Filippo Alpi / Dettaglio evento





Confronti di stili

Dal sabato 08 marzo 2008
al sabato 29 marzo 2008

Curatori Paolo Levi

Comunicato stampa evento: Confronti di stili

Sabato 8 marzo alle ore 18.00 la GALLERIA 911 di La Spezia, inaugurerà la mostra collettiva

CONFRONTI DI STILI a cura di Paolo Levi

Artisti: Filippo Alpi, Anna Caruso, Lucia Cecchi, Dellaclà, Alessandra Pennini, Matteo Tenardi, Andrea Terenziani, Gianna Zanafredi, Clarice Zdanski.

In questa esposizione sono presenti esperienze espressive di artisti figurativi e astratti,
per i quali dipingere rappresenta ancora una sfida intellettuale, un esercizio di laboriosa manualità, un’aspirazione a comunicare la loro percezione del mondo attraverso il linguaggio visivo.
Aver riunito , nello stesso spazio, artisti di tendenze anche opposte, ha consentito di mettere in scena un interessante gioco delle parti; ma ha soprattutto significato segnalare quanto di nuovo è ancora possibile realizzare in arte, quando si ha il coraggio di andare controcorrente, affrontando cioè lo spazio della tela o della tavola con l’applicazione sapiente del segno e del colore.
Le diverse espressività costringono a un’attenzione più intensa di quella che si riserva solitamente a un’esposizione monotematica e nel percorso fra un’opera e l’altra si potranno quindi confrontare le tecniche e le tendenze, trovando analogie e contrapposizioni, oppure si potrà andare al piacere della scoperta, facendosi guidare solo dal gusto personale…….libertà, comunque, che va sempre lasciata all’osservatore

La mostra è stata realizzata con la collaborazione della Galleria Emmediarte di S. Stefano Belbo (CN) dove verrà inaugurata il 12 aprile e, dello Studio Kan di Parma dove verrà inaugurata il 10 maggio.


LA SCENA VARIEGATA DELLA PITTURA, testo critico di PAOLO LEVI

Dire che l’arte è morta è solo una finzione, anche se purtroppo sono in molti a crederci: c’è chi dice che l’arte si sia ormai dissolta nella tecnologia, e che debba solo esprimersi in un puro atto di pensiero, o in un’azione fine a se stessa, o in una presenza corporea emblematica. Tuttavia, nelle pagine di questo catalogo e negli spazi di questa esposizione sono riunite le esperienze espressive di artisti figurativi e astratti, grazie ai quali è ancora possibile dimostrare quanto la tradizione della pittura, come uso espressivo della materia cromatica, sia tuttora viva e attuale.
Le artiste e gli artisti che andiamo qui a proporre sono dei professionisti, per i quali dipingere rappresenta ancora una sfida intellettuale, un esercizio di laboriosa manualità, un’aspirazione a comunicare la loro percezione del mondo attraverso il linguaggio visivo.
Aver riunito dialetticamente, nello stesso spazio, artisti di tendenze anche opposte, ha consentito di mettere in scena un interessante gioco delle parti; ma ha soprattutto significato segnalare quanto di nuovo è ancora possibile realizzare in arte, quando si ha il coraggio di andare controcorrente, affrontando cioè lo spazio della tela o della tavola con l’applicazione sapiente del segno e del colore.
In queste presenze non c’è nulla di esaustivo o di assoluto e neppure nulla di tendenzioso; si tratta soltanto di composizioni portatrici di singole voci poetiche e persuasive, che si rivolgono alla mente e al cuore di chi guarda. Tuttavia le diverse espressività costringono a un’attenzione più intensa di quella che si riserva solitamente a un’esposizione monotematica: nel percorso fra un’opera e l’altra si potranno quindi confrontare le tecniche e le tendenze, trovando analogie e contrapposizioni, oppure si potrà andare al piacere della scoperta, facendosi guidare solo dal gusto personale. È la libertà, comunque, che va sempre lasciata al visitatore di una mostra.
Per quello invece che ci concerne, va segnalato il lavoro di Lucia Cecchi, dove il tema dell’assenza-presenza è la costante di una coerente rappresentazione del silenzio. Le corrispondono per contrasto le trame pittoriche di Gianna Zanafredi, dove l’azzeramento dell’immagine abbandona il tema dell’utopia del reale, a favore di un gusto attivo del colore. A queste due signore della tavolozza si affianca la ricerca di Andrea Terenziani, i cui lavori si arrestano volutamente alla soglia di una figurazione inafferrabile, tesa a un’astrazione malinconica. Anche Clarice Zdanski padroneggia il messaggio informale, in un gioco suadente di contrappunto fra colori chiari e ombrosi. Filippo Alpi interrompe l’ambiguità tra figurativo e informale, alludendo alla presenza umana, tramite una forte espressività del segno pittorico. Anna Caruso è a sua volta portatrice di una personale tensione intellettuale, amando l’allusione, e rivolgendosi a una realtà sempre circostanziata. Dellacà, invece, in un delizioso ammiccamento, realizza raffigurazioni che pur rinunciando all’Iperrealismo degli anni Ottanta, tiene aperte le porte alla Pop Art italiana. La realistica figura femminile psicologicamente approfondita da Matteo Tenardi, affonda le radici in una classicità statica e suadente. Assai vicino è il caso di Alessandra Pennini, che opera attraverso un segno abile, di tradizione, dimostrando la propria autonomia dai pericoli della retorica figurativa.


fino al 29 marzo
h. 10.30/12.30 – 16.30/19.30
catalogo in galleria