Flaviano Poggi / Dettaglio evento

Nato a: Vicchio del Mugello Italia



Hybrida Group Show

Dal venerdì 07 dicembre 2007
al lunedì 07 gennaio 2008

Orari:
martedì-sabato, ore 16.00-20.00; mattina su appuntamento

Comunicato stampa evento: Hybrida Group Show

Undici sguardi diversi, undici prospettive mai univoche, undici colloqui possibili per inaugurare la prima collettiva della galleria Hybrida contemporanea.

LUIGI CAMPANELLI (Pesaro, 1943). Forme tese tra astrazione e residui figurativi. Nei suoi quadri la linea, unita ad un colore dalle sonorità morbide, è lo strumento principale attraverso cui delineare scenari. Risuona nelle sue opere il meglio della tradizione metafisica italiana, da De Chirico a Savinio fino alle silenziose nature morte di Morandi. La pittura si fa strumento duttile, attraverso stesure di impasti essenziali. La pittura riporta a noi l’emozione di luoghi e oggetti del quotidiano, resi dal pensiero e dall’esperienza figure libere della memoria.
FERDINANDO CALIFANO (Roccapiemonte, 1957). Sguardi empatici alle cose che ci circondano, per estrarre dal loro realismo spietato una dimensione surreale, un ponte tra il dentro e il fuori. Lo sguardo di Califano è attento alla superficie, alla texture mutevole di ciò che accompagna il corpo attraverso lo spazio esplorato. Nelle fotografie in mostra tutto questo scaturisce da passi, impronte e spruzzi d’acqua.
MARCELLO DI DONATO (Cava de’ Tirreni, 1962). Sceglie tre opere per rappresentare tre diversi atteggiamenti del suo fotografare.
Prima: I rifiuti trascinati dalla corrente del Tevere diventano simmetrie dal forte impatto visivo, dichiarando attraverso la bellezza dello sguardo il riscatto dal degrado. Seconda: una ragazza su una panchina nel parco, fotografata come la statua di una divinità Buddah. Terza: una nube che solca il cielo in un raffinato gioco di trasparenze, dall’alto del Vesuvio. Tutte e tre le opere sono fortemente incentrate sulla dilatazione dell’identità del soggetto.
FERDINANDO FEDELE (Nocera inferiore, 1964) Un’indagine attorno alle relazioni tra riproduzione dell’immagine e spazialismo, tre opere tratte da una serie più ampia per focalizzare un momento del percorso. La figura dipinta è Eva, estrapolata dal famoso dipinto di Cranach. Nelle mani di Ferdinando Fedele, essa perde la sua connotazione simbolica per divenire presenza autografa, quasi un feticcio in relazione alla lettura di spazi astratti.
DANIELE FIACCO (Velletri, 1983) sceglie di condensare suggestioni stratificate all’interno di spazi sintetici, che richiedono una vicinanza colloquiale con lo spettatore. “Pulsazione” è il titolo dell’opera in mostra e allude alla vibrazione del sangue, che si amplifica estendendo quel limite sottile che ci porta a percepire l’esterno come altro al di là di noi. L’immobilità apparente disgrega l’immagine in molteplici dettagli, alimentando la forza visiva con una dialettica dove il silenzio si fonde col frastuono e l’immobilità con il movimento nervoso. I suoi scatti mettono spesso in relazione corpi e materie, al fine di smembrarli e disperderli in una dimensione corale del corpo.
DAVID MACKIE (Melbourne, 1962) figure animali dalle sembianze essenziali e miste, ma allo stesso tempo enfatiche nella loro valenza astratta, quasi dei corpi morbidi tra la presenza dalla materia scolpita e l’evocazione della figura, dei giocattoli a cui è impossibile sottrarre energia vitale.
ALFREDO MAIORINO (Nocera inferiore 1966) Maiorino fa dell’oggetto un simbolo ancestrale che partecipa ad un universo pittorico fine a se stesso. L’opera esposta riflette sulla condizione iconografica del dittico. Da una parte un reticolato che è pura scansione spaziale, dall’altro la ciotola fluttuante nel buio immobile. Due momenti accostati per inserire un'unica atmosfera di sospensione.
PAOLA MARGHERITA (Roma, 1970) Le sue sculture mettono in scena delle situazioni vissute all’interno dell’opera stessa, quasi una piece teatrale intrappolata nell’immobilità del gesso, un’immobilità che è enfasi visiva del gesto dei personaggi e dei luoghi. Un lungomare, una discarica, spazi ondeggianti e architetture di segmenti. Tra realtà e suggestione fiabesca.
SANDRO MAUTONE (Napoli, 1950) è centrale per lui l’intersezione tra uomo, luogo e materia. In galleria un disegno con una figura umana (Osiride) perfettamente armonizzata con la figura di un albero, il tutto descritto con meditata economia formale. Ad esso di aggiunge una scultura in terracotta, una strada tra due edifici definiti ed essenziali, una strada dalla forte presenza plastica quasi morbida alla vista.
MASSIMILIANO PELLEGRINO (Firenze, 1970). Due dipinti che spiccano per la loro drammaticità, da intendersi come profondità poetica. Un teschio e un corpo umano (un moderno San Sebastiano) su un discinto sfondo dorato, dipinto attraverso una gestualità veloce e fortemente espressiva, quasi una radiografia della carne colta nel suo intreccio tra vita e morte.
FLAVIANO POGGI Le sue fotografie sono emanazioni psichiche. Evocano quel magma profondo, rimosso, sempre in agguato nella mente di tutti. È il magma che opera nei nostri ricordi senza palesarsi mai. Vedi le immagini prendere forma su realtà tangibili, vedi luoghi e oggetti visti, volti conosciuti, combinati in modi tanto possibili quanto incongruenti. Irrompono accostamenti plausibili ricchi di sfumature stranianti e li senti nelle atmosfere oniriche che pervadono le fotografie, negli scorci che ci appartengono.

via reggio emilia 32/a 00198 roma italy tel/fax 06 99706573 info@hibridacontemporanea.it www.hibridacontemporanea.itcontemporanea
Dal 7 dicembre al 7 gennaio 2008
Orari: dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 20.00 La mattina su appuntamento

© ArsValue srl - P.I. 01252700057