Francesca Woodman / Dettaglio evento





Francesca Woodman

Dal sabato 07 giugno 2008
al domenica 03 agosto 2008

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Comunicato stampa evento: Francesca Woodman

Francesca Woodman nata a Denver nel 1958 visse nel suo periodo più fecondo a Roma tra il ’77 e il ’78 come borsista della Rhode Island School of Design di Providence. Cresciuta in una famiglia di artisti, Francesca Woodman si interessa alla fotografia e realizza i primi lavori a soli 13 anni. A Roma frequenta la Galleria Maldoror che presenta la sua prima mostra. Tornata in America si trasferisce a New York dove si dedica alla stesura di alcuni libri delle sue fotografie. Some Disordered Interior Geometries è pubblicato nel 1981, anno in cui si toglie la vita.

E' stata definita come la prima bambina prodigio della fotografia. Assorbiva ed imparava da fotografi contemporanei come Duane Michaels con il quale ha condiviso l'amore per i corpi offuscati in movimento, surreali attorcigliamenti e l'uso di frasi ambigue per completare l'opera, Ralph Eugene Meatyard, Ralph Gibbons e Deborah Turbeville, dei quali, la carriera di successo nel campo della moda e nella scena dell'arte fu di profonda ispirazione.

Ispirata ora al Futurismo ora alla scultura barocca, o alle tendenze neoespressionistiche della Transavanguardia, con gli esponenti della quale entra in contatto nel suo soggiorno a Roma, l'opera della Woodman si discosta alquanto dalle classiche posizioni realistiche della fotografia. Sconosciuto al grande pubblico per molto tempo, il lavoro di Francesca Woodman rivela un mondo di grande forza emozionale. Le sue immagini fotografiche ritraggono una realtà altra, interiore e "fantasmatica", densa di misteriose apparizioni in stanze vuote e fatiscenti.
«M’interessa come l’individuo si relaziona allo spazio…ho iniziato a fare le foto fantasma, le persone che svaniscono...», dichiara in uno scritto. E "le persone che svaniscono" sono quasi sempre impersonate da lei stessa, dal proprio corpo nudo.

Sono immagini enigmatiche: la figura di Francesca si smaterializza attraverso il movimento rapido del corpo come nella serie House (1975-76) in cui gioca a nascondino con il riverbero di luce di una finestra, e si identifica spesso in quella presenza-assenza che sono gli angeli, come nell’opera Angels del periodo romano.
Il suo corpo diventa un mezzo per esprimersi come gli oggetti che lo circondano - guanti, tacchi, lenzuola, specchi, porte - oggetti che si rincorrono l’un con l’altro in spazi vuoti illuminati da una luce che pare dissolverli. Francesca Woodman utilizza lo strumento fotografico per rappresentare ed esprimere l’identità femminile in quella particolare età che va dall’adolescenza alla prima maturità.

BIOGRAFIA

1958 nasce il 3 Aprile 1958 a Denver nel Colorado. Sua madre Betty è ceramista e suo padre George pittore, Francesca cresce assieme al fratello Charlie nello studio dei genitori e passa gran parte della sua giovinezza nella città universitaria di Boulder.

1963-1971 frequenta la scuola pubblica a Boulder e prende lezioni di piano. Nel 1965 l’intera famiglia, seguendo la propria passione per l’Italia, si trasferisce a Firenze per un anno e acquista una casa in Toscana.

1972 viene ammessa alla Abbot Accademy di Andover nel Massachussets, una scuola privata per sole donne, tra i pochi licei americani con corsi di arte. In quel periodo la sua vita è attraversata dalla passione per le novelle di Colette. Guidata da una delle sue insegnanti, scopre la fotografia ed inizia a sviluppare le proprie capacità in questo campo.

1975 a giugno si diploma a Boulder. A partire da settembre frequenta a Providence la Rhode Island School of Design (Aaron Siskind è tra i suoi professori) dove dimostra fin dall’inizio un’estrema sicurezza dei suoi campi d’interesse, ammira il lavoro di Man Ray, Duane Michals, Arthur Fellig Weegee. Risiede in un grande appartamento-studio semivuoto nell’edificio industriale di Pilgrim Mills dove ambienta numerose fotografie.

1977-1978 vive a Roma grazie alla Borsa di studio ottenuta a Providence. Ispirata dalle sculture barocche inizia a sviluppare il tema degli “angeli” (On Being an Angel, 1977-1978). Suoi interessi principali si riconfermano essere il Simbolismo fotografico di Max Klinger da cui trae Eel Series (1977) e il Futurismo. A Roma, inoltre, conosce il gruppo della Transavanguardia.

1979 consegue il B.F.A. in fotografia e si trasferisce a New York in un appartamento sulla seconda strada. Trascorre l’estate a Standwood, Washington, insieme al suo compagno, dove stampa un gruppo di fotografie che ripropone il tema del corpo in comunione panica con la natura. A New York trasloca nell’East Village, dodicesima strada, e si mantiene facendo vari tipi di lavori: segretaria, assistente fotografa, modella. Sperimenta anche la fotografia di moda ispirandosi al lavoro di Deborah Tuberville.

1980 come artista residente della MacDowell Colony (Peterbough, New Hampshire) le vengono messi a disposizione dei materiali che impiega nel suo lavoro di sviluppo delle fotografie. Tornata a New York partecipa ad una serie di collettive alla Daniel Wolf Gallery, incontrando critici quali Peter Frank e Max Kozloff. All’Alternative Museo di New York esibisce i suoi ultimi diazotipi, fotografie stampate su carta blu o seppia.

1981 esce l’edizione a stampa di “Some Disordered Interior Geometries”, uno dei sei quaderni fotografici progettati durante il soggiorno romano. Il 19 gennaio si suicida.

Dal 7 giugno al 3 agosto 2008

Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10
Milano
galleria@galleriacarlasozzani.org
http://www.galleriacarlasozzani.org/