Federico Zandomeneghi / Documentazione
Nato a: Venezia
Italia
FEDERICO ZANDOMENEGHI
Impressionista veneziano
Milano, Fondazione Antonio Mazzotta, Foro Buonaparte 50
20 febbraio – 6 giugno 2004
Notizie biografiche
A cura di Nicoletta Colombo
1841
Federico Zandomeneghi nasce a Venezia in giugno. Il padre Pietro e il nonno Luigi erano buoni scultori di ispirazione classico-canoviana, autori del monumento a Tiziano nella chiesa dei Frari.
1856
Quindicenne, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove il Grigoletti e il Molmenti insegnavano secondo le norme classico-romantiche.
1859
Insofferente, da patriota qual era, della politica restrittiva austro-ungarica, con l'aiuto del Comitato segreto fugge da Venezia e viene dichiarato disertore.
1860
Parte per la Sicilia per raggiungere Garibaldi nell'impresa dei Mille con gli studenti dell'Università, essendo iscritto all'Accademia di Milano dopo l'aprile del 1860.
1862
Desideroso di riabbracciare la famiglia, ma timoroso di rientrare a Venezia, dove potrebbe essere condannato come disertore, risale l'Italia fino a Firenze, varca il Po, ma viene arrestato presso Polesella e rinchiuso nella prigione di Rovigo.
Il padre ottiene, grazie all'intervento del cognato, segretario alla Prefettura di Finanza in Venezia, la libertà condizionata e lo riporta nella città natale. Dopo pochi giorni il giovane Federico fugge alla volta di Comacchio e raggiunge Firenze, dove si stabilisce. Nel clima fortemente accademico che vi trova, entra in contatto con gli esponenti della cultura pittorica macchiaiola, Signorini, Fattori, Lega, Banti, Borrani, Sernesi, il veronese Cabianca, e gli altri frequentatori del Caffè Michelangelo.
A Firenze rimane cinque anni e diviene"macchiaiolo".
1866
Si arruola di nuovo con Garibaldi.
1866-1874
Viaggia tra Firenze e Venezia, con qualche soggiorno a Roma.
Le sue opere di questo periodo risentono dell'intonazione realistica toscana, sempre però ammorbidita da quel delicato tonalismo che è caratteristico della pittura veneziana classico-romantica. Si tratta di una fusione tra la tecnica della macchia e il chiaroscuro veneto. Inizia a esporre sue opere nelle mostre delle più importanti città italiane.
1874
Scrive da Firenze all'amico carissimo Francesco Giolli, esprimendogli la risoluzione di partire all'indomani, 2 giugno, "alle ore dieci", per Parigi. Una partenza senza precisi scopi o programmi, per un soggiorno che, anziché per giorni, si sarebbe protratto per la vita intera.
A Parigi questo è l'anno storico della nascita dell'impressionismo, con l'esposizione degli "indipendenti" nello studio del fotografo Nadar (Chez Nadar), in boulevard des Capucines, da parte dei giovani artisti antiaccademici rifiutati al Salon (Renoir, Monet, Pissarro, De Nittis, Sisley, Berthe Morisot, Boudin, Guillaumin ecc.).
Zandomeneghi si stabilisce all'Hotel de Bruxelles, rue de Clichy, e si trasferisce poi in rue de la Victoire al n. 45.
Prende subito parte al gruppo dei giovani artisti dissidenti, riunendosi con loro nei vari caffè di Montmartre, il più famoso dei quali è La Nouvelle Athènes, in piace Pigalle.
1878
Si stabilisce al n. 25 del Passage de l'Elysée des Beaux-Arts, a Montmartre. Di qui passerà poi al n. 7 di rue Tourlaque, nel cuore di Montmartre, dove stanno il pittore Gauzi, amico intimo di Toulouse-Lautrec, e Maria, la futura Suzanne Valadon.
In questi anni intreccia una fittissima relazione epistolare con l'amico carissimo Diego Martelli, il famoso critico dei macchiaioli.
1878-79
Incontra il grande gallerista parigino Paul Durand-Ruel. Incomincia la sua partecipazione alle esposizioni degli impressionisti.
La prima che ne accoglie le opere è la quarta, in avenue de l'Opera n. 28.
Nel '79 manda due quadri alla Società d’ Incoraggiamento delle Belle Arti in Firenze.
Le opere del periodo, pur essendo di modi impressionisti, assumono intonazioni personalissime sia nel taglio sia nella tecnica del colore, che risentirà sempre dell'origine e della tradizione veneziana.
Da rilevare la profonda amicizia con Degas, col quale possiede affinità di carattere, essendo entrambi burberi e poco socievoli.
1880
Partecipa alla quinta esposizione degli impressionisti in rue des Pyramides 10.
1881
Sesta esposizione degli impressionisti, in boulevard des Capucines 35.
1886
Settima esposizione degli impressionisti in rue Lafitte n. 1.
Ormai è diventato un pittore noto ed è entrato nelle grazie di Durand-Ruel. Chiama a vivere con sé la madre e Tonina, una delle sorelle.
1888
Risente delle nuove tendenze delineatesi in seno all'impressionismo ad opera di Seurat e Signac: le teorie della rigorosa divisione del colore. Zandomeneghi apprezza questi studi e, di riflesso, ne assorbe, anche se in modi alquanto temperati, i sentori. Tale procedimento divisionistico appare al suo clou nella Roussotte, pastello eseguito proprio in quest'anno. È una sorta di divisionismo non rigoroso, in cui il colore, più che scisso, appare sulla tela pettinato, tirato, filante, per poi a poco a poco addolcirsi in una scansione pollinata, atmosferica.
1893
Espone in una mostra individuale alla Galleria Durand-Ruel. Ottiene successo e il mercante lo sottopone a un lavoro incalzante. Esaurito dall'eccesso di attività, si rifugia con la sorella Tonina nella vallata di Chevreuse.
1898
In marzo, nuova esposizione individuale alla Galleria Durand-Ruel.
1906
Manda due opere all'Esposizione internazionale di Milano, ma le accoglienze sono assai fredde.
1908
In ottobre espone alla Galleria G. Rosenberg. In dicembre partecipa alla Mostra "La Comédie Humaine" alla Galleria Georges Petit, insieme a Forain, Van Dongen Raffaèlli.
1914
Vittorio Pica, suo amico ed estimatore, essendo segretario delle Biennali di Venezia, insieme ad Angelo Sommaruga gli allestisce un'esposizione individuale alla Biennale. La critica però esprime giudizi negativi: la sua pittura è troppo moderna, non piace.
1917
II 30 settembre muore il grande amico Edgard Degas.
Il 31 dicembre Zandomeneghi viene trovato morto ai piedi del proprio letto.
1918
II 2 gennaio si celebrano le esequie; pochi amici, qualche modella. Viene sepolto al cimitero di Saint-Ouen. Lo studio viene smantellato; le opere sue e di altri artisti (Fattori, Lega, Signorini) sono mandate all'asta per pochi soldi.
1922
Vittorio Pica presenta la mostra postuma di Zandomeneghi alla Galleria Pesare di Milano con un complesso numeroso di opere: oli, pastelli e disegni. In questa occasione vengono espressi i primi giudizi favorevoli sul pittore nella sua nazione.
2930
In marzo Enrico Somarè lo rappresenta con una decina di opere alla Società Amatori
e Cultori di Roma.
Nel dicembre, alla Galleria Pesare di Milano, nuova retrospettiva di Zandomeneghi insieme con altri artisti.
1932
Enrico Piceni, primo e per tanti anni unico pioniere ad aver riportato in patria le opere e la fama del "vénitien", gli dedica una monografia per i tipi della Mondadori.
1933
Enrico Somarè gli dedica un volumetto monografico.
1935
In occasione della mostra commemorativa della Fondazione della BiennaÌe di Venezia Zandomeneghi ottiene una sala dove figurano una trentina di dipinti scelti.
1943
Retrospettiva alla Galleria Annunciata di Milano.
1952
Fernanda Wittgens presenta una mostra retrospettiva del "vénitien" alla XXVI Biennale di Venezia; giunge, meritato, il successo di critica.
Nello stesso anno Arnoldo Mondadori pubblica una nuova edizione del volumetto monografico sull'artista curato da Enrico Piceni.
1959
La Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo pubblica un volume dedicato al pittore e curato da Guido Perocco.
1960
Importante monografia sul pittore di Mia Cinotti, con approfonditi studi biografici e critici e numerose tavole illustrative.
1965
La Galleria Narciso di Torino lo onora con un'ampia rassegna retrospettiva.
1967
Grande retrospettiva alla Galleria Durand-Ruel di Parigi, con la quale chiude le sue gloriose sale.
Nello stesso anno Enrico Piceni pubblica un importante studio monografico che a tutt'oggi costituisce la catalogazione più estesa sulla sua produzione.
1977
La Galleria Sacerdoti di Milano presenta trenta opere scelte, di cui alcune inedite, in occasione del sessantesimo anniversario della morte.
1979
Enrico Piceni pubblica il suo ultimo volume dedicato a Zandomeneghi.
1985-86
Mostra di opere di Zandomeneghi alla Galleria Le Muse di Cortina d'Ampezzo.
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