Francesco Messina / Dettaglio evento

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Comunicato stampa evento: Da Martini a Mitoraj. La scultura moderna in Italia 1950-2000

In un momento di grande rivalutazione della scultura e in particolare degli scultori italiani, il Comune di Vicenza - Assessorato alle Attività Culturali, in collaborazione con la Regione Veneto e Arthemisia, e con il contributo di Unicredit Banca, Trivellato - Mercedes Benz e AIM, presenta una nuova importante mostra collettiva dedicata alla scultura della seconda metà del Novecento:
“Da Martini a Mitoraj. La scultura moderna in Italia 1950-2000”
in programma dal 28 maggio al 25 settembre 2005.

Si tratta di una rassegna di indubbio fascino, allestita nel salone superiore della prestigiosa Basilica Palladiana, che garantisce ancora una volta la felice valorizzazione reciproca tra il monumento storico-architettonico(Patrimonio Mondiale Unesco) e i moderni capolavori legati alla tridimensionalità. La mostra consente inoltre di accedere con biglietto unico alla Basilica Palladiana, attualmente non visitabile dal pubblico.

Dopo il successo delle mostre di scultura già allestite negli scorsi anni nella Basilica Palladiana, dedicate a Luciano Minguzzi, a Domenico Rambelli, a Giacomo Manzù e alla scultura moderna in Italia della prima metà del Novecento, la mostra attuale è una nuova occasione per riportare l’attenzione del pubblico sull’arte scultorea dei maestri più significativi del secolo scorso.

In rapporto di continuità con l’ultima rassegna dedicata alla prima metà del Novecento, la mostra si snoda attraverso un percorso storico dagli anni Cinquanta fino alle soglie del 2000.

L’esposizione, a cura di Alessandra Zanchi e con il contributo scientifico di Rossana Bossaglia, si compone di 46 capolavori emblematici di 27 artisti (una selezione tra i nomi più rappresentativi) provenienti da raccolte pubbliche, fondazioni e collezioni private degli artisti e di collezionisti.
Il fine è di illustrare le caratteristiche e i cambiamenti della scultura nel cinquantennio successivo alla seconda guerra mondiale. Attraverso opere di grande impatto visivo per le notevoli dimensioni e per la qualità stilistica, la
mostra illustra le problematiche formali e tematiche affrontate dagli artisti, che a partire dalle lezioni storicamente affermate di Arturo Martini, Marino Marini,
Giacomo Manzù e Francesco Messina, si aprono a nuovi percorsi, fino alle tendenze più attuali.

Il percorso si snoda attraverso tre sezioni:

I maestri storici
La mostra si apre con alcuni esempi dei “classici”: Arturo Martini, con la splendida terracotta Cavalla che allatta, dal Museo Civico di Vicenza; Marino Marini, Giacomo Manzù e Francesco Messina, con alcuni esempi emblematici della loro
produzione. Artisti che costituiscono il trait d’union con la rassegna dedicata al primo Novecento e che sono i punti di riferimento per le generazioni successive.
Lucio Fontana e Fausto Melotti sono i portavoci delle prime nuove ricerche alternative alla scultura tradizionale e sono presenti con le opere più significative e centrali della loro produzione in ambito informale e concettuale.

Tra figurazione e astrazione
Il percorso della mostra entra nel vivo con gli esiti scultorei, in continua oscillazione
tra figurazione antropomorfa e astrazione come linguaggio delle forme e dei materiali, dagli anni Sessanta in avanti, ad opera di artisti nati nel ventennio compreso tra il
1920 e il 1940.
La tendenza aniconica è esemplificata dalla innovativa ricerca di Pietro Consagra sulla scultura “frontale” (a partire dalla serie dei Colloqui), anti-tridimensionale e
socialmente impegnata.
Fedeli d’altra parte alle tre dimensioni, le sculture in marmo di Andrea e Pietro Cascella, le opere di Francesco Somaini, tra cui la Grande traccia nascita di Venere,
di Arnaldo Pomodoro, con la celebre Colonna del Viaggiatore e di Gio’ Pomodoro; sono opere che, nel loro insieme, esprimono il bisogno di una grammatica nuova: una evidente dialettica tra gesto sulla materia di matrice informale, spesso con derivazioni decorative, e le ritrovate esigenze costruttive e strutturali della forma piena, sovente con ascendenze primitiviste e con sempre più spiccata vocazione
ambientale.
La ricerca astratta prosegue inoltre con la produzione di Carlo Ramous, Giuseppe Uncini, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli; autori che si confrontano con la tecnologia contemporanea e l’uso di materiali industriali (ferro, acciaio, cemento, ecc.) creando opere sempre più elementari ed essenziali, spesso non estranee tuttavia, come nel caso di Spagnulo, ad una posizione di impegno e denuncia sociale.
La figurazione come espressione diretta di un messaggio ideologico resta invece punto di riferimento per artisti quali Alik Cavaliere, Augusto Perez, Giuliano Vangi (in mostra la celebre Figura di donna 1966) e Floriano Bodini (di cui è esposto il Ritratto di un Papa del 1968), che ripartono dalle tradizionali premesse plastiche e realiste per affrontare il tema dell’uomo contemporaneo con immagini “forti” che ne enunciano lo stato di tormento spirituale, inquetudine e desolazione.
La scultura dell’immagine e dell’oggetto che risente delle influenze della Pop Art in Italia è esemplificata infine dai risultati originali, tra il rassicurante quotidiano
e il fantastico inquietante, di Mario Ceroli e Valeriano Trubbiani, espressioni di una vita moderna sempre e costantemente al limite della contraddizione. Luciano Fabro,
esponente dell’Arte Povera, traduce invece in scultura la purezza di immagini allo stato originario (come la stella e l’oblelisco).

L’ultimo ventennio
La mostra si conclude con uno sguardo alla scultura “al femminile” rappresentata da Cordelia Von den Steinen e Alba Gonzales e alle tendenze dell’ultimo ventennio ovvero alle ricerche che nel panorama di un’arte ormai senza limiti di tecnica e di spazio si possa ancora definire scultura. L’esempio di Mimmo Paladino (tra gli eredi della Pop Art in Italia e poi esponente della Transavanguardia) illustra come la scultura possa essere (a partire dal 1985 con le grandi opere in bronzo) una tra le molteplici tecniche sperimentate e scelte dall’artista per esprimere il proprio mondo interiore.
D’altro canto l’attività di un artista straniero in Italia quale Igor Mitoraj, con la sua rilettura e interpretazione della scultura classica, dimostra come questa forma
artistica, nel senso tradizionale e con materiali storici come il bronzo e il marmo, possa ancora stupire oggi.

Catalogo ARTHEMISIA

Sede
Vicenza, Basilica Palladiana, Piazza dei Signori

Periodo
28 maggio / 25 settembre 2005

Informazioni e prenotazioni
tel 0444 541685
www.arthemisia.it
www.comune.vicenza.it

Orari di apertura
aperto tutti i giorni, lunedì chiuso
10.00 / 19.00

Biglietti
il biglietto comprende la visita alla Basilica Palladiana e al Loggiato
intero euro 7,00
ridotto euro 5,00

Uffici stampa
Arthemisia, Milano
C.so di Porta Nuova, 16 - 20121 Milano
tel 02 6596888 fax 02 6598300 press@arthemisia.it
Cinzia Manfredini cell 348 4007208 cm@arthemisia.it

Comune di Vicenza
Assessorato alle Attività Culturali
Levà degli Angeli, 11 – 36100 Vicenza
Loretta Simoni tel 0444 222154 fax 0444 222155
stampacultura@comune.vicenza.it

Relazioni pubbliche
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