A cura di Radmila Iva Jankovic,
Adriana Rispoli | Eugenio Viola
Museo d'Arte Contemporanea di Zagabria
Il 23 novembre inaugura presso il Museo d'Arte Contemporanea (MSU) di Zagabria Babel, progetto di Francesco Jodice a cura di Radmila Iva Jankovic, Adriana Rispoli | Eugenio Viola e realizzato in collaborazione con il museo MADRE di Napoli e con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e del Dipartimento per l’Educazione, la Cultura e lo Sport di Zagabria. Nell’ambito di tale collaborazione il MADRE presenterà dal 19 dicembre 2011 al 7 febbraio 2012 la mostra dell’artista croata Andreja Kulunčić.
Babel trasforma l’ampia facciata multimediale (400mq) del museo croato in un blog a cielo aperto, in un dispositivo di interfaccia sociale che permette ai cittadini di Zagabria di esprimere pubblicamente intenzioni, strategie, volontà, dissensi, desideri e intolleranze inerenti la loro città e le criticità politiche, economiche e sociali ad essa connesse. Il blog è attivato tramite diversi meccanismi di ricezione che raccolgono le opinioni dei cittadini sui temi più disparati inerenti la loro comunità.
La facciata/schermo diventa lo specchio temporaneo, il termometro del sentire urbano che da individuale diventa collettivo restituendo, per 10 giorni, come una agenzia di stampa, la cronologia di questa discussione. Servendosi della potenzialità virale dei social network e strumentalizzando la liberalità anarcoide dei blog, Francesco Jodice piega la dimensione spazio temporale di questo canale di comunicazione ad un progetto artistico con l'obiettivo di segnalare in tempo reale, e in scala monumentale, gli umori e le forze entropiche di una città in transizione come Zagabria.
Da sempre Jodice indaga le metropoli in maniera quasi entomologica, concentrando il suo lavoro sull’analisi dei nuovi rapporti fra comportamento sociale e paesaggio urbano nei diversi ambiti geografici.
Alle ore 18:30 sarà proiettato nella sala Gorgone del MSU il film documentario di Francesco Jodice DUBAI _CITYTELLERS (film, HD, 57' 45", 2009) . Il film ha come soggetto il più famoso caso di neourbanismo contemporaneo. Una metropoli costruita e progettata come una cattedrale nel deserto che ha vissuto in pochissimi anni un'insostenibile espansione economica sfociata nella recente crisi. Le immagini ritraggono le ambiguità di una tale atmosfera: da un lato le corse di cammelli per cui venivano sfruttati e torturati i bambini-fantini oggi sostituiti da robot umanoidi, dall'altro la condizione di new slavery alla quale sono sottoposti migliaia di lavoratori indiani, pakistani e bangladesi.
Francesco Jodice (Napoli,1967), vive e lavora a Milano. La sua indagine è rivolta all’analisi dei rapporti fra il comportamento sociale e il paesaggio urbano, indagato in diversi ambiti geografici. È membro fondatore di Multiplicity, network internazionale di architetti e artisti che sviluppa ricerche interdisciplinari sui processi di trasformazione della condizione urbana e del comportamento sociale. Ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui: XI edizione di Documenta, Kassel (2002); Biennale di Venezia (2003); Liverpool Biennial (2004); Bienal de São Paulo (2006). E ancora: Museo Madre di Napoli (2010); Museion di Bolzano (2009); Reina Sofia, Madrid (2008); Castello di Rivoli, Torino (2008);Tate Modern, Londra (2007); Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2006). Nel 2011 è invitato dal Museo del Prado a realizzare un'opera site specific per la collezione, “Spectaculum Spectatoris”. Sue opere sono parte di collezioni pubbliche e private in diverse istituzioni in Italia e all'estero.
Si ringraziano:
Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e del Dipartimento per l’Educazione, la Cultura e lo Sport di Zagabria
Assistenti del progetto: Simone Santilli (Studio Jodice) e Vladimir Tatomir (MSU)
Designer del progetto: Silvia Sarvese
23.11.11 | 03.12.11
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