Venerdi 19 maggio 2006 “S p a z i o A contemporanearte” prosegue il ciclo di mostre TreStanzeSpazioA. Il progetto, arrivato alla terza mostra, è nato nel 2005 dall’idea di offrire un percorso lungo le tre sale adiacenti della galleria: in ogni stanza sono invitati artisti che rappresentano con il loro lavoro esperienze e modalità espressive differenti. Tre personali, che si fondono in un unica mostra. Per questa occasione, sono ospitati gli artisti: Elèna Nemkova, Francesco Carone, Alessandra Andrini.
Elèna Nemkova (Dushanbe, Tagikistan, 1971) vive e lavora a Milano. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, si trasferisce in Italia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti a Brera.
L’allestimento della stanza a lei è dedicata è intitolato Tradimento delle nuove idee. L’artista si collega abitualmente al portale russo non governativo
www.newsru.com, da cui estrapola titoli da notiziari sui quali elabora illustrazioni, dapprima disegnate a mano, poi dipinte digitalmente. L’interesse è duplice: non solo opere fisiche che si possono esporre, ma anche virtuali da pubblicare sul proprio blog
http://brrrrr.blog.com. Il lavoro si configura quindi come un work in progress, relativo alla velocità e alla frammentazione sulle quali corre la contemporaneità. Una schizofrenia tipica del nostro tempo che però viene bloccata in momenti di riflessione sospesa: l’illustrazione che una determinata affermazione suscita è mossa di volta in volta da sentimenti e intenzioni diversi: da un desiderio di esercizio della satira, da una comprensione dell’umanità delle situazioni, dallo stupore causato dall’assurdità degli uomini. Il connubio parola-immagine non si risolve in un giudizio dell’artista, ma in un’osservazione disincantata di un mondo troppo complicato per essere riassunto.
Francesco Carone (Siena, 1975) vive e lavora a Siena. Si forma dapprima all’Istituto d’Arte di Siena, successivamente all’Accademia di Belle Arti a Firenze. L’artista proietta nel suo lavoro la passione per l’alchimia e le teorie sul colore legate ad essa.
Il titolo del lavoro che espone nella sua stanza è Le dimore filosofali, un progetto a tre installazioni rappresentanti architetture a scala decrescente. Le prime due sono eseguite con materiali di recupero, restituiti dal mare nel primo caso, scovati tra gli scarti di sue opere precedenti nel secondo; la terza, invece, viene assemblata con parti realizzate appositamente da lui. Oltre al colore verde, che rappresenta una costante nel lavoro dell’artista e che ha un valore rigenerativo nella cultura alchemica, ciò che accomuna i lavori è l’espressione dell’architettura come luogo d’invito all’introspezione, al viaggio interiore, al dinamismo della mente e del cuore. Un processo solitario e meditativo che diventa atto tangibile di ricerca dell’artista: da una dimensione introspettiva di ricerca delle origini, il pensiero guadagna la sostanza e si rigenera nell’opera come invito allo spettatore a percorrere egli stesso un viaggio a ritroso nel proprio io.
Alessandra Andrini (Ravenna, 1958) vive e lavora a Bologna. Ha frequentato la Facoltà di Scienze e Politiche e ha lavorato in campo cinematografico. Nel 1995 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Il percorso espositivo inizia nel 1997, negli spazi della Stazione di Bologna e trova il primo riscontro internazionale con l’invito a East International 2000, Norwich, UK.
Per l’esibizione presenta il video à propos du verre (2006): un’infinita e ipnotica processione di piccoli pesci occupa lo spazio e il tempo della proiezione, mentre il sonoro occupa la stanza in un accavallarsi di voci e di lingue diverse, immergendo lo spettatore fra i commenti del pubblico intorno a lui. Tutto concorre a rendere presente l’invisibile vetro di separazione fra due mondi, dandoci la possibilità di giocare mentalmente su questo limite. La sua ricerca si sviluppa dunque nell’intricato rapporto fra arte, comunicazione e antropologia del contemporaneo, trovando naturale terreno nei molti interventi di public-art. Nei luoghi deputati all’arte, le sue video installazioni mantengono una forte relazione con lo spazio e la condizione percettiva del fruitore, offrendogli un varco che possa generare un secondo livello di pensiero sull’essenza dell’immagine.
Inaugurazione: venerdi 19 maggio 2006 ore 18,30
20 maggio – 14 luglio 2006
S p a z i o A contemporanearte
Via Modenese, 165
Pistoia
tel. 0573 903756
http://www.spazioa.it
E-mail:
info@spazioa.it