview mercoledì 25 giugno 2008 ore 18.00

25 giugno - 26 luglio 2008

Galleria Riccardo Crespi
Via Mellerio 1
Milano
info@riccardocrespi.com
www.riccardocrespi.com

© ArsValue srl - P.I. 01252700057