FEDERICO ZANDOMENEGHI
Impressionista veneziano
Milano, Fondazione Antonio Mazzotta, Foro Buonaparte 50
20 febbraio – 6 giugno 2004
Conferenza stampa: giovedì 19 febbraio ore 12
Inaugurazione: giovedì 19 febbraio ore 18
Fondazione Antonio Mazzotta, in collaborazione con la Provincia di Milano/Cultura e beni culturali, presenta dal 20 febbraio al 6 giugno 2004 la mostra monografica di Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 - Parigi 1917). La rassegna, a cura di Edmondo Sacerdoti e Tulliola Sparagni, si avvale dei patrocini del Ministero dei Beni e Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Lombardia – Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e del Comune di Milano/Assessorato alla Cultura e Musei.
Dopo molti anni dall’ultima monografica dedicata all’artista, tenutasi a Venezia e a Milano, la Fondazione Mazzotta vuole riproporre la figura di Zandomeneghi per offrire nuovi spunti di riflessione su un maestro del nostro Ottocento che fu anche un artista impressionista: un “impressionista veneziano” come lo definì il suo primo e più fedele studioso Enrico Piceni.
Come per molti artisti vissuti al di fuori dei confini nazionali, anche per Zandomeneghi, si può rilevare una lettura critica bifronte, che in passato puntava a “riprendersi” (secondo l’espressione di Raffaello Giolli) la sua arte per recuperarla all’interno del contesto italiano, sottolineando il suo ruolo di artista ponte tra la scuola veneta e quella macchiaiola, tra quella toscana e quella francese. Più recentemente invece, mentre si delinea la nozione di un “impressionismo” italiano, si vuole contestualizzare l’artista nel più ampio panorama europeo gravitante su Parigi e illuminare la quotidianeità dell’ambiente parigino in cui dal 1874 ha vissuto ininterrottamente fino alla morte.
L’analisi dei temi preferiti, dalle immagini della toilette femminile alle nature morte, dai paesaggi agli interni, suggerisce un doppio binario tra i segni dell’eredità italiana e quelli della contiguità alla moderna arte francese. Le splendide nature morte, i fiori dell’ultimo periodo, trovano ad esempio pochi riferimenti al contesto italiano, mentre invece si accostano all’inclinazione per questo genere di artisti come Manet, Cézanne, Fantin-La Tour e Redon.
L’uso di una tecnica come il pastello che Zandomeneghi dominava, può così certamente suggerire i richiami a Rosalba Carriera, ma non nasconde i legami con artisti a lui più che vicini e affini come Degas e Forain. E il suo segno-disegno, morbido e pastoso, può essere accostato non solamente a quello di un grande maestro come Degas, ma anche a quello di una figura minore come Suzanne Valadon, la modella-artista madre di Maurice Utrillo con la quale Zandomeneghi si ritrae.
Il progetto si articola quindi su oltre ottanta tra dipinti e pastelli di Zandomeneghi (realizzati tra il 1878, anno in qui si stabiblisce a Montmartre e il 1917, anno della sua morte), accompagnati da una quarantina di suoi disegni molti dei quali esposti per la prima volta, che permetteranno da una parte di studiare il passaggio dall’abbozzo all’opera finita, dall’altra di delineare appunto quel particolare senso del disegno, che soprattutto nella cerchia di Degas è elemento caratterizzante di un certo clima impressionista.
La rassegna prende in esame le opere del periodo parigino (1874-1917) partendo dal dipinto A pesca sulla Senna, del 1878, fino a Hommage à Toulouse-Lautrec realizzato l’anno della sua morte, escludendo così le opere del periodo veneziano e macchiaiolo.
La mostra rende omaggio alle due persone che più hanno lavorato per la diffusione, la conoscenza e l’apprezzamento dell’arte di Zandomeneghi: Enrico Piceni ed Edmondo Sacerdoti, lo studioso e il gallerista-collezionista che ha messo a disposizione la sua prestigiosa collezione. Questa collaborazione ha reso possibile presentare in mostra molte opere note per lo più solo da pubblicazioni (Chiaro di luna, Fillette regardant un livre) e non più esposte da molti anni (Le journal de mode, Jeune fille à l’ombrelle), dando la possibilità al pubblico di ammirare la gamma e le sfumature espressive di Zandomeneghi e nello stesso tempo riproporre, anche grazie ai prestiti dei musei, molti dei riconosciuti capolavori dell’artista, come Le divan, Visita in camerino o Le Moulin de la Galette.
Un impressionista veneziano nella Parigi di Degas…
In occasione della mostra su Federico Zandomeneghi l'offerta didattica si propone varia e diversificata, con l'obiettivo di fornire chiavi di lettura "su misura" per meglio conoscere e approfondire non solo la storia dell'impressionista veneziano, ma anche l'ambiente francese in cui visse, le personalità artistiche dell'epoca con cui venne in contatto e le fonti di ispirazione che ne influenzarono il percorso artistico nella Parigi di Degas.
Tra le novità segnaliamo le video-lezioni (visite guidate precedute da introduzioni “panoramiche” a tema in saletta multimediale con un supporto video) e le cartoline password (in vendita al bookshop della mostra) per chi desidera visitare i percorsi on line (pubblico generico e scolastico) da utilizzare come strumento propedeutico alla visita della mostra, o come approfondimento da casa o da scuola.
Una redazione “dedicata”, disponibile on line per tutto il periodo espositivo, risponderà a quesiti e curiosità degli utenti attraverso la posta elettronica.
Per gruppi adulti e scuole saranno disponibili interessanti visite a tema, per scuole e bambini singoli le divertenti visite gioco e le attività Art’inclasse (atelier creativi e anteprime alla mostra) A partire dai primi giorni di apertura saranno a disposizione di insegnanti e studenti i Quaderni didattici nelle due versioni (scuole elementari-medie e scuole superiori, € 4,00), e per i visitatori interessati a un approfondimento individuale la Guida alla mostra (in biglietteria, € 1,50).
Sezione didattica (dal lunedì al venerdì, orario 10-15):
prenotazioni gruppi/scuole, tel. 02-86912297; informazioni e prenotazioni singoli visitatori, tel. 02-72094256; email:
didattica@mazzotta.it,
www.mazzotta.artv.it.
Il catalogo edito da Mazzotta, oltre a riprodurre a colori tutte le opere eposte, contiene i testi di Francesca Castellani (testo introduttivo su Zandomeneghi a Parigi), Nicoletta Colombo (Zandomeneghi e le gallerie francesi, in particolare di Paul Durand-Ruel), Ippolito Edmondo Ferrario (Zandomeneghi e la Galleria Sacerdoti), Maria Grazia Piceni (il contributo di Enrico Piceni alla riscoperta di Zandomenghi in Italia), Tulliola Sparagni (la donna e la moda nelle opere di Zandomeneghi), Giovanni C. F. Villa (sui risultutati delle analisi reflettografiche effettuate su alcune opere di Zandomeneghi) una biografia a cura di Nicoletta Colombo, e le schede critiche delle opere a cura di Tulliola Sparagni, Silvia Bignami e Ippolito Edmondo Ferrario. Per l’occazione sarà pubblicato anche un catalogo per ragazzi dal titolo Federico Zandomeneghi. Dodò alla ricerca di Jeanne curato da Cristina Baldacci.
Per la mostra sono state effettuate una serie di analisi reflettografiche i cui risultati sono riportati in catalogo nel testo di Giovanni C. F. Villa. L’indagine reflettografica sfrutta le radiazioni infrarosse che consentono di penetrare la maggior parte dei pigmenti, evidenziando precipuamente i tracciati a base di carbone qualora essi siano presenti sotto la pellicola cromatica.
L’ordine riflessivo, l’impalcatura formalistica rivelata dagli infrarossi in tre opere posizionate tra il principio e il termine della vita parigina di Zandomeneghi – Le Moulin de la Galette, Il Ricciolo e l’Omaggio a Toulouse- Lautrec – ha aperto la via a nuove considerazioni sulla metodologia di lavoro dell’artista e sui rapporti di dare/avere con i colleghi italiani e d’oltralpe.
Per informazioni: tel. 02.878197, fax 02.8693046.
Sito web:
www.mazzotta.it; e-mail:
informazioni@mazzotta.it
Sezione didattica: informazioni, tel. 02-86912297; prenotazioni e servizi: tel. 02-72094256 (dal lunedì al venerdì, orario 10-15); email:
didattica@mazzotta.it,
www.mazzotta.artv.it.
Orario: 10-19.30, martedì e giovedì 10-22.30. Chiuso lunedì
Aperta: lunedì 12 aprile, domenica 25 aprile, sabato 1° maggio, mercoledì 2 giugno 2004 (orario 10-19.30). Chiusa: domenica 11 aprile 2004 (Pasqua)
Biglietto d’ingresso: € 8,00 intero, € 5,50/4,50 ridotti
Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta (160 pag., € 35,00 in libreria, € 25,00 in mostra)
FEDERICO ZANDOMENEGHI. Dodò alla ricerca di Jeanne Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta – Collana Ragazzi (€ 14 in libreria, € 8,00 in mostra). A cura di Cristina Baldacci
Uffici stampa
Fondazione Antonio Mazzotta, tel. 02.878380, fax 02.8693046,
ufficiostampa@mazzotta.it
Provincia di Milano/Settore cultura, Pinuccia Merisio-Marco Piccardi, tel. 02.77406358/6359, fax 02.77406380; e-mail:
p.merisio@provincia.milano.it;
m.piccardi@provincia.milano.it
FEDERICO ZANDOMENEGHI
Impressionista veneziano
A cura di Edmondo Sacerdoti e Tulliola Sparagni
Milano, Fondazione Antonio Mazzotta, Foro Buonaparte 50
20 febbraio – 6 giugno 2004
Conferenza stampa: giovedì 19 febbraio ore 12
Inaugurazione: giovedì 19 febbraio ore 18
Per informazioni: tel. 02.878197, fax 02.8693046.
Sito web:
www.mazzotta.it; e-mail:
informazioni@mazzotta.it
Sezione didattica: informazioni, tel. 02-86912297; prenotazioni e servizi: tel. 02-72094256 (dal lunedì al venerdì, orario 10-15); email:
didattica@mazzotta.it,
www.mazzotta.artv.it.
Orario: 10-19.30, martedì e giovedì 10-22.30. Chiuso lunedì
Aperta: lunedì 12 aprile, domenica 25 aprile, sabato 1° maggio, mercoledì 2 giugno 2004 (orario 10-19.30). Chiusa: domenica 11 aprile 2004 (Pasqua)
Biglietto d’ingresso: € 8,00 intero, € 5,50/4,50 ridotti
Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta (160 pag., € 35,00 in libreria, € 25,00 in mostra)
FEDERICO ZANDOMENEGHI. Dodò alla ricerca di Jeanne Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta – Collana Ragazzi (€ 14 in libreria, € 8,00 in mostra). A cura di Cristina Baldacci
Uffici stampa
Fondazione Antonio Mazzotta, tel. 02.878380, fax 02.8693046,
ufficiostampa@mazzotta.it
Provincia di Milano/Settore cultura, Pinuccia Merisio-Marco Piccardi, tel. 02.77406358/6359, fax 02.77406380; e-mail:
p.merisio@provincia.milano.it;
m.piccardi@provincia.milano.it
Dal 20 febbraio al 6 giugno 2004 la Fondazione Antonio Mazzotta, in collaborazione con la Provincia di Milano/Cultura e beni culturali, presenta la mostra monografica di Federico Zandomeneghi, (Venezia 1841 - Parigi 1917). La rassegna, curata da Edmondo Sacerdoti e Tulliola Sparagni, si avvale dei patrocini del Ministero dei Beni e Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Lombardia – Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e del Comune di Milano/Assessorato alla Cultura e Musei e dell’assistenza tecnica di ATM.
Dopo molti anni dall’ultima monografica dedicata all’artista, tenutasi a Venezia e a Milano, la Fondazione Mazzotta vuole riproporre la figura di Zandomeneghi per offrire nuovi spunti di riflessione su un maestro del nostro Ottocento che fu anche un artista impressionista: un “impressionista veneziano” come lo definì il suo massimo studioso Enrico Piceni.
Come per molti artisti vissuti al di fuori dei confini nazionali, anche per Zandomeneghi, si può rilevare una lettura critica bifronte, che in passato puntava a “riprendersi” (secondo l’espressione di Raffaello Giolli) la sua arte per recuperarla all’interno del contesto italiano, sottolineando il suo ruolo di artista ponte tra la scuola veneta e quella macchiaiola, tra quella toscana e quella francese. Più recentemente invece, mentre si delinea la nozione di un “impressionismo” italiano, si vuole contestualizzare l’artista nel più ampio panorama europeo gravitante su Parigi e illuminare la quotidianeità dell’ambiente parigino in cui dal 1874 ha vissuto ininterrottamente fino alla morte.
L’analisi dei temi preferiti, dalle immagini della toilette femminile alle nature morte, dai paesaggi agli interni, suggerisce un doppio binario tra i segni dell’eredità italiana e quelli della contiguità alla moderna arte francese. Le splendide nature morte, i fiori dell’ultimo periodo, trovano ad esempio pochi riferimenti al contesto italiano, mentre invece si accostano all’inclinazione per questo genere di artisti come Manet, Cézanne, Fantin-La Tour e Redon.
L’uso di una tecnica come il pastello che Zandomeneghi dominava, può così certamente suggerire i richiami a Rosalba Carriera, ma non nasconde i legami con artisti a lui più che vicini e affini come Degas e Forain. E il suo segno-disegno, morbido e pastoso, può essere accostato non solamente a quello di un grande maestro come Degas, ma anche a quello di una figura minore come Suzanne Valadon, la modella-artista madre di Maurice Utrillo con la quale Zandomeneghi si ritrae.
Il progetto si articola quindi su oltre ottanta tra dipinti e pastelli di Zandomeneghi, accompagnati da una quarantina di suoi disegni (realizzati tra il 1878, anno in qui si stabiblisce a Montmartre e il 1917, anno della sua morte), molti dei quali esposti per la prima volta, che permetteranno da una parte di studiare il passaggio dall’abbozzo all’opera finita, dall’altra di delineare appunto quel particolare senso del disegno, che soprattutto nella cerchia di Degas è elemento caratterizzante di un certo clima impressionista.
La rassegna prende in esame le opere del periodo parigino (1874-1917) partendo dal dipinto A pesca sulla sulla Senna, del 1878, fino a Hommage à Toulouse-Lautrec realizzato l’anno della sua morte, escludendo così le opere del periodo veneziano e macchiaiolo.
Curata dalla Fondazione Antonio Mazzotta, la mostra si avvale della collaborazione della Galleria Edmondo Sacerdoti e della Fondazione Piceni, rendendo omaggio alle due persone che più hanno lavorato per la diffusione, la conoscenza e l’apprezzamento dell’arte di Zandomeneghi: Enrico Piceni ed Edmondo Sacerdoti, lo studioso e il gallerista-collezionista. Questa collaborazione ha reso possibile presentare in mostra molte opere note per lo più solo da pubblicazioni (Dietro le Tendine, Fillette regardant un livre) e non più esposte da molti anni (Le journal de mode, Jeune fille à l’ombrelle), dando la possibilità al pubblico di ammirare la gamma e le sfumature espressive di Zandomeneghi e nello stesso tempo riproporre, anche grazie ai prestiti dei musei, molti dei riconosciuti capolavori dell’artista, come Le divan, Visita in camerino o Le Moulin de la Galette.
Un impressionista veneziano nella Parigi di Degas…
In occasione della mostra su Federico Zandomeneghi l'offerta didattica si propone varia e diversificata, con l'obiettivo di fornire chiavi di lettura "su misura" per meglio conoscere e approfondire non solo la storia dell'impressionista veneziano, ma anche l'ambiente francese in cui visse, le personalità artistiche dell'epoca con cui venne in contatto e le fonti di ispirazione che ne influenzarono il percorso artistico nella Parigi di Degas.
Tra le novità segnaliamo le video-lezioni (visite guidate precedute da introduzioni “panoramiche” a tema in saletta multimediale con un supporto video) e le cartoline password (in vendita al bookshop della mostra) per chi desidera visitare i percorsi on line (pubblico generico e scolastico) da utilizzare come strumento propedeutico alla visita della mostra, o come approfondimento da casa o da scuola.
Una redazione “dedicata”, disponibile on line per tutto il periodo espositivo, risponderà a quesiti e curiosità degli utenti attraverso la posta elettronica.
Per gruppi adulti e scuole saranno disponibili interessanti visite a tema, per scuole e bambini singoli le divertenti visite gioco e le attività Art’inclasse (atelier creativi e anteprime alla mostra) A partire dai primi giorni di apertura saranno a disposizione di insegnanti e studenti i Quaderni didattici nelle due versioni (scuole elementari-medie e scuole superiori, € 4,00), e per i visitatori interessati a un approfondimento individuale la Guida alla mostra (in biglietteria, € 1,50).
Sezione didattica (dal lunedì al venerdì, orario 10-15):
prenotazioni gruppi/scuole, tel. 02-86912297;
informazioni e prenotazioni singoli visitatori, tel. 02-72094256
email:
didattica@mazzotta.it,
www.mazzotta.artv.it.
Il catalogo edito da Mazzotta, oltre a riprodurre a colori tutte le opere eposte, contiene i testi di Francesca Castellani (testo introduttivo su Zandomeneghi a Parigi), Nicoletta Colombo (Zandomeneghi e le gallerie francesi, in particolare di Paul Durand-Ruel), Tulliola Sparagni (la donna e la moda nelle opere di Zandomeneghi), Ippolito Edmondo Ferrario (Zandomeneghi e la Galleria Sacerdoti), Giovanni C. F. Villa (sui risultutati delle analisi reflettografiche effettuate su alcune opere di Zandomeneghi) una biografia a cura di Nicoletta Colombo, e le schede critiche delle opere a cura di Tulliola Sparagni, Silvia Bignami e Ippolito Edmondo Ferrario. Per l’occazione sarà pubblicato anche un catalogo per ragazzi dal titolo Federico Zandomeneghi. Dodò alla ricerca di Jeanne curato da Cristina Baldacci.